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Diario di uno scrutatore Perfino un gatto al seggio elettorale

Vi ricordate di me? Sono Amerigo Ormea e già due turni elettoral-referendari medito pubblicamente su vizi e virtù, pregi e difetti del voto (e dei votanti). Eccomi al seggio alle prese con schede, firme ed elettori.

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di Amerigo Ormea

Rieccomi, sono qui.

Eterno scrutatore-votante, anche quest’anno vi racconterò gioie e dolori di uno dei seggi elettorali del nostro territorio.

Vi ricordate di me? Sono già due turni elettoral-referendari che medito pubblicamente su vizi e virtù, pregi e difetti del voto (e dei votanti).

Nessuna pretesa di imitare il genio di Italo Calvino: mi sono limitato a prendere in prestito il titolo di un suo libro del 1963  per raccontare ai nostri lettori come si svolge una giornata elettorale vista dalla parte degli scrutatori. Quelli che reggono le sorti della democrazia per un paio di giorni… e poi tornano nell’oblio.

Io medito e scrivo. Se meditate anche voi, scrivetemi.

In questa tornata, due elezioni, europee e comunali (provincie, adieu!), con una grande novità: si vota solo domenica, fino alle 23.

Poi via con gli scrutini delle europee. Quelle dei comuni si faranno lunedì a partire dalle 14.

Nel mezzo, non chiamatemi, dormo.

DOMENICA

Ore 23,00

Suona la campana, e finita. Adesso comincia. Abbiamo fatto la spola alle macchinette del caffe e siamo tutti scattanti agli ordini del presidente e della efficientissima segretaria. Adesso si parte con le buste, con le schede, con i numeri, con i voti, con le preferenze. A che ora finiremo? Si vedrà. In tv, immagino, sono cominciati i pre-dibattiti sui pre-risultati del pre-voto. Pensosi intellettuali, politologi, sociologi, sondaggiologhi, nani e ballerine masticheranno aria fritta in attesa dei voti veri.

Che adesso vi daremo noi, pronti a tuffarci nello scrutinio.

Qui seggi, a voi saggi.

Ore 22.10

Si comincia a vedere la fine. Dalle 20 in poi sono arrivati 65 elettori, circa il 7%. Secondo me, se si chiudeva alle 20, venivano prima e morta li.

Pazienza, quasi morti siamo noi. Tutto tranquillo, ma che stanchezza….

Il presidente ha messo tutti in riga: alle 23, appena suona la campana, tu fai questo, tu fai quello. Tutti ai posti di combattimento.

Intanto, ripensando alla giornata, mi chiedo dove sono i giovani. Mi sembra di aver visto un’infinita serie di adulti, anziani, vecchi.

Sarà questo quartiere, sarà l’andazzo generale? Chissà.

20,20

Orari, vogliamo parlarne? Grande cosa aver eliminato il lunedi mattina (ma sara solo per stavolta?) restringendo cosi i tempi delle votazioni e anche il disagio alle scuole.

Ma ha senso votare fino alle 23? Ma chi verra mai, quelli che escono dal cinema? E perchè non possono venire prima del film, invece che dopo?

E non ditemi che si fa cosi perche "lo vuole l’Europa", visto che siamo pieni di exit pool delle altre nazioni e gia giovedi Olanda e Inghilterra avevano votato. Mettetevi nei miei panni.

Sveglia alle 6,15, inizio seggio alle 7, fine seggio alle 23 e subito avvio degli scrutini. Vi immaginate con che freschezza e lucidita, proprio nel momento di fare i conti? Con l’horror vacui della scheda mancante, che attanaglia ogni seggio che si rispetti….

Si chiuda alle 20, signori miei, e via con gli scrutini. Cosi chi sta in televisione sa di cosa parlare….

19,20

Che sia un po’ una festa anche per i bambini ci sta. Nel senso, anche solo, che papa e mamma vengono a votare e non sapendo dove piazzare i bambini se li portano dietro.

