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Aquarama dei cantieri Riva nella vita lussuosa di Fidel Castro

Simona Marchetti sul Corriere della Sera anticipa il contenuto di un libro che uscirà il 28 maggio in Francia: rivela la vita lussuosa di Fidel Castro, così come la descrive una sua guardia del corpo. Nel libro, e nell'esistenza del lider maximo cubano anche un tocco di bergamaschità, quella internazionale, quella vincente: è lo yacht Aquarama (creato dai cantieri Riva di Sarnico) a bordo del quale Castro intratteneva ospiti eccezionali come Garcia Marquez.

Simona Marchetti sul Corriere della Sera anticipa il contenuto di un libro che uscirà il 28 maggio in Francia: rivela la vita lussuosa di Fidel Castro, così come la descrive una sua guardia del corpo. Nel libro, e nell’esistenza del lider maximo cubano anche un tocco di bergamaschità, quella internazionale, quella vincente: è lo yacht Aquarama (creato dai cantieri Riva di Sarnico) a bordo del quale Castro intratteneva ospiti eccezionali come Garcia Marquez. 

 

Una via di mezzo fra un signore medievale e Luigi XV, con la mentalità di uno spietato pirata dei Caraibi e l’ipocrisia di pretendere sacrifici dai suoi connazionali laddove invece lui non rinunciava a nessuno di quei lussi capitalisti che ufficialmente combatteva.

Questo era Fidel Castro nella descrizione che ne fa l’ex bodyguard Juan Reinaldo Sánchez nel libro «La Vie Cachée de Fidel Castro» («La vita nascosta di Fidel Castro»), scritto con il giornalista francese Axel Gyldén e in uscita il prossimo 28 maggio per le edizioni Michel Lafon.

«Contrariamente a quello che ha sempre raccontato, Fidel non si è mai sentito obbligato a seguire l’austera vita del buon rivoluzionario – si legge nel libro – e non ha mai rinunciato ai comfort offerti dal capitalismo».

Che a sentire Sánchez comprendevano l’Aquarama II, uno yacht superlusso alimentato da quattro propulsori spediti a Castro direttamente dal presidente dell’allora Urss, Leonid Brezhnev, e l’isola privata di Cayo Piedra, a sud della Baia dei Porci, dove Fidel intratteneva selezionatissimi ospiti come Gabriel García Márquez, senza dimenticare l’immensa tenuta de L’Avana completa di pista da bowling, campo da basket e centro medico perfettamente attrezzato.

«Castro non andava mai da nessuna parte senza due donatori di sangue e almeno dieci guardie del corpo, una delle quali doveva segnare ogni cosa che faceva su un blocco degli appunti “per la storia” – continua Sánchez – . E poi spiava chiunque, compreso Hugo Chávez, e teneva sempre una pistola nei piedi quando era sulla Mercedes presidenziale».

Ma della sua vita di stranezze e privilegi, come pure della sua fama di donnaiolo impenitente, i cubani sapevano poco nulla, anche perché non ne parlava nessuno, tantomeno la stampa. «Fino agli anni Novanta non ho mai fatto troppe domande su come funzionasse il sistema perché è così che fanno i bravi soldati, limitandosi ad eseguire gli ordini – racconta ancora l’ex bodyguard, che ha fatto parte della guardia pretoriana di Fidel per 17 anni, salvo poi cadere in disgrazia alla richiesta di andare in pensione ed essere quindi sbattuto in carcere e torturato –. Vedevo Castro come un dio, mi bevevo ogni sua parola, credevo a tutto quello che diceva e lo seguivo ovunque, tanto che sarei morto per lui. Ma poi ho capito che aveva mentito, per lui la ricchezza era uno strumento di potere e sopravvivenza politica ed era convinto che Cuba fosse di sua proprietà».

