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Trovato senza vita l’escursionista 62enne scomparso a Carona

È stato trovato senza vita l'escursionista 62enne, Virgilio Carenini di Vercurago, scomparso giovedì durante un’escursione sul monte Grabiasca, sopra Carona.Le squadre del soccorso alpino hanno trovato il cadavere dell'uomo non lontano da dove venerdì erano stati rinvenuti la piccozza e il bastone dell’uomo.

E’ stato recuperato nella mattinata di sabato 24 maggio il corpo di Virgilio Carenini, l’escursionista 62enne disperso da giovedì pomeriggio nella zona del Monte Graviasca, nel comune di Carona, in Val Brembana.

Sabato mattina le squadre del Soccorso alpino della VI Delegazione Orobica si sono portate in quota con l’eliambulanza per esaminare nel dettaglio e in condizioni di maggiore sicurezza l’area in cui ieri erano stati ritrovati una piccozza e un bastoncino, appartenenti all’uomo, 62 anni, residente in provincia di Lecco. Quattro tecnici si sono calati dall’alto in corda doppia e hanno attrezzato il canale; altri quattro si trovavano alla base del canale.

Intorno alle 8.45 hanno individuato il corpo, in un crepaccio tra la roccia e la neve, a circa cinque metri di profondità. Terminato il recupero, la salma è stata trasportata nella camera mortuaria di Carona. In tre giorni, i tecnici Cnsas (Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico) che hanno partecipato all’operazione, tra ricerche, recupero e coordinamento, sono stati una sessantina.

LE RICERCHE DI VENERDI’

Le ricerche condotte venerdì i dai tecnici volontari della VI Delegazione Orobica del Soccorso alpino hanno portato al ritrovamento della piccozza e del bastoncino che aveva con sé l’escursionista disperso da ieri pomeriggio nella zona del Monte Grabiasca, nel territorio del comune di Carona, in Val Brembana. Gli oggetti sono stati ritrovati a circa 2400 metri di quota, la piccozza più in alto e il bastoncino un centinaio di metri più in basso. Il rinvenimento ha consentito di concentrare l’operazione in un’area circoscritta e precisa. La zona è caratterizzata dalla presenza di un canale molto impervio, esposto a scariche di materiale roccioso, con la presenza di neve e ghiaccio.

Durante la giornata di venerdì 23 maggio, a rendere più complesse le manovre ha contribuito anche una situazione meteorologica critica e variabile, con temporali e tempesta.  Alle 5.30 di sabato 24 maggio sono ripartite le perlustrazioni da parte dei tecnici, sul posto c’era anche un’eliambulanza da Como, abilitata al volo notturno, che ha portato in quota le squadre del Cnsas (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) in modo da permettere loro di operare con temperature basse, prima che gli effetti del disgelo diurno compromettessero la stabilità del terreno.

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