In fondo, è una scuola, Passeggini, carrozzine, grida e lazzi di bimbi… no problem.Ma andare a votare con la cesta del gatto… certo, anche lui ha i suoi diritti. In fondo, disturba meno dei bambini.

Candida, la signora chiede: posso lasciarlo qui? E gli elettori successivi girano intorno alla gabbietta del micio.

Mi prendo l’iniziativa di controllare se ci sia qualche lista animalista o antianimalista, sicchè il suddetto gatto possa apparire come surretizia propaganda elettorale. Ma non c’e nulla del genere.

La signora vota e va col suo gattino

Ore 18.30

Festeggiamo il superamento del muro del 50% con i pasticcini portati dalla rappresentante di una lista.

Piccola la lista, piccola e deliziosa lei che e tutto il giorno che si aggira per i seggi, firma centinaia di verbali, chiede e s’informa e dato che e candidata spera di portare a casa almeno venti preferenze. Fa il conto tra famiglia e amici ma sa solo che mamma e papa sono affidabili al 100%.

Ore 17,30

C’e’ un modulo per ogni cosa sotto il sole delle elezioni.

Anche il cartoncino con disegnato il telefono cellulare da depositare (quest’anno, grande novita, è stato abolito il registro in cui segnare i dati dei proprietari, mai registro rimase piu intonso di questo…).

Ma manca la indicazione piu elementare: i due cartelli uomini/donne. Visto che i registri sono divisi per sesso e quindi si fanno due code, come si fa a dirlo alle persone?

Ogni seggio si arrangia come puo: chi con fogli scritti a mano, chi se li e fatti a casa con il pc, chi addirittura a colori. Nulla di gravoso ma…

E già che siamo in tema, perche c’è il manifesto con le istruzioni per il voto alle europee e non c’è quello per il voto alle comunali?

Perche non c’è un manifesto unico, con grafica chiara, che riassuma tutte le informazioni senza disperderle su cinque manifesti di grafica e formato diversi?

Il piu fitto, completo, illeggibile e minaccioso ha il titolo "Principali sanzioni". Bell’incentivo a venire a votare….

Ore 17.00

Il nostro presidente e un po maniaco, ma forse ci vede giusto.

La povera segretaria ha gia preparato le buste fino a domani, scrutini comunali inclusi. Tutto firmato e bollato, con scritto cosa va dentro e cosa no.

Gli scrutatori ogni ora devono contare tutti i votanti e verificare che i conti tornino. E finora tornano.

Devo ammettere che ci dà sicurezza sapere che non ci sono "bachi".

Dai seggi vicini e un flusso di umili richieste di informazioni.

Ormai e chiaro che siamo il seggio leader. E, se devo dire la verita, basta guardare i tavoli: se sono in ordine, quel seggio va tranquillo.

Se sono in disordine gia adesso, prima dello scrutinio, ahi ahi ahi

Ore 16.00

Poi ci sono i rappresentanti di lista. Tipologie diverse.

C’e quello che s’aggira sospettoso di tutti e di tutto e consulta febbrilmente un libretto di istruzioni pieno di sottolineature e punti esclamativi.

C’e quello che e candidato o fidanzato della candidata ed e interessato solo ed esclusivamente a contare le proprie o di lei preferenze (in totale, la sua e quella del fidanzato/a e della mamma).

C’e quello di partito, serio e istituzionale, che bada al sodo, incollato al cellulare.

C’e quello sornione che ne ha viste di cotte e di crude e fa capire al nostro presidente che nulla gli sfuggirà e lui sarà implacabile censore del vizio tutto italiano di fare le cose alla carlona.

In genere, a meta spoglio questi crollano mentre noi continueremo fino a notte alta a fare indefessi e sereni il nostro umile lavoro.

