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Bilancio, l’Atalanta tra le migliori in A Peccato per Masiello

Il nostro Luciano Passirani analizza il bilancio del 2013 del club nerazzurro, tutto da promuovere. Peccato solo per la figuraccia fatta con l'ex terzino del Bari, al quale è stato prolungato il contratto fino al 2018.

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di Luciano Passirani

Premesso che il bilancio dell’Atalanta è un ottimo bilancio. Per quanto ai dati riportati con chiusura al 31-12-2013, le differenze dimensionali importanti tra le varie squadre ed il non perfetto allineamento nelle date di chiusura dei bilanci, impediscono un confronto significativo. La società si caratterizza per una certa stabilità a livello dei principali aggregati patrimoniali tra il 2012 ed il 2013. A parte un valore di investimenti effettuati per la rosa dei calciatori per complessivi 21 milioni di euro (non è una novità a causa del numero). I dati più interessanti attengono all’attivo di bilancio che registra una crescita di circa 10 milioni principalmente riconducibile all’incremento del valore netto dei cartellini dei giocatori, passati da 27 milioni del 2012 a 39 milioni di fine 2013. A questo si contrappone una crescita nel livello dell’indebitamento finanziario – verso banche e altri finanziatori – che a fine 2013 totalizza circa 26 milioni (rispetto ai 18 milioni del 2012).

Serve ricordare che nel 2013 si è proceduto all’abbattimento del capitale sociale per coprire le perdite pregresse con un successivo aumento di capitale di circa 2,1 milioni portando la dotazione patrimoniale a fine 2013 a circa 5 milioni. Questo ha chiaramente contribuito a migliorare il rapporto finale tra indebitamento finanziario e mezzi propri, assestatosi a circa 5 volte (rispetto alle quasi 7 volte del 2012).

Nel complesso la struttura patrimoniale vede il peso dei mezzi propri sul totale attivo della società attestarsi a circa il 6%, sostanzialmente allineato all’ultimo dato medio della Serie A circa il 7%.

Il 2013 registra un consistente miglioramento, grazie a un progresso di circa 4 milioni nel valore della produzione complessiva della società, che ha superato i 63 milioni nel 2013, potendo beneficiare di un sostanziale contributo originato dai diritti televisivi per circa 30 milioni – in marginale contrazione, ahimè continuando a rappresentare quasi il 50% delle entrate totali, contro la media della serie A pari al 43%. Qui la dice lunga cosa vuol dire mantenere la categoria. Non da dimenticare l’ottimo livello di plusvalenze realizzate dalla cessioni dei cartellini dei giocatori (quasi 15 milioni nel 2013 rispetto ai 12 milioni circa del 2012).

I ricavi caratteristici della gestione, legati essenzialmente agli ingressi allo stadio e alla campagna abbonamenti, hanno totalizzato circa 4 milioni, in leggera diminuzione rispetto all’anno precedente. E qui il presidente Percassi in un recente intervento televisivo ha preannunciato un diverso approccio per gli abbonati. Visto che il ricavo per questa voce scende comunque tanto vale riempire lo stadio e dimezzare il costo per gli abbonati, almeno per i fedelissimi.

Dal punto di vista dei costi l’Atalanta ha dimostrato una azione di contenimento superiore al dato medio della Serie A, dove gli stessi sono risultati in crescita del 4% circa. L’amministratore delegato ha ben vigilato. Nel complesso la società si è contraddistinta per una performance economica decisamente migliore rispetto al campione medio dei club di Serie A, che nella stagione 2012-’13 hanno riportato un risultato netto negativo pari a circa 10 milioni in media.

Dove non sono d’accordo è nel leggere, a pagina 36 della nota integrativa, il prolungamento del contratto di Masiello, per mantenere in bilancio il valore iscritto all’inizio dell’esercizio, ritenendolo congruo ai valori di mercato. In pratica l’etica sacrificata al bilancio. Non credo che tutti i tifosi saranno d’accordo.

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Commenti

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  1. Scritto da gutembergem

    Questa volta non sono d’accordo con lei, ha fatto benissimo l’Atalanta a prolungare il contratto a Masiello (pagato 2,5 milioni) per poterlo anche vendere a fine squalifica.

  2. Scritto da mitiar1

    a parte il fatto che se non gli rinnovavano il contratto a fine anno prossimo lo avremmo perso gratis mentre così possiamo venderlo anche senza farlo giocare, io vedo parlare di figuraccia solo quelli che devono per forza parlare male. o comunque parlare, altrimenti non vengono pagati. non ho letto su nessun giornale nazionale che l’atalanta non doveva rinnovare a Masiello; e ci mancherebbe, loro hanno sponsorizzato il capitano Mauri. solo le testate contro di Bg lo dicono

  3. Scritto da poeret

    l’etica sarebbe stato negare e farl ogiocare (vedi Mauri).. Masiello è stato comprato e pèagato, quindi si sperache, scontata la giusta squalifica, torni a lavorare o sia ceduto a titol ooneroso…
    Mi spieghi, sig. Passirani, nel caso Lei avesse un dipendente che ha avuto un procedimento penale e dopo 1 anno o 2 o 3 può esser reintegrato lo lascerebbe sulla strada, o cmq non le darebbe un lavoro, per tutta la vita?

    1. Scritto da Guido da bg

      Fatico a stare dalla parte di Masiello/ ho in mente l’autorete volontaria nel derby Bari-Lecce – Pensi se l’avesse fatto in Atalanta- Brescia / meglio non vederlo più con la maglia dell’Atalanta/ certo l’Atalanta lo ha in bilancio al costo di 2,5 milioni di euro e tenta di non perdere i soldi- Ma questo e’ un principio che fa a pugni con l’etica

      1. Scritto da poeret

        risponda..quindi per Lei l’etica è non dare una seconda possibilità ha chi ha pagato e stà pagando la sua colpa? a differenza di altri ben noti tra cui alcuni campioni d’Italia e nazionali (li qualcuno sventola codici etici e li calpesta) Tra l’altro commessa in altra squadra con realtà ben diverse?

        1. Scritto da Guido da bg

          Non è facile parlare di etica con chi usa il verbo avere in modo improprio/ non se la prenda. Ps ha chi ha pagato c’è qualche H di troppo

          1. Scritto da solodea

            non volendo comunque entrare nella polemica che si attacca pure alla grammatica, volevo solamente ricordare che Enzo Bearzot per il mondiale poi vinto dall’Italia, aveva convocato (fortunatamente) Paolo Rossi che era ancora in squalifica e che poi, per quello che ha fatto, è stato osannato da tutta Italia (sicuramente Lei compreso) ed è stato premiato quale miglior giocatore del mondiale. Pertanto non facciamo gli snob. Scusi se troverà degli errori grammaticali, non sono voluti.

          2. Scritto da guido da bg

            Scusi, un dettaglio, non grammaticale come piace a Lei.
            Paolo Rossi non vendeva partite della propria squadra. Scommetteva
            E’ diverso. Dirò di più. Doni scommetteva solo per fare vincere l’Atalanta..
            Masiello si faceva pagare per fare autogol . E’ differente