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Festival Pianistico Tre appuntamenti al teatro Donizetti

Mercoledì 21 maggio sul palco del teatro Donizetti l'Orchestra del XVIII Secolo, venerdì 23 itinerario poetico di Mimma Forlani sul tema La musica russa nella cultura artistica fra Ottocento e Novecento e domenica 25 maggio una giovane stella del pianoforte: Daniil Trifonov.

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Concerto mercoledì 21 maggio e reading poetico musiciale venerdì 23 nel programma del Festival Pianistico internazionale di Bergamo e Brescia di questa settimana. 

Mercoledì 21 maggio alle 21 sul palco del teatro Donizetti continuano i concerti con la musica dell’Orchestra del XVIII Secolo, con Kristian Bezuidenhout fortepiano e concertatore e Rosanne van Sandwijk mezzosoprano.

In esecuzione Wolfgang Amadeus Mozart Ouverture da La clemenza di Tito. Concerto in fa maggiore per fortepiano e orchestra KV 413. Concerto in mi bemolle maggiore per fortepiano e orchestra KV 482. Wolfgang Amadeus Mozart “Ch’io mi scordi di te?” “Non temer, amato bene” Recitativo e Aria per soprano, piano obbligato e orchestra KV 505 Sinfonia n. 36 in do maggiore KV 425 "Linz" . Fondata ad Amsterdam da Frans Brüggen nel 1981, l’Orchestra è costituita da circa 55 elementi provenienti da più di 20 paesi diversi in ogni angolo del globo.

Venerdì 23 maggio, Mimma Forlani è la relatrice al ciclo d’incontri La musica russa nella cultura artistica fra 800 e 900 organizzato dal Festival Pianistico Brescia e Bergamo.

L’itinerario poetico proposto da Mimma Forlani con letture di Diego Bonifaccio e Aide Bosio il 23 maggio alle 17,30 alla sala Riccardi al Teatro Donizetti, ha l’obiettivo di fare una mappatura della sensibilità artistica post-romantica che si configura nella corrente letteraria del Simbolismo, nato ufficialmente in Francia con il manifesto di Jean Moréas pubblicato sul Figaro il 18 settembre 1886 e parallelamente in Russia dove Nicolaj Minskij e Ieronim Jasinskij, definitisi poeti "nuovi", pubblicarono nel 1884 sulla rivista Zarja di Kiev un articolo contro la letteratura impegnata, auspicando la nascita di un’arte indipendente e autonoma.

Fu, tuttavia, il poeta Dmitry Merežkovskij fondatore della rivista Novyj Put’ ("La via nuova") con la sua raccolta di poesie dal titolo Simboli a dare il nome nel 1893 al movimento che si svilupperà dapprima con caratteristiche estetizzanti e poi mistico-religiose. Un’altra data importante nella ricostruzione dei movimenti artistici del periodo è il 1899, anno in cui è fondata la rivista Mir Iskusstva (“Mondo dell’arte”) da Sergej Diagilev (Serge Diaghilev), dagli scenografi e i pittori Aleksandr Benua (Aleksandr Benois), Leon Bakst, e dai pittori Mihail Vrubel’, Valentin Serov, Konstantin Somov ed Evgenij Lansere. Da questa esperienza nascerà la compagnia dei “Balletti Russi” che esporterà a Parigi le esperienze simboliste coinvolgendo molti musicisti tra i quali Igor Stravinskij, Claude Debussy, Maurice Ravel. Col decantarsi del Simbolismo si affaccerà alla ribalta il Cubofuturismo con il suo entusiasmo giovanile di sperimentazione linguistica e contenutistica, con la sua speranza in un radioso futuro per l’umanità. Dalla sua carica ottimista, ben presto delusa, nascono i primi poemi di Sergej Esenin e Vladimir Majakovskij, entrambi morti tragicamente in giovane età.

L’itinerario poetico è esemplificativo dei moti esistenziali, comuni a molti artisti dell’epoca, tra i quali i musicisti che, per primi, tracciarono le linee di una poetica musicale russa ispirata ai canti e alle danze del folclore nazionale. Si tratta dei musicisti del Gruppo dei Cinque, nato a Pietroburgo nel 1860 su impulso di Milij Balakirev, del quale fecero parte Cezar’ Kjui (César Cui), Aleksandr Borodin, Modest Musorgskij e Nikolaj Rimskij-Korsakov. Né si deve dimenticare la nascita, nel 1862, ad opera di Anton Rubinštein, della “Scuola musicale russa” a San Pietroburgo, primo nucleo del Conservatorio Musicale della città, successivamente fondato anche a Mosca.

Dal gruppo de “i Cinque” nasceranno quelle esperienze musicali, culturali, antropologiche che concorreranno anche alla formazione dei musicisti della generazione successiva, tra cui Sergej Prokof’ev, Igor Stravinskij, Dmitrij Šostakovič e Sergej Rachmaninov, soprattutto nel suo periodo russo che termina nel 1917 con il suo esilio negli USA.

Domenica 25 maggio sul palco del teatro il giovane pianista Daniil Trifonov. Nel suo programma Igor Stravinsky Serenata in la Pëtr Il’ic Cajkovskij Tema originale e Variazioni in fa maggiore op. 19 n. 6 Sergej Rachmaninov Variazioni su un tema di Chopin op. 22 Robert Schumann Studi sinfonici op.13

A soli 23 anni, Daniil Trifonov si sta già imponendo come uno dei nomi più importanti del pianoforte dei nostri giorni. Il Washington Post ha descritto le sue esecuzioni “un’esperienza viscerale”; il Süddeutsche Zeitung ha parlato di “shock culturale”. Deutsche Grammophon, in occasione dell’annuncio del contratto in esclusiva con Trifonov, lo ha definito “The Next one – Il pianista-poeta russo del XXI secolo”. Nato a Nizhny Novgorod nel 1991, Daniil Trifonov ha studiato alla Scuola Gnessin di Mosca nella classe di Tatiana Zelikman (2000-2009); dal 2006 al 2009 ha inoltre studiato composizione e tuttora continua a scrivere musica per pianoforte, brani da camera e orchestrali.

Info www.festivalpianistico.it

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