Ore 14,30

Leggo che il signor Aldebrando sostiene che gli scrutatori non andrebbero pagati perchè si tratta di un servizio alla comunità. Ha ragione. Suppongo che sostenga lo stesso per deputati e consiglieri regionali.

Comunque, abbiamo fatto due conti: se va bene bene e i due scrutini ci chiedono tre ore ciascuno, lavoriamo circa 25 ore. Ci pagano 121 euro. Ergo, poco meno di 5 euro a testa. Effettivamente si potrebbe estrarre a sorte e farlo fare a turno a tutti.

Naturalmente nessuno si lamenti poi se deve fare code di ore o se lo spoglio dura una settimana, con personale sempre nuovo (e qualcosa da dire su chi fa il presidente da trent’anni e alcune cose ancora non le ha capite, ce l’avrei…)

Ore 13,00

Solita riflessione sull’utilizzo delle sedi scolastiche per le elezioni.

Dove sono io, ci sono venti aule di cui quattro usate per i seggi. C’e una scuola a 200 metri, con altrettante aule e altrettanti seggi. Non si poteva risparmiare una scuola e lasciar finire l’anno scolastico tranquillamente almeno a una parte di bambini e ragazzi?

E guardando piu in la: non ci sono altri edifici, sedi di circoscrizioni, centri anziani, centri sociali che possono per due-tre giorni sospendere le loro attivita senza troppo danno e soprattutto senza penalizzare la gia bistrattata scuola? E quando arriveremo al voto elettronico, infilando la nostra CNS-Codice fiscale in una macchinetta e via?

Davvero l’impressione e di stare nell’era borbonica e non solo per matite, schede e urne, ma per quello che la gente non vede e cioe il centinaio di firme che ciascun membro del seggio deve apporre su verbali e buste.

Quelle buste che gia sappiamo non essere in grado di contenere le scatole delel schede. Ma ci sara un regolamento che dice che le buste devono essere fatte cosi. E non si discute.

Ore12,00

Primi dati ufficiali da mandare in comune. Sono quelli dell’affluenza: al nostro seggio è del 25,33%.

Dopo una partenza soft, tutta maschile, siamo stati assediati dalle donne.

Nel seggio di fianco e sbarcato un nugolo di suore, obbedienti e divertite della gita fuori porta. Salvo qualche caso di confusione di sezione – ma io ho sempre votato là, perche ora qua? Mi sono trasferita, come mai non voto qui? – risolti con inesorabile fermezza dal presidente, non ci sono finora problemi.

Un elettore dichiara di non votare con la formula di rito entrata in voga un anno fa, ma non ci intimorisce: si copia la frase su quattro verbali e via, contento anche lui.

Panico nel seggio accanto quando una signora esce dalla cabina con due matite copiative: qual e la vostra? chiede. Ma signora, domanda sgomento il presidente, come fa ad avere due matite? Ah, me la porto sempre dietro, non si sa mai… Si confrontano le matite, sono uguali, una viene trattenuta e l’altra restituita alla illegittima proprietaria.

Il presidente vorrebbe farle una ramanzina per ricordarle che si e appropriata – forse all’epoca del referendume monarchia-repubblica – di un bene del patrimonio statale, ma lascia perdere. Probabilmente il reato e prescritto.

ore 9,00

Momento di pausa, si chiacchiera con i vicini di seggio. E salta fuori che ieri c’è stato un martire delle schede mancanti. Anzi, una martire.

Ecco com’è andata. In un seggio di periferia si scopre che manca un bel terzo delle schede necessarie. Si compila l’apposito modulo per la richiesta al Comune. Ma in Comune bisogna andarci, mica puoi mandare una email, un fax, una telefonata e una macchina ti porta le schede. Troppo comodo…

Una scrutatrice volontaria inforca la bici e via, dal seggio al Comune. Strada facendo, rischia l’investimento. Un’auto si ferma a un millimetro dalla bici della scrutatrice, cui però prende un colpo e cade lo stesso. Panico. L’ufficio sta per chiudere. Tutta sbucciata e sanguinolenta, l’eroica piccola italiana reinforca la bici.

