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Anteprima sulla Carrara Le prove generali coi capolavori alla Gamec

Una "prova generale", una "preapertura", un'"anticipazione" della futura inaugurazione del rinnovato museo. Così hanno definito la mostra "Riscoprire la Carrara" gli organizzatori e le autorità intervenute all'inaugurazione in Gamec lo scorso 13 maggio.

Una "prova generale", una "preapertura", un’"anticipazione" della futura inaugurazione del rinnovato museo. Così hanno definito la mostra "Riscoprire la Carrara" gli organizzatori e le autorità intervenute all’inaugurazione in Gamec lo scorso 13 maggio.

"Una mostra local" ha precisato Tito Lombardini presidente del Cda dell‘Accademia Carrara, con accento sulla riscoperta del patrimonio di capolavori della nostra Pinacoteca "appena usciti dagli istituti di bellezza" del restauro, e nondimeno sulle sinergie, economiche ed intellettuali, del territorio, che hanno sostenuto il recupero delle opere e la promozione della mostra. Il cuore dell’iniziativa, in realtà, come hanno evidenziato Maria Cristina Rodeschini e Giovanni Valagussa, sono gli importanti restauri effettuati su pezzi d’eccellenza e l’allestimento dialettico delle opere, che accosta ai quadri della Carrara sette dipinti di altrettante istituzioni museali italiane.

Quindici dei pezzi che compongono la mostra, infatti, sono stati scelti ed accostati a documentare la fitta rete di rapporti – di ordine tematico, stilistico, cronologico, collezionistico – che legano il patrimonio della civica Pinacoteca alle altre prestigiose raccolte nazionali: "Non si è trattato di prestiti per un progetto autonomo, come di solito accade – ha sottolineato Maria Cristina Rodeschini – ma ci siamo trovati a decidere insieme, tra responsabili delle varie istituzioni, gli abbinamenti, i duetti e le coppie di opere. E’ un’esperienza che si inserisce a pieno titolo nel tema designato da ICOM per la prossima giornata internazionale dei musei 2014, "museum collections make connections" dove anche noi saremo invitati a portare il nostro contributo". In mostra quattro secoli di storia dell’arte, da fine ‘300 a fine ‘800, tra gioielli assoluti come la Madonna col Bambino di Mantegna, il cui delicatissimo restauro è stato condotto dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, il San Sebastiano di Raffaello riportato a nuovo splendore dalla resturatrice Paola Borghese, e opere di minor fama ma di eccellente, preziosa fattura come il "Ritratto di gentildonna con libro" di Moroni dove le sfumature del nero su nero della veste e l’intensa espressività della nobildonna, restituite dall’intervento tecnico di Minerva Tremonti Maggi, rivelano tutta la maestria del ritrattista cinquecentesco.

Tra i prestiti più insigni, il Cristo Redentore benedicente di Raffaello, dalla Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia, la Madonna con Bambino di Vincenzo Foppa dal Poldi Pezzoli di Milano, il Ritratto di Alessandro Farnese di Anthonis Mor dalla Galleria Nazionale di Parma. Un’infografica tracciata a parete mette a fuoco il mestiere del restauro, a cura di Giovanni Valagussa, con note tecniche ma di taglio divulgativo sulle metodologie aggiornate di esame, conservazione e ripristino dei dipinti, comprensibili ai non addetti ai lavori e corredate di citazioni d’autore.

Al restyling sono anche dedicate all’interno del bel catalogo (Silvana Editoriale) parecchie schede, a firma dei curatori e degli stessi restauratori, che permettono di capire e apprezzare i risultati degli ultimi interventi alla luce della pregressa storia conservativa di ogni opera. Analogamente, un video collocato nella prima sala dà conto di passaggi e momenti significativi catturati durante i restauri dalle telecamere della web tv giovanile Polar Tv.

L’altro video, nell’ultima sala dedicata al nuovo allestimento dell’Accademia Carrara, è una sorta di rendering che accompagna virtualmente il visitatore attraverso le collezioni della recuperata sede neoclassica. Un dietro le quinte sulla complessità dei livelli tecnici e allo stesso tempo una preview sul futuro assetto degli spazi studiati dall’architetto Attilio Gobbi, che in un breve ma indicativo intervento in catalogo dettaglia vari aspetti del progetto, in primis il nuovo percorso d’accesso: "si è deciso di iniziare la visita del museo non più come una volta dal lato dello scalone settecentesco, ma dall’altro lato e dal primo piano del corpo centrale: i visitatori saranno subito esposti all’emozione di trovarsi di fronte ad alcuni capolavori assoluti della Carrara, come quelli di Pisanello e Mantegna o ai tarocchi di Bembo e Cicognara, oppure alle straordinarie tele di Giovanni Bellini e di Raffaello".

Inizio 2015 è la nuova deadline per la riapertura della Pinacoteca, secondo i responsabili del civico Museo.

Nel frattempo, 58 nostre opere sono al museo Puskin di Mosca, che ha stanziato a sua volta 300.000 euro per sostenere il ripristino della Carrara, e un’altra dozzina dal primo giugno al 30 settembre emigreranno in provincia e dintorni per (ri)avvicinare i bergamaschi al loro patrimonio d’arte, nelle sedi del Museo arte tempo di Clusone, all’Arsenale di Iseo, al Museo Gianni Bellini di Sarnico, al Museo Della Torre di Treviglio, al Museo Lechi di Montichiari, all’Accademia Tadini di Lovere.

La mostra, allestita in Gamec, è aperta fino al 27 luglio.

Orari: martedì-domenica: 10.00-19.00; giovedì: 10.00-22.00; lunedì chiuso.

Apertura straordinaria lunedì 2 giugno.

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