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Davide Ferrario a sorpresa Pronto soggetto per film sull’Accademia Carrara

A Monica Corbani, candidata consigliere per il Pd, che sollecita il regista affinché aiuti "i bergamaschi a darsi un'identità culturale più chiara facendo un film su Bergamo, che ci restituisca l'immagine positiva di quello che siamo in questo ambito..", Ferrario replica: "Il soggetto è già pronto da qualche tempo. Un film sull'Accademia Carrara, ma finchè è chiusa come si fa a girarlo?".

Il progetto di Davide Ferrario è emerso lunedì al Cinema Capitol, dove si è riflettuto sul cinema di qualità a Bergamo.

A Monica Corbani, candidata consigliere comunale per il Partito democratico, che sollecita il regista  affinché aiuti "i bergamaschi a darsi un’identità culturale più chiara facendo un film su Bergamo, che ci restituisca l’immagine positiva di quello che siamo in questo ambito..", Ferrario replica con prontezza: "Il soggetto è già pronto da qualche tempo. Un film sull’Accademia Carrara, ma finchè è chiusa come si fa a girarlo?".

Questo succede nel bel mezzo del convegno tra cultura e politica a cui ha partecipato anche il candidato sindaco del centrosinistra Giorgio Gori che risponde al regsita: "Hai ragione, ma con la nostra amministrazione non solo la Carrara riaprirà, in più ti accoglierà per girare il film, è un’ottima idea".

L’appuntamento è stato organizzato per capire il cinema a Bergamo: quello che esiste ed è solido e di ottimo livello, quello che serve per inserire queste attività in un sistema virtuoso che promuova l’imprenditoria culturale creando lavoro e contenuti in ambito formativo, di produzione, di editoria e critica, di fruizione in spazi adeguati, di reperimento di fondi nazionali ed europei.

Angelo Signorelli, direttore da 15 anni del Bergamo Film Meeting e colonna del cinema di qualità a Bergamo in quanto fondatore di Lab ’80, fotografa lo stato dell’arte e lo stato di salute del cinema a Bergamo: robusta costituzione nonostante i raffreddori imposti dalla crisi. Di che cosa si sente l’esigenza? "Di essere considerati risorsa da utilizzare e non solo enti da supportare".

Davide Ferrario, regista e scrittore cresciuto a Bergamo che da anni risiede a Torino, esprime le specificità e differenze di queste due città in fatto di clima culturale che favorisce il cinema. "Torino a metà degli Anni ’90 ha compreso che la "città della FIAT" non poteva durare e ha deciso di imboccare la strada della cultura in modo strutturato e coeso, Bergamo deve ancora decidere di farlo. E forse i bergamaschi devono interrogarsi e darsi risposte chiare su come intendono fruire e promuovere la cultura, non solo il cinema, in spazi e modi che esprimano accoglienza e non tolleranza".

Monica Corbani, esperta di organizzazione e programmazione di eventi culturali, candidata PD al consiglio comunale, aggiunge al modello torinese la sua esperienza di quindici anni al CITIA – Cité de l’Image en mouvement – di Annecy, Francia, simile a Bergamo per certi versi (le piccole dimensioni, la presenza di università…). "La cultura promuove sviluppo, occupazione e benessere, basti pensare al turismo che ne scaturisce se adeguatamente promossa. Bisogna però creare le condizioni per divenire distretto della cultura e polo di competitività culturale, per accogliere per esempio operatori, fruitori, studenti, che ruotano attorno a questo polo. Si tratta di pianificare spazi ricettivi, abitativi e culturali, proporre concreti incentivi, incubatori d’impresa, formule di co-working. Non è il libro dei sogni, è un modo realistico di fare impresa con la cultura."

La chiacchierata sul cinema di qualità, la visione strutturata di un potenziale culturale da mettere a frutto, il progetto concreto di un regista per Bergamo: ce n’è d’avanzo per illuminare il lunedì di chi era presente.

Paola Suardi

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