Ufficio chiuso! Panico. Un vigile interviene e apre. Il personale è dentro, in effetti, ma da fuori non appare (non deve apparire?).

E il modulo? Perso nella caduta. Panico. La volontaria chiama il seggio. Nessuno risponde. Riprende la bici zoppicante (lei, non la bici) e torna al seggio. Tutto chiuso.

La volontaria torna a casa, macchiata di sangue. Si vedrà domani. Da oggi il 24 maggio, oltre all’esercito che marciava, si celebri la giornata dello scrutatore volontario e martire.

ore 8,00

Caspita, ma che mattinieri questi elettori. Stiamo temperando le matite e gia sono qui in tre o quattro.

Tutti uomini, cosi fa il suo apprendistato lo scrutatore inesperto, assegnato al registro azzurro, quello dei maschi. In effetti sembra un allievo con le aste. Suda gia. Il presidente lo segue passo passo e fa un segno all’altro scrutatore di tenerlo d’occhio, almeno nella prima fase.

Chiacchiericcio tranquillo dagli altri seggi.

La macchina si è messa in moto.

ore 7,10 

Giornata da montagna, mi piangono gli scarponi a pensare alle prossime venti ore filate al seggio… Ma il dovere chiama.

Ore 6,50 sono al seggio. Le due finanziere sembrano aver passato la notte al Grand Hotel: sorridenti e impeccabili.

Il presidente -"verificata l’integrità dei sigilli posti alla porta della sezione elettorale" declama sornione e compito – ci fa entrare.

Cominciamo a vedere le differenze con altri seggi: c’è quello con il presidente ansioso che ha fatto arrivare tutti alle sei e mezzo e ha detto che nessuno si può assentare se non per fare la pipì.

C’è quell’altro in cui il segretario ha contato le schede invece di farlo fare agli scrutatori e il presidente ha attaccato le strisciate adesive sui registri per gli scrutini (ma ha sedici ore di noia, oggi, per farlo!) invece di farlo fare al segretario.

C’è il presidente che ha già fatto firmare tutti fino quasi al ballottaggio – ecchefrettacisarà – e quello che non ha fatto firmare nemmeno le pagine di verbale di ieri.

"Tot capita tot sententiae" asserisce pluralista il presidente, che ci tiene a far bella figura con le finanziere (ieri a chi gli chiedeva "ma perchè si fa così invece che cosà?" ha risposto "vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare!": che sorriso gli ha fatto la finanziera più bella ed evidentemente più colta… Occorre che prepari qualche citazione anch’io!).

 SABATO  

Ore 18.20

Due ore serrate. Conta, firma, timbra. riconta, impacchetta. Controlla ancora. I numeri sono tutto, asserisce il presidente. Alle 18,20 ce ne andiamo seguiti dagli sguardi invidiosi del personale degli altri seggi.

Che ci posso fare? Il presidente è esperto, vola di qui e di là, si è già fatto notare tra i presidenti degli altri seggi e si vede che la cosa non gli dispiace. Solo uno dei tre scrutatori è ancora vergine e il presidente se lo sta "curando".

La segretaria è alle prime armi, ma pare precisa e determinata. Dovremmo cavarcela, tra regolamenti assurdi e illeggibili (e illette) circolari di ogni genere. Una comunicazione è particolare: correggere sotto il nome di un candidato la parola "nato" in "nata": il suddetto, anzi la suddetta è donna.

Ci viene un brivido a pensare a qualche nome di extracomunitario candidato: speriamo di distinguere bene, se no con la doppia preferenza di sessi diversi è un bel pasticcio. Consulto volante tra i presidenti: il registro dei votanti è uno, ma domani ci chiederanno l’affluenza distinta per elezione, cioè parlamento europeo e consiglio comunale: che si fa? Decisione collettiva: si segna a matita l’eccezione sul registro e si fanno i conti a mano. Sperando che si tratti di piccoli numeri.

