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Marson, Scelta Europea: Contro sprechi e privilegi per un’Italia protagonista

Paolo Marson, avvocato e imprenditore 52enne, ha fatto tappa a Bergamo per spiegare ai cittadini la sua proposta politica per l'Europa: "Occorre rendere l'Italia più moderna e attenta alle esigenze dei produttori di ricchezza e di riportare al centro dell'azione politica gli esclusi dal sistema dei privilegi di Stato, la responsabilità e il merito".

Una candidatura per le elezione Europee che nasce per la passione e la volontà di cambiare la società. Paolo Marson, ha incontrato i cittadini a Bergamo venerdì 16 maggio per raccontare che cosa lo ha spinto dopo un percorso da imprenditore e da libero professionista a dedicarsi alla politica intesa come spirito di servizio. Cinquantadue anni, vive in Liguria e trascorre molto tempo anche in Piemonte, dove si occupa, per passione, assieme a mia moglie Stefania, di una piccola impresa vitivinicola nelle Langhe. Esercita, da oltre 27 anni, l’attività libero professionale di avvocato, occupandosi prevalentemente di consulenza alle imprese in materia di relazioni industriali, rapporti con le pubbliche amministrazioni e ristrutturazioni, acquisizioni ed operazioni aziendali straordinarie. Negli ultimi anni ha assunto anche incarichi pubblici per risanare imprese colpite dalla crisi economica.

Che cosa l’ha spinta a candidarsi per l’Europa?

"Ho prestato attività come tecnico in diverse amministrazioni che facevano riferimento ai partiti di centro destra (Forza Italia) e di centro sinistra (Partito Democratico) che hanno fino ad oggi governato in modo fallimentare questo paese. Il buon esito dei progetti che ho attuato sia nel settore dei trasporti e della logistica, che dell’ambiente è sempre stato impedito dall’assenza di reale volontà di questi partiti di riformare effettivamente la società. Ho quindi deciso di aderire a Fare per Fermare il Declino e fare direttamente politica fuori da questi schemi e di qui è nata la mia candidatura".

Serpeggia un clima anti-europeistico e anti-euro. Come si può combattere?

"In Italia esiste un forte movimento di conservazione dello stato esistente, che abbraccia tutti i partiti responsabili della grave situazione del paese (Forza Italia, Partito Democratico, Nuovo Centro Destra, Lega, ecc.). E’ la corrente di pensiero di chi, non avendo argomenti reali, da un lato, cerca di distogliere l’attenzione degli elettori dalle proprie responsabilità scaricandole su fattori esterni (Euro, Europa, Globalizzazione, ecc.), da altro lato, impedisce l’affermazione di reali novità (si pensi alle proposte di riforma del sistema elettorale con soglie di sbarramento altissime). Occorre reagire a questi tentativi, da un lato, rifiutando sia l’astensione, che la protesta per la protesta, e, da altro punto visuale, cercando e premiando soluzioni politiche realmente innovative e che abbiano proposte concrete".

Come si può spiegare ai cittadini che l’Europa è una grande opportunità per tutti i Paesi dell’Unione?

"Nel modo sono cambiare molte cose negli ultimi decenni: la globalizzazione, la fine della guerra fredda, il disinteresse degli Usa per la regione Euroasica. I popoli e paesi d’Europa sono ad un bivio. Possono decidere di svolgere un ruolo per il controllo di quest’area e come interlocutori degli altri grandi attori del mondo globalizzato o lasciare che l’intera loro regione rimanga priva di indirizzo e controllo. L’emergere di numerosi problemi d’area (tensioni nei balcani, nelle regioni arabe) e gli interessi per il nostro futuro suggeriscono di assumere questa responsabilità. Tutto ciò, però, è possibile solo completando il disegno europeo e quindi partecipando a questo "gioco" con il necessario peso. In sostanza, da europei".

Qual è il ruolo e il programma di Scelta Europa?

"Circa un anno fa, il mio partito, Fare per Fermare il Declino, ha iniziato un imponente lavoro di cucitura delle tante piccole forze politiche che si rifanno, da un lato, al pensiero liberale e democratico e, dall’altro, al pensiero popolare, che si riconosce anch’esso ai valori del merito, della produzione e della responsabilità e del ruolo dell’individuo. Lo sviluppo di queste iniziative è proseguito con l’avvio di rapporti con l’ALDE, l’unione dei partiti liberali e democratici europei, con alcuni partiti ulteriormente rappresentativi delle aree sopra citate (Centro Democratico e Scelta Civica) e altri soggetti attivi in direzione analoga (Italia Unica, ecc.). Il progetto darà vita, dopo le elezioni europee, a questo nuovo soggetto politico. La lista Scelta Europea costituisce – all’interno dell’evento delle elezioni europee – un passaggio operativo, un’occasione di prova in vero, di questo percorso di creazione di questa nuova forza politica. Una scelta, quindi, radicalmente antagonista sia del populismo paleo-peronista della destra berlusconiana, sia del finto e illudente socialismo democratico di marca fiorentina, che si riconoscono in Europa, rispettivamente, nel PPE e nel PSE (cioè nei partiti a cui questi stessi soggetti italiani imputano la crisi attuale)".

La crisi economica ha fiaccato l’Europa, quali potrebbero essere le misure per uscire da questa stagnazione?

"In questo momento, penso che occorra arrivare ad avere molto rapidamente una politica esterna europea uniforme (pensi ai casi della Siria o dell’Ucraina o la tema dell’immigrazione) e anche a stimolare veloci azioni di riallineamento della situazione economica interna italiana agli standard di efficenza e di ricchezza dei paesi dell’Europa del nord. Solo così l’appartenenza del nostro Paese all’Europa diventerà un vantaggio. E’ quello che i nostri governanti non hanno capito (o voluto capire). Se appartieni ad un unico sistema economico, devi mantenerti efficiente e produttivo come il resto del mercato, altrimenti diventi rapidamente più povero. Il problema è che i nostri politici hanno voluto entrare in Europa e continuare a sprecare e a tollerare privilegi delle loro clientele e questo ci si sta ritorcendo contro. Non si tratta di diminuire il livello di benessere, anzi di creare le condizioni perché questo si conservi e si sviluppi. Occorre rendere l’Italia più moderna e attenta alle esigenze dei produttori di ricchezza e di riportare al centro dell’azione politica gli esclusi dal sistema dei privilegi di Stato, la responsabilità e il merito. Non parliamo solo degli imprenditori, ma anche degli artigiani e degli operai, che appartengono a questa categoria, essendo i primi danneggiati dal sistema statale opprimente e ostile creato in questi anni sia da Forza Italia, che dal Partito Democratico".

Per saperne di più sull’attività di Paolo Marson si può visitare il sito: www.paolomarson.it

Ecco l’intervista video realizzata venerdì 16 maggio al centro San Bartolomeo di Bergamo:

 

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