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Locke, l’uomo dell’oltre e l’impresa di scegliere la strada giusta

Il nostro critico cinematografico, Francesco Parisini, non ha dubbi: il film di Steven Knight è interessante sotto ogni aspetto, sia per la sua inconsueta originalità che per le tematiche affrontate. E’ un film assolutamente da vedere per capire quanto sia difficile intraprendere sempre la giusta via, autostrada o sentiero che sia.

Titolo: Locke;

Regia: Steven Knight;

Genere: Drammatico;

Durata: 90 minuti;

Attori: Tom Hardy;

Voto: 8;

Attualmente in visione: Capitol Multisala;

 

Un viaggio di circa due ore, attraverso le notturne autostrade che collegano Londra al resto dell’Inghilterra, si rivela il momento più importante e difficile da affrontare nell’intera vita di Ivan Locke, capomastro in un cantiere, che, poco prima di tornare a casa da moglie e figli, ha ricevuto una telefonata che sconvolgerà la sua esistenza.

Abituato com’è a costruire palazzi, Locke deciderà di distruggere la sua opera più importante, la sua vita, perdendo il lavoro, l’affetto della moglie e la sua casa. Il film di Steven Knight, girato in soli otto giorni, si svolge interamente nella Bmw del protagonista, dove le telefonate a familiari e datori di lavoro tracciano a poco a poco la figura di Locke, un uomo integro, che non scende a compromessi, che sente quel “senso di dovere” di cui parlava un certo Kant, disposto, dunque, a perdere tutto pur di fare la cosa giusta.

Tom Hardy, assoluto protagonista e unico attore visibile del film, interpreta magistralmente il proprio personaggio, arricchendolo con le proprie emozioni ed espressioni, oltre a quelle volute dal copione. Non riusciremo, infatti, a distogliere lo sguardo dal volto di Tom Hardy, in cerca di una smorfia o di un segno che tradisca la sua apparente tranquillità e sicurezza, di fronte al disfacimento della sua vita e dei traguardi raggiunti.

Ivan Locke non torna però sui suoi passi, non si pente della sua decisione e cerca anzi di governare e dirigere il dramma che inevitabilmente ha scatenato. Proprio per questo aspetto potremmo paragonare il personaggio interpretato da Tom Hardy all’Übermensch di Nietzsche, l’uomo dell’oltre, un uomo che vuole ciò che sta facendo, padrone delle proprie azioni e del proprio destino, che se costretto a ripetere all’infinito la difficile situazione in cui si è cacciato, sarebbe felice. Il film di Steven Knight è interessante sotto ogni aspetto, sia per la sua inconsueta originalità che per le tematiche affrontate con delicatezza e attenzione, sia per l’elegante fotografia che per la sceneggiatura ben calibrata.

E’ un film assolutamente da vedere per capire quanto sia difficile intraprendere sempre la giusta via, autostrada o sentiero che sia.

Francesco Parisini

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