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Francesco in Terra Santa sui passi degli apostoli per rilanciare il dialogo ecumenico

Domenica 25 maggio Papa Francesco parte per il suo primo viaggio apostolico in Terra Santa, a cinquant'anni dal pellegrinaggio di Paolo VI a Gerusalemme. Fondamentale sarà il rilancio del dialogo inter-religioso ed ecumenico con le altre chiese e religioni.

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«Ut unum sint. Che tutti siano una cosa sola». Una motivazione essenzialmente ecumenica e inter-religiosa muove Papa Francesco in Terra Santa sulle orme di Gesù per un viaggio breve e intenso, tre soli giorni come quello di Paolo VI cinquant’anni fa.

Il primo a invitare il Papa in Giordania, Palestina e Israele è stato il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I che – spiega il portavoce vaticano padre Federico Lombardi – «all’inaugurazione del pontificato (19 marzo 2013, n.d.r.) iniziò a parlare di un viaggio a ricordo del 50° dell’incontro tra Paolo VI e il Patriarca Athenagoras». Ben quattro i momenti comuni tra Papa Francesco e il Patriarca Bartolomeo documentano come il dialogo ecumenico tra cattolici e ortodossi ha fatto notevoli progressi in questi cinquant’anni.

1) Domenica 25 maggio sera

Incontro privato nella Delegazione apostolica a Gerusalemme – distinta dalla Nunziatura della Santa Sede che si trova a Tel Aviv -nello stesso luogo e nella stessa stanza in cui si incontrarono Montini e Athenagoras. Colloquio, scambio di doni, la firma di una «dichiarazione congiunta».

2) Domenica 25 maggio sera

Papa e Patriarca si recano separatamente al Santo Sepolcro per l’incontro ecumenico nel quale commemorano la morte e risurrezione di Gesù e recitano insieme il «Padre Nostro». La preghiera comune in un luogo santo di Gerusalemme, come il Santo Sepolcro, non c’è stata mai, neppure nel 1964: qui le confessioni cristiane si spartiscono rigidamente spazi e tempi di presenza e di preghiera.

3) Domenica 25 maggio sera

Francesco e Bartolomeo raggiungono sulla stessa auto il Patriarcato latino di Gerusalemme dove cenano con i patriarchi e i metropoliti ortodossi, i cardinali e i vescovi cattolici.

4) Lunedì 26 maggio

Visita del Papa al Patriarca, «primus inter pares» dell’ortodossia, nell’edificio antistante la chiesa ortodossa di «Viri Galilaei» sul Monte degli Ulivi.

L’agenda è molto serrata: 14 discorsi, tutti in italiano, in 3 Stati; incontri con le rispettive autorità in Giordania, Palestina, Israele; nessun discorso di commiato negli aeroporti dei tre Paesi; nessuna celebrazione liturgica pubblica all’aperto in Israele, ma Messa nella sala del Cenacolo; «niente papamobile né auto blindata ma auto normale o jeep scoperta»; accompagnano il Papa quattro cardinali: il Segretario di Stato Pietro Parolin, i responsabili delle Chiese orientali Leonardo Sandri, dell’ecumenismo Kurt Koch, del dialogo interreligioso Jean-Louis Tauran. Fanno parte della delegazione papale l’esponente ebraico Abraham Skorka, rettore del Seminario rabbinico latinoamericano, e l’esponente islamico Omar Abboud, ex-segretario generale del Centro islamico dell’Argentina.

Spiega ancora il portavoce: «Il Papa intende il viaggio come commemorazione di quello di Paolo VI: per questo ha rinunciato alla Galilea, dove si recarono Giovanni Paolo II nel 2000 e Benedetto XVI nel 2009, e dove ci sono molti cristiani. In tutti i viaggi ci sono moltissime richieste, ma non si può fare tutto». Nuova, rispetto al passato, la tappa al Monte Herzl, luogo che ricorda il fondatore del sionismo Theodor Herzl. Il logo del pellegrinaggio ritrae gli apostoli Pietro e Andrea che si abbracciano sulla stessa barca, la Chiesa, che ha come albero maestro la croce e le vele sono gonfiate dal vento dello Spirito Santo. Sopra, la scritta in greco e latino «Ut unum sint. Perché siano una cosa sola» (Giovanni 17,21), tema del pellegrinaggio che ha al centro l’incontro non solo con Bartolomeo ma anche i Patriarchi ortodossi. Andrea e Pietro sono i primi apostoli chiamati da Gesù e sono i patroni, rispettivamente, delle Chiese di Costantinopoli e di Roma. Sabato 24 maggio Giordania – Arrivo all’aeroporto. Nel Palazzo reale Al-Husseini di Amman benvenuto e visita di cortesia ai Reali di Giordania. Incontro con le autorità locali. Messa all’International Stadium di Amman. Visita al sito del Battesimo di Gesù a Betania oltre il Giordano e, nella chiesa latina, incontro con i rifugiati siriani e con i giovani disabili. Domenica 25 maggio Palestina – Congedo dalla Giordania e arrivo a Betlemme.

Nei Territori Palestinesi. Cerimonia di benvenuto nel Palazzo presidenziale e visita di cortesia al presidente Mahmoud Abbas. Incontro con le autorità locali. Messa e Regina Coeli nella piazza della Mangiatoia. Pranzo con un gruppo di famiglie palestinesi nel convento francescano di Casa Nova. Visita privata alla Grotta della Natività. Nel Phoenix Center del campo profughi di Dheisheh saluto ai bambini, a quelli di Aida e di Beit Jibrin. Trasferimento in Israele, a Tel Aviv e poi a Gerusalemme. Domenica 25 sera Israele – Nella Delegazione apostolica incontro privato con il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I, scambio dei doni e firma di una «dichiarazione congiunta».

Al Santo Sepolcro incontro ecumenico per il 50° dell’abbraccio tra Papa Paolo VI e il Patriarca Athenagoras. Al Patriarcato latino cena con i patriarchi ortodossi e con i vescovi cattolici e il seguito papale. Lunedì 26 maggio Israele – Visita al Gran Muftì di Gerusalemme nell’edificio del Gran Consiglio sulla Spianata delle moschee. Sosta al Muro occidentale («Muro del piano»). Sosta al Monte Herzl e visita al Memoriale dello Yad Vashem. Al Centro Heichal Shlomo visita di cortesia ai due Gran Rabbini di Israele.

Al Palazzo presidenziale visita al presidente Shimon Peres. Nel Notre Dame Jerusalem Center udienza privata al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Dopo il pranzo con il seguito, nell’edificio antistante la chiesa ortodossa di «Viri Galileai» sul Monte degli Ulivi, visita privata al Patriarca Bartolomeo I. Nella chiesa del Getsemani, accanto all’Orto degli Ulivi, incontro con i sacerdoti, i religiosi, le religiose e i seminaristi. Nella sala del Cenacolo – del quale da decenni i cattolici attendono la restituzione da Israele – Messa con i vescovi di Terra Santa.

Trasferimento all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, congedo da Israele, rientro a Roma-Ciampino.

Pier Giuseppe Accornero

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