Una volta uscito dal carcere, Sánchez ha fatto tutta la dolorosa trafila degli esuli cubani prima di approdare negli Stati Uniti nel 2008 (anno in cui Raúl Castro ha preso ufficialmente il potere a Cuba dopo il ritiro dalle scene del fratello nel 2006) e anche se il risentimento nei confronti di Castro potrebbe essere giustificato, la sua storia è stata controllata prima di essere data alle stampe. «È la prima volta che qualcuno della cerchia intima di Castro, uno che era parte del sistema e che ha assistito agli eventi in prima persona, decide di parlare – sottolinea Axel Gyldén al Guardian – e questo racconto cancella l’immagine che abbiamo sempre avuto di Fidel, che con il suo stile di vita non contraddiceva solo le sue stesse parole, ma la sua stessa psicologia e le motivazioni che lo muovevano».

 

L’Aquarama è un motoscafo prodotto dal costruttore italiano di imbarcazioni di lusso Riva per oltre un trentennio fino al 1996. Il primo modello di Aquarama fu lanciato nel 1962 dall’ingegner Carlo Riva, che per progettarlo prese spunto dal Tritone, un altro motoscafo prodotto da Riva a sua volta ispirato all’americana Hacker-Craft. Per prestazioni, bellezza e cura artigianale con cui era costruito, l’Aquarama è ancor oggi ritenuto un simbolo di esclusività nella nautica.

Commenti

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  1. Scritto da darioflautista

    calunnie da quattro soldi che non vi fanno onore

  2. Scritto da gianba

    se non ricordo male ha collezionato ben 700 attentati compresi quelli sventati è normale che sia attento alla sua sicurezza

  3. Scritto da gianba

    Fidel ha vissuto nel lusso come vivono i capi di stato e di governo (vedi quanto costa il nostro presidente e dove vive).In questo caso particolare non vi è distinzione fra i beni propri e quelli dello stato, vedremo quando muore se tornano nella disponibilità dello stato. Non penso li abbia utilizzati molto quando era sano era tutti i giorni in tv con delle tavole rotonde interminabili.

  4. Scritto da gianba

    Attenzione ai dissidenti cubani, leggete cosa scrive il nostro Giordano Lupi della famosa Yoani Sánchez dopo averla difesa per tantissimi anni.

  5. Scritto da Marcelo

    domanda.. siete mai stati a Cuba?
    Io sì (6mesi) ed a scapito del “capo” che stà bene..qui da noi sono molti di più, c’è l’eccellenza sanitaria e scolastica (se sei malato ai il professore a casa) ..certo non avranno macchine nuove e T-shirt firmate ma nessuno è sfrattato, tutti hanno una casa.. c’è di peggio ve lo assicuro e noi vi ci stiamo avvicinando. Certo c’è un regime ma noi siamo liberi? Non si ammazzano di lavoro, sorridono sempre e sono sereni..possiamo dire l ostesso di noi?

    1. Scritto da il polemico

      io sono stato a cuba avendo vinto una vacanza nel 2000.per la gente normale,era vietato dare un passaggio o parlare con gli stranieri,ogni 3×2 si veniva fermati da persone che ti chiedevano o il sapone,o qualche genere alimentare.se poi è meglio vivere con il divieto a protestare o con la tessera alimentare,si dovrebbe chiederlo a chi ha visssuti gli anni della seconda guerra mondiale.però la storia ha insegnato che chi ha vissuto sotto il comunismo,quando ha potuto ha sempre cambiato sponda

  6. Scritto da gaziantep

    Credibile come una promessa di Berlusconi in campagna elettorale

  7. Scritto da carolus

    Castro rappresenta semplicemente il “comunista” tipo, cioè un ipocrita populista che vuole far credere al popolo di lavorare per lui.

    1. Scritto da giobatta

      c’e’ molto di peggio: castro, durante la crisi dei missili, sollecito’ kruscev a lanciare le bombe atomiche sugli usa. per fortuna che il buon senso del contadino comunista kruscev non diede seguito alla folle richiesta