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Nelle terre rovinate dall’uomo il cammino dello Spirito del pianeta

Giovedì 15 maggio parte da Chiuduno una marcia che arriverà fino a Roma, passando per le località italiane in cui si sono verificati disastri ambientali. L’obiettivo è proporre l’inserimento nei regolamenti comunali e nella Costituzione di norme per il rispetto dei diritti della Terra e delle popolazioni indigene. Il direttore artistico Ivano Carcano: “Mercoledì 21 andremo in udienza da Papa Francesco”.

Proporre l’inserimento nella Costituzione e nei regolamenti comunali di norme per la tutela della Terra e delle popolazioni indigene, promuovendo una presa di coscienza collettiva sul rispetto dell’ambiente. Sono questi gli obiettivi della “Camminata dello Spirito del pianeta”, organizzata nell’ambito delle iniziative dell’omonimo festival che, ogni anno, promuove l’incontro tra culture diverse e che sostiene i gruppi tribali per la tutela delle condizioni ambientali ed economiche, necessarie a preservare la loro sopravvivenza.

Abbiamo intervistato il direttore artistico dell’iniziativa e fondatore de "Lo Spirito del pianeta", Ivano Carcano, per saperne di più.

Signor Carcano, ci spieghi che cos’è la “Camminata dello Spirito del pianeta".

“È una marcia che va da Chiuduno a Roma per proporre l’inserimento nei regolamenti comunali e nella Costituzione di norme per la tutela dei diritti della Madre Terra e delle popolazioni indigene. Si tratta di integrazioni che consentirebbero di considerare la Terra non più come un oggetto, ma come un soggetto legalmente tutelato, prendendo spunto da quanto contenuto nella nuova Costituzione dell’Ecuador, che affronta in maniera molto concreta ed efficace questo tema”.

In che cosa si tradurrebbe questa proposta?

“Rendere la Terra un soggetto legalmente tutelato vuol dire attribuirle dei diritti che devono essere salvaguardati. Soprattutto, significa che quando viene accertato che qualcuno è responsabile di disastri ambientali, incapperebbe in sanzioni adeguate. Sarebbe un segnale importante di attenzione per l’equilibrio dell’ambiente, un segnale che dimostrerebbe che non prevalgono sempre e solo gli interessi economici”.

Come è nata l’idea di realizzare la marcia?

“Abbiamo organizzato la marcia perché, in diverse occasioni, confrontandoci con i differenti popoli che hanno partecipato allo “Spirito del pianeta”, era emersa una mancanza di sensibilità tra la gente in merito alla tutela della Madre Terra. Sull’esempio di una precedente camminata che avevamo effettuato nei Paesi Baschi e che aveva riscosso notevole interesse e successo, abbiamo pensato di riproporre una nuova iniziativa su questi argomenti, che riguardano ciascuno di noi”.

Quali sono le associazioni e i gruppi che hanno aderito alla camminata?

“Le Associazioni che hanno aderito sono: Italia Nostra, Comitato Curno, Legambiente, Comitato PAE, Comitato Quartiere Boccaleone, Comitato Treviglio, Agrimagna, Coordinamento Comitati Quartieri BG, Professionisti dal Brembo all’Adda, Identità e Territorio, Comitatonodiscaricamontecastra, Comitato Monte Canto e del Bedesco, Comitato Bonate Sotto, Comitato Colognola per il suo Futuro, Celim, Gente di Montagna, Slow Food, Movimento Decrescita Felice, Comitato Parco Agricolo Ecologico per la Cintura Verde Bergamo, Amici Isolotto Ponte S. Pietro, Cambiamola, Orto Botanico Città Alta, Propolis, Gruppo di lavoro Architetto Massimo Bernardelli e i professionisti del Brembo e WWF Oasi-Valpredina".

Quando si svolgerà la camminata?

“La “Marcia dello Spirito del pianeta” partirà giovedì 15 maggio da Chiuduno. L’appuntamento è alle 18 alla palestra. Il percorso che, sempre giovedì 15 maggio, farà tappa a Terno d’Isola, passerà attraverso località colpite da disastri naturali, verificatisi spesso anche a causa dell’azione dell’uomo, fino ad arrivare a Roma, la capitale, al centro del nostro Paese”.

