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Cristina Bombassei madrina di Giocamico per bimbi ricoverati

Cristina Bombassei è stata nominata all’Ospedale Papa Giovanni XXIII madrina di Giocamico, il progetto che attraverso il gioco vuole trasmettere ai bambini ricoverati la consapevolezza del percorso di cura che dovranno seguire. Grazie al suo sostegno, per tutto il 2014 due psicologhe affiancheranno i bambini dei reparti pediatrici che devono affrontare percorsi di cura particolarmente lunghi e complessi.

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Cristina Bombassei di Brembo spa è stata nominata all’Ospedale Papa Giovanni XXIII madrina di Giocamico, il progetto che attraverso il gioco vuole trasmettere ai bambini ricoverati la consapevolezza del percorso di cura che dovranno seguire.

Grazie al suo sostegno, per tutto il 2014 due psicologhe affiancheranno i bambini dei reparti pediatrici che devono affrontare percorsi di cura particolarmente lunghi e complessi.

“Sono molto orgogliosa della nomina a Madrina del progetto Giocamico per il 2014 – ha commentato Cristina Bombassei –. Quando mi è stato presentato il progetto, mi è sembrato subito interessante e ha saputo emozionarmi. Giocamico è interessante perché nuovo, nel modo di prendersi cura del paziente, ma anche capace di dare risultati replicabili in altre realtà. Come mamma di due bambini, so quanto sia importante avere informazioni corrette in famiglia, ma è anche indispensabile essere sostenuti da professionisti nel dialogo con i propri figli in situazioni così delicate. Per questo mi auguro che il mio sostegno possa essere di aiuto nel far proseguire questa importante iniziativa".

Grazie a giochi specifici, Giocamico prepara infatti i piccoli pazienti all’intervento chirurgico e a esami diagnostici più invasivi o fastidiosi.

La sala operatoria diventa un’astronave, l’intervento un viaggio avventuroso: grazie a suoni, immagini e simulazioni, la cura non viene solo raccontata, ma vissuta con situazioni diverse in base all’et à dei bambini.

Così per chi ha fino ai 10 anni la psicologa si presenta con una grande borsa in stile Mary Poppins da cui prende i suoi due preziosi assistenti: Nadia e Giacomino, due bambole di pezza, e tutto lo strumentario con cui i bambini ricoverati hanno a che fare: aghi, siringhe, elettrodi e cannule.

Da lì inizia la relazione con il bambino per parlare di quello che accadrà, ma anche delle emozioni e dei sentimenti che prova il piccolo.

Ai preadolescenti e agli adolescenti viene invece proposto un colloquio conoscitivo che diventa l’occasione per esprimere e condividere le proprie emozioni legate al percorso di cura da affrontare.

Il progetto Giocamico, rivolto ai pazienti pediatrici di età compresa tra i 3 e i 17 anni, è iniziato a Bergamo nel 2012, grazie alla collaborazione tra il Papa Giovanni e le onlus Amici della Pediatria e L ’Orizzonte di Lorenzo.

Prendendo a modello le esperienze dei grandi centri pediatrici internazionali e degli ospedali di Parma e Sassari, Bergamo si è subito distinto per l’approccio meno educativo e più psicologico.

“Giocamico segna un cambiamento culturale importante – ha spiegato Milena Lazzaroni, presidente dell’Associazione Amici della Pediatria Onlus –. Rendere il bambino consapevole di ciò che dovrà affrontare, aiuta a trasmettere ai bambini ricoverati la consapevolezza del percorso di cura che dovranno seguire. Una relazione tra la psicologa ed il bambino che permette di fargli conoscere cosa succederà durante un esame o in sala operatoria, aiutandolo ad affrontare al meglio una situazione critica come un ricovero in ospedale. Brembo è vicina alla nostra associazione da alcuni anni. Si è sempre dimostrata attenta, generosa e sensibile in diverse situazioni: nel 2012 ha sostenuto, insieme ad altre grandi aziende bergamasche, l’acquisto di un ecografo e nel 2013 ha eseguito una donazione che permetterà di avere una sala d’attesa attrezzata per i bambini all’interno della Medicina nucleare. Siamo molto grati alla famiglia Bombassei per questa vicinanza alle nostre attività. A Cristina Bombassei va il nostro personale ringraziamento per aver accettato di essere madrina di questa attività e di compiere con noi la strada per consolidare e rendere sempre più visibile questo progetto sul territorio nazionale a favore di tanti bambini ".

Nel biennio 2012/2013 sono stati coinvolti 130 bambini ricoverati per un totale di 250 prestazioni.

Dopo questa prima fase sperimentale, che ha riscosso grande successo tra i bambini, i loro genitori e gli stessi operatori sanitari, da quest’anno l’attività è stata estesa a tutte le degenze pediatriche , compresa la Chirurgia pediatrica, l’Odontostomatologia, l’Ortopedia e traumatologia e l’Elettrofisiologia ed elettrostimolazione cardiaca. In sostanza a partire da quest’anno l’intervento psicologico è esteso a tutti i bambini ritenuti idonei, compresi quelli che parlano male l’italiano, perché l’approccio è basato soprattutto sul gioco e richiede solo una comunicazione essenziale. 

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