Soliti riti: scotch alle finestre, scotch a tutte le scatole, scotch sulle porte. Dimenticato di lasciare accesa la luce. Riapri, richiudi.

Salutiamo le due guardie di finanza che passeranno la notte qui (ma tra i requisiti dell’Accademia c’è la bellezza? Sono due sventoline…) promettendo il caffè domani.

Gli scrutatori giovani chiedono (e ottengono, il presidente è un burbero buono) di arrivare più tardi, giurando che poi saranno vispissimi durante lo scrutinio.

A domani, ore 7. Qui si fa l’IEuropa, cari miei….

 

Ore 16.00

Cari elettori, care elettrici….non sono Napolitano, ma il momento e solenne. Si comincia. A dire il vero, questa volta si e cominciato prima. O meglio il presidente ha cominciato prima. Convocato alle 14 per ritirare dagli operai del Comune i materiali dei seggi, perché con la spending review i vigli non possono fare gli straordinari. Ovviamente, non si possono consegnare in contemporanea più pacchi in luoghi diversi, per cui da noi il furgone e arrivato alle 15.

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Commenti

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  1. Scritto da r.b.

    Ma possibile che con tutti gli iscritti alle liste di disoccupazione non ci siano persone in grado di ricoprire il ruolo di scrutatore? Mi sembrerebbe un modo intelligente per impiegare persone che non sono impegnate lavorativamente, specie considerando che percepiscono già un’indennità.

  2. Scritto da Miao

    Io ho visto un gatto votare.

  3. Scritto da yuyu

    sei alla scuola di via dei Galliari!!!!!!

  4. Scritto da Zampini

    E smettiamola di accusa gli scrutatori per queste fantomatiche paghe, come se la gente fosse lì a rubare i soldi alla comunità o pronta a fregare il prossimo.
    Ricordate che senza paga ci sarebbe soltanto gente (come i vari delegati dei partiti) che vanno a farlo per avere BEN ALTRO tornaconto che non 4 euro l’ora.

  5. Scritto da zampini

    Ho fatto una volta lo scrutatore e non lo farò mai più, altro che servizio per la comunità, la gente pensa che sei lì per divertirti, io personalmente ho preso 120 euro per tre giorni di lavoro, due d’elezioni ed il giorno prima preparatorio, ed ero anche vicepresidente e segretario, perciò avevo delle responsabilità NOTEVOLI.

    Totale ore lavorate 30-35 per una paga che oscilla tra i 3,5 e i 4 euro l’ora, se il sig. Aldibrando si sente così devoto alla comunità che si offra pure.

  6. Scritto da Stefania

    Grazie per questa cronaca allo scrutatore-elettore e complimenti alla redazione per avergli affidato l’incarico. Lettura spassosa.

  7. Scritto da Anna

    Tutto questo per una paga misera, immagino.

    1. Scritto da Alibrando

      Ma cosa c’entra la paga ??? Non dovrebbe nemmeno esserci il gettone di presenza!!! E’ un servizio per la comunità. Se si pensa alla paga non vi è lo spirito delle comunità.
      Ecco perché siamo ridotti così male : si fa qualcosa solo se c’è un tornaconto.

      1. Scritto da beppe81

        Il gettone di presenza è veramente misero!!!
        Fare lo scrutatore non è come andare a votare, ma è un’altra cosa!
        Infatti, se voti puoi impiegare X tempo, mentre se fai lo scrutatore puoi superare anche le 24H.
        Inoltre, se sei pure presidente hai delle enormi responsabilità, prima tra tutte quella PENALE…ed i o dovrei farlo gratis per lo spirto delle comunità? Ma per favore

      2. Scritto da Piero

        Infatti stravincono quelli che al finanziamento dei partiti non ci rinunciano. L’Italia dei giusti…..