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Spitalieri, Patto Civico: “Bergamo sia davvero città universitaria” fotogallery

Gianluca Spitalieri, candidato per il Patto Civico a consigliere comunale a Bergamo, lancia una sfida: "Bergamo sia davvero città universitaria". E con alcuni studenti ha posizionato dei cartelli stradali per le vie di Bergamo.

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Gianluca Spitalieri, candidato per il Patto Civico a consigliere comunale a Bergamo, lancia una sfida: "Bergamo sia davvero città universitaria". E con alcuni studenti ha posizionato dei cartelli stradali per le vie di Bergamo.

"Lo scorso 2013, Bergamo ha preso, in via definitiva, una nuova intitolazione per delibera della giunta comunale: Città Universitaria – afferma Spitalieri -. Non ha senso star qui ad elencare le moltissime critiche di questo atto, non solo perché Bergamo pur avendo i requisiti necessari per potersi definire tale, non ha attuato alcuna politica in tal senso, manca infatti un’analisi complessiva dei bisogni dei giovani che vivono la città e ancor più un vero e proprio progetto a lungo termine. Alla città di Bergamo attualmente manca una vera e propria organizzazione strutturale, pensata sulle esigenze particolari di tutti gli studenti e tutte le studentesse dell’Ateneo. L’amministrazione futura del Comune di Bergamo dovrà rivendicare un ruolo diverso rispetto a quello esercitato finora dalla Giunta Tentorio, ma soprattutto dovrà mettere realmente tra i primi posti nella sua azione di governo il diritto allo studio. Quando ero studente universitario, ho avuto la possibilità di sperimentare numerose esperienze anche all’estero, questo mi ha permesso di conoscere altri istituti universitari e le diverse politiche di diritto allo studio".

E il candidato consigliere comunale a Bergamo lancia le sue prime proposte per una città universitaria.

"Vorrei portare in consiglio comunale queste proposte sono – aggiunge Spitalieri -: Servizio di assistenza di ricerca alla casa per studenti fuori sede ed Erasmus (questo servizio permette di accelerare i tempi di ricerca e di coniugare aspettative di formazione con le disponibilità economiche); Spazi dedicati allo studio anche in orari serali e notturni; Navetta gratuita che colleghi le varie facoltà; Supporto delle start-up lavorative dei giovani; Rette agevolate (borse di studio comunali); Trasporti pubblici accessibili in tutte le fasce orarie; Riuso del complesso adiacente alla biblioteca Tiraboschi (ex mercato ortofrutticolo); Maggiore attenzione agli scambi interculturali, considerato che l’Università di Bergamo brilla per il suo ormai consolidato programma Erasmus; Quattro cartelli non rendono Bergamo una città universitaria, ma sono la semplice dimostrazione che basta davvero poco per cominciare".

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Commenti

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  1. Scritto da Paolo Pasquini

    O signur non ha già fatto abastanza danni questa cavolo di università, e poi si sa i bergamaschi sono refrattari all’istruzione gli piace andare a lavorare a 18 anni.

  2. Scritto da AEGEE-Bergamo

    AEGEE-Bergamo, in quanto associazione, si occupa già di molti di questi aspetti citati nell’articolo (Internazionalizzazione, Housing per Erasmus, Scambi culturali, ecc…)
    L’anno scorso, tra l’altro, avevamo proposto questa iniziativa, installando 100 cartelli in tutta la città!
    http://fbl.me/BergamoIsEurope

    1. Scritto da Gianluca Spitalieri

      Ottimo! Questo rende ancora più forte e incisivo l’obiettivo. Perchè si concretizzino è necessario che tutte le esperienze associative, tra cui AEGEE, diventino interlocutori principali grazie alla loro esperienza.