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Benigni: “Nella casa delle Libertà un centro per eventi culturali”

La città di Bergamo è molto ricca dal punto di vista culturale, artistico ed architettonico, ma ci sono luoghi di pregio che versano in condizioni di abbandono, uno di questi è la Casa della Libertà, antistante Piazza della Libertà, un edificio di proprietà del Demanio, di quasi 9000 metri quadri perlopiù inutilizzati, tranne una porzione che ospita Prefettura, Comune e Corpo Forestale. Sul tema interviene Stefano Benigni, Coordinatore regionale dei giovani di Forza Italia e candidato al Consiglio comunale di Bergamo.

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La città di Bergamo è molto ricca dal punto di vista culturale, artistico ed architettonico, ma ci sono luoghi di pregio che versano in condizioni di abbandono, uno di questi è la Casa della Libertà, antistante Piazza della Libertà, un edificio di proprietà del Demanio, di quasi 9000 metri quadri perlopiù inutilizzati, tranne una porzione che ospita Prefettura, Comune e Corpo Forestale. Nella parte un tempo occupata dal Provveditorato agli studi, ora chiusa al pubblico, la sensazione di desolazione è grande:, affreschi che si scrostano, gradinate di marmo che perdono pezzi, saloni con decori, boiserie in legno, lampadari e una vista che spazia dall’alto sulla città, lasciati vuoti e la sera il portico diventa un bivacco. Sul tema interviene Stefano Benigni, Coordinatore regionale dei giovani di Forza Italia e candidato al Consiglio comunale di Bergamo: «È una situazione analoga a quella già sollevata nei giorni scorsi a proposito della riqualificazione del Diurno, sottostante Piazza Dante. Mi domando se sia accettabile – chiede Benigni – che uno spazio simile, considerato dallo stesso Ministero dei Beni Culturali una delle opere più significative del Novecento bergamasco, nonché bene di interesse storico e artistico, sia in gran parte abbandonato e non usufruibile dalla cittadinanza? Perché occupare un edificio costruito con l’intento di diventare un centro motore della vita politica e spirituale della provincia di Bergamo (secondo Alziro Bergonzo, l’architetto che ideò il palazzo nel 1937) solo con degli uffici statali?» Così come il Diurno, anche la Casa della Libertà, attraverso una stretta collaborazione tra Comune e investitori privati, può tornare a rivivere sotto una nuova luce. Benigni avanza diverse proposte in tal senso: «Grazie alle sue metrature considerevoli si può pensare di realizzare una grande area, sull’esempio del Centre Pompidou di Parigi, dedicata ad esposizioni artistiche di vario genere, destinando poi una serie di spazi da affidare ad enti e associazioni, secondo appropriati bandi, affinché li utilizzino per realizzare laboratori e corsi di formazione. Inoltre propongo la realizzazione di un luogo d’aggregazione, con l’intento di incentivare i giovani a ritornare a vivere il centro e la città e di avvicinarli agli eventi culturali realizzabili in questi locali. In tutte le grandi città – conclude Benigni – esistono luoghi di questo tipo, che coniugano cultura, divertimento, svago e apprendimento. La Casa della Libertà, si trova nel cuore della nostra città, ed è giusto e doveroso che un edificio simile sia sfruttato e vissuto dall’intera cittadinanza, non da pochi impiegati statali».

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Commenti

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  1. Scritto da gnigni

    Basta Benigniiiii non ne possiamo più di queste proposte da campagna elettorale…. vada nelle piazze a spiegare, parlare con la gente, non scrivere due righettine seduto da casa… e che caspita!

  2. Scritto da Gian

    è una bella proposta!