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Ruspe in via Diaz alla villa dell’architetto Bergonzo fotogallery

Tre anni fa, nel 2011 le polemiche, le richieste, le lettere: non abbattete la villa del Bergonzo. Oggi le ruspe. Segno che la decisione è stata confermata: si sta demolendo una parte della villa del Bergonzo, l'edificio in marmo bianco di via Diaz, progettato negli anni Quaranta dall’architetto Alziro Bergonzo

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Tre anni fa, nel 2011 le polemiche, le richieste, le lettere: non abbattete la villa del Bergonzo. Oggi le ruspe. (Guarda le foto QUI). 

Segno che la decisione è stata confermata: si sta demolendo la villa del Bergonzo, l’edificio in marmo bianco di via Diaz, progettato negli anni Quaranta dall’architetto Alziro Bergonzo, autore a Bergamo di opere come la Torre dei Venti, la sede delle Industrie Reggiani, la Piazza e la Casa della Libertà, esponente importante dell’architettura del Novecento.

Nel Piano di governo del territorio l’edificio di Via Diaz, che era disabitato da anni, solo la parte antistante è  stata individuata come rilevante dal punto di vista storico-architettonico e non sarà quindi abbattuta, nonostante siano molte le testimonianze di architettura moderna che il PGT evidenzia come significative nella struttura urbana e pertanto meritevoli di conservazione. La statua realizzata dall’architetto che si trovava all’interno sarà invece trasferita in un museo della città, probabilmente all’Orto Botanico in Città Alta. 

Al posto della parte abbattuta della villa è previsto un progetto residenziale: saranno costruiti, rispettando lo stille della sezione storica che sarà conservata e inglobata, appartamenti e garage da destinare a privati.     

Italia Nostra, tre anni fa così scriveva al sindaco: "Ci sembra importante che anche su opere apparentemente minori, comunque ascrivibili a una figura riconosciuta e apprezzata nel panorama nazionale, sia senz’altro da sostenere un approccio di tutela che ne consenta la conservazione in quanto testimonianza della storia della città, della sua architettura e dei suoi illustri rappresentanti".

Ora l’unico edificio residenziale ascrivibile all’architetto di Bergamo sparirà. 

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Commenti

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  1. Scritto da sascha

    Ma l’arch. Bergonzo non è quello che, con l’ing. Chitò, voleva sventrare Città Alta? Chi di demolizione ferisce, di demolizione perisce

  2. Scritto da Alessandra Gallone

    Mi piange il cuore.

    1. Scritto da Dai dai dai

      Ultimo slancio da campagna elettorale

      1. Scritto da Alessandra Gallone

        No caro anonimo commentatore (che tristezza non avere mai il coraggio di firmarsi) sono anni che vedo quella casa dal balcone di casa mia e ne ero innamorata. Era un pezzetto di storia. Quando ero ragazzina mi immaginavo come fosse internamente e che bello sarebbe stato viverci. Mio nonno mi aspettava davanti a quell’ingresso quando uscivo da scuola bambina (andavo alla Diaz) e ancora lo vedo il in piedi un po’ in disparte perché io volevo sentirmi grande. Questo e’.

        1. Scritto da Gommaflex

          Hanno tutti un gran prurito verso chi non si firma, ma l’Italia va a rotoli non per opera di ignoti, bensì per persone che nome e faccia c’è lì mettono anche nell’insalata…. Ma non è quello che serve! Serve cervello, please!

        2. Scritto da sascha

          Il problema non è chi dice le cose, ma cosa dice. Al farneticante (e ideologico) progetto di Bergonzo-Chitò (via dei Fori imperiali docet) si erano opposti Angelini e Antonio Locatelli. Il Bergonzo va ricordato anche per questo, oltre che per l’obbrobrio della ex casa del fascio.

  3. Scritto da Bravi!

    Massi dai facciamo altre case inutili e palazzoni