Vediamo le tappe nel dettaglio: quando arriverete a Terno d’Isola?

“Dopo la partenza da Chiuduno nel pomeriggio di giovedì 15 maggio, la sera, alle 21, passeremo per Terno d’Isola, dove saremo accolti dalla cittadinanza e dalle autorità locali, alle quali consegneremo un documento con cui si richiede l’inserimento nei regolamenti comunali di due punti: il rispetto per le popolazioni indigene e per la Madre Terra. A seguire, nel palazzetto dello sport verrà eseguito uno spettacolo di danze tradizionali dei gruppi che accompagnano la camminata: danzatori Aztechi, Cheyenne del Nord America, una rappresentante Masaai e un Tuareg del Niger. Poi la nostra camminata proseguirà, passando per diverse località dal forte valore simbolico: in ognuna di queste, incontreremo le amministrazioni comunali e consegneremo le nostre proposte”.

In quali località andrete?

"Martedì 16 arriveremo a Seveso, nel milanese, luogo che, più di altri, rappresenta le conseguenze che possono insorgere dalle azioni perpetrate dall’uomo. Il giorno successivo, sabato 17, poi, saremo a Campogalliano, nel modenese, territorio duramente colpito dalla tragedia del terremoto dell’Emilia. Quindi, lunedì 19, sarà la volta di Assisi, dove si era verificato uno storico terremoto ma anche città che diede i natali a san Francesco, che cantava la bellezza del creato, particolarmente attento agli ultimi e agli emarginati. Si proseguirà per L’Aquila, colpita dal tragico sisma, per il quale il centro storico ancora oggi risulta in parte impraticabile. Infine, martedì 20 arriveremo a Roma, dove incontreremo le autorità locali e il Ministero dell’ambiente, dove presenteremo la proposta da inserire nella Costituzione. Ma il nostro cammino non finirà qui".

Cioè?

"Mercoledì 21 maggio prenderemo parte all’udienza da Papa Francesco, che è sensibile alle tematiche legate alla salvaguardia dell’ambiente, del creato e dell’uomo. Confidiamo che possa aiutarci a comunicare il messaggio a tante persone e a farne capire l’importanza".

Che risultati vi aspettate dalla marcia?

"Speriamo che l’iniziativa possa essere l’occasione per invitare le persone a porre l’attenzione sui problemi legati all’ambiente, al mondo in cui tutti viviamo. Sul piano istituzionale, un passo successivo che auspichiamo possa derivare dalla manifestazione è che tutti gli enti locali introducano regolamenti comunali a sostegno della Madre Terra e della salvaguardia ambientale: le diverse associazioni che aderiscono all’evento si stanno già impegnando in questa direzione. Noi cominceremo a dare il buon esempio dallo “Spirito del pianeta”, utilizzando prodotti riciclabili, in mater-B1, ricavati cioè dagli scarti del mais che, una volta usati, possono diventare concime. Gli stessi volantini del festival sono realizzati recuperando fondi di carta per stampa di riviste. È un modo semplice per testimoniare “che si può fare”. Inoltre, all’interno di questa edizione, verrà proposto un ciclo di incontri, intitolato “Naturalmente”, con l’obiettivo di fare informazione in merito ai problemi dell’ambiente, coinvolgendo 23 associazioni ambientaliste di Bergamo e provincia”.

Le risposte delle istituzioni in merito ai temi ambientali sono positive?

“Tendenzialmente si, anche se poi è necessario un impegno concreto e collettivo. Le risposte, cioè, sono positive se ogni cittadino fa sentire la propria voce. Non dobbiamo pensare che possano essere sempre gli altri a risolvere i nostri problemi: è necessario un impegno diffuso per cambiare le cose, perché ognuno di noi ha la sua parte di responsabilità nel funzionamento della società, a cominciare dai luoghi in cui ci troviamo”.

Paolo Ghisleni

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