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Ceruti: basta alibi, accesso e viabilità in città vanno migliorati

Gianfranco Ceruti è stato presidente della Provincia di Bergamo dal 1992 al 1995 e presidente della Teb dal 2000 al 2009; oggi è candidato consigliere a Bergamo nella lista Tentorio Sindaco, e a Bergamonews spiega il perché di questa decisione.

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Gianfranco Ceruti è stato presidente della Provincia di Bergamo dal 1992 al 1995 e presidente della Teb dal 2000 al 2009; oggi è candidato consigliere a Bergamo nella lista Tentorio Sindaco, e a Bergamonews spiega il perché di questa decisione.

E’ un ritorno il suo nell’agone politico? dopo quanto tempo e perché ora? E perché Tentorio?

Anche se con un impegno meno diretto, non ho mai smesso veramente di interessarmi alla cosa pubblica, è una cosa che fa parte di me: per esempio, attualmente sono consigliere comunale al mio paese, Alzano. L’esperienza di consigliere regionale risale a 14 anni fa, e quella di presidente della Provincia agli anni ancora precedenti. Con la presidenza di TEB dal 2000 al 2009 ho potuto realizzare la mia vocazione di amministratore focalizzato sui problemi concreti, lasciando in secondo piano la dimensione più politico-ideologica. Ed è lo stesso ragionamento che mi ha spinto a entrare nella lista di Tentorio, cioè una lista civica imperniata sulla figura del sindaco, amministratore locale per eccellenza. Più che di un ritorno nell’agone politico, parlerei di un’occasione per collaborare a costruire una città più bella da vivere.

Lei ha legato il suo nome soprattutto al tema della mobilità, al tram delle valli: sarà sicuramente orgoglioso del successo, ma c’è qualcosa che non funziona ancora come vorrebbe?

Sono molti i progetti che ho contribuito a realizzare nei miei diversi ruoli pubblici, anche al di fuori dell’ambio della mobilità: ad esempio la Fiera di Bergamo, il Polo Tecnologico di Dalmine, la razionalizzazione della rete ospedaliera. Non sono un esperto di mobilità: ho lavorato con tecnici di valore mettendo a disposizione la mia determinazione ed esperienza. Quanto al servizio di Teb, vedo che raccoglie il grande favore della gente e posso dire di essere ampiamente soddisfatto. Piuttosto vorrei che la rete si espandesse. Ci sono progetti per collegare la Valle Brembana, l’ospedale e l’aeroporto praticamente pronti e già approvati da Regione e Ministero: ecco, vorrei vederli presenti con maggiore convinzione nei piani delle opere da realizzare.

A proposito di mobilità, ci dice qual è a suo parere il problema più grave sotto questo aspetto per la città di Bergamo?

L’accesso alla città e il raggiungimento di Ospedale, aeroporto e Città Alta sono aree nevralgiche che soffrono di collegamenti decisamente poco fluidi, con ripercussioni sul piano sociale (penso soprattutto a un servizio fondamentale come l’ospedale) e su quello economico, sia per le nostre imprese che per il turismo.

E c’è un modo per risolvere questi temi?

Modi ce ne sono molti: tutti i bergamaschi hanno assistito negli anni scorsi al proliferare di studi e anche progetti dettagliati su questi temi. Si tratta di decidere su quale soluzione puntare e darsi da fare, senza nascondersi dietro i soliti alibi.

I soldi?

Bisogna cercarli: li trovammo per la Teb, possiamo trovarli anche per altri progetti.

Lei ha una ricetta se non magica almeno non impossibile, che migliori la situazione in un quinquennio?

Ricette magiche, come giustamente dice lei, non ce ne sono. Il nostro programma elettorale contiene già l’indicazione di quello che si farà per migliorare la qualità della mobilità in città: saranno necessarie risorse e una forte determinazione.

Nel settore trasporti non si può non parlare di aeroporto: qual è la sua opinione in merito? Come conciliare tutela della salute dei cittadini con lo sviluppo dello scalo di Orio? 

L’aeroporto è una risorsa insostituibile per Bergamo. Va riconosciuto a Sacbo il merito di essersi impegnata per mitigare le ricadute sulle realtà circostanti, ma comunque non è pensabile uno sviluppo infinito. Per garantire la tenuta di questo motore del nostro territorio, condivido l’obiettivo di stringere una forte alleanza con Montichiari per distribuire meglio il carico di traffico, e penso soprattutto alle merci.

Viabilità a parte, per Bergamo ma anche per tutta Italia il tema caldo è l’assenza di etica in politica: ci dice il suo pensiero da questo punto di vista?

L’onestà, la correttezza, la sobrietà sono comportamenti obbligatori per tutti, ma certamente lo sono in modo particolare per coloro che volontariamente hanno deciso di svolgere un ruolo pubblico: nessuna scappatoia, nessuna scorciatoia, nessuna giustificazione. Ma nemmeno un giustizialismo usato come arma politica. E anche nessun alibi per analoghi comportamenti negativi attuati in altri ambiti della vita sociale ed economica. C’è poi un ulteriore aspetto particolarmente grave: la mancanza di etica ha aperto le porte a una delegittimazione generalizzata e ad un’esasperazione che è diventata sfiducia totale ed indiscriminata verso ogni possibilità di riscatto futuro.

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Commenti

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  1. Scritto da giovanni

    La competenza, l’onestà civile e intellettuale di Gianfranco Ceruti sono una garanzia di buona amministrazione. Dobbiamo tornare ad essere governati da persone serie!

  2. Scritto da nino cortesi

    E’ il nocciolo.
    Ma ci vuole il M5* per risolverlo perfettamente e non nei soliti modi pasticciati.

  3. Scritto da Gianni

    Ceruti è una persona seria e competente ed ha tutta la mia stima. Gli faccio un grande in bocca al lupo!