Martedì, nel giorno del settantesimo anniversario della prima apparizione mariana, la cappelletta di Bonate si è riempita di fedeli. Ma stando alla Curia la devozione verso la Vergine delle Ghiaie resta “vietata”.
Sono passati settant’anni esatti dalla prima apparizione della Madonna delle Ghiaie a Bonate Sopra e, oggi come allora, la Vergine continua ad essere fonte di dibattiti e discussioni. Secondo la Chiesa, che ha analizzato il caso più e più volte (decine sono i libri che parlano delle indagini di don Luigi Cortesi, il professore del Seminario di Bergamo che ai tempi ha studiato la faccenda anche nei più minuziosi particolari), quelle apparizioni restano "presunte", mentre per i tantissimi fedeli devoti i fatti che tra il 13 e il 31 maggio hanno radunato nell’Isola bergamasca migliaia di persone – e attirato l’attenzione persino dei nazisti tedeschi – sono realmente accaduti.
Martedì, nel giorno del settantesimo anniversario della prima apparizione mariana, la cappelletta di Bonate Sopra si è riempita di fedeli che, come ogni anno, non si sono dimenticati di passare dalla Vergine per una preghiera veloce o per presenziare ad una delle tante messe celebrate. Nemmeno la pioggia, caduta copiosa intorno alle 16, ha scoraggiato i devoti che, armati di ombrello, fede e pazienza, hanno deciso di sfidare le intemperie (come si può vedere e sentire da questo video ).

Il sentitissimo appuntamento, che i cristiani bergamaschi – e non – attendevano da tempo, ha dunque riscosso il successo che tutti si aspettavano, nonostante la Curia di Bergamo non abbia mai riconosciuto le apparizioni: ufficialmente, infatti, il caso è stato chiuso il 30 aprile del 1948 con un decreto "non consta" firmato dall’allora vescovo di Bergamo Adriano Bernareggi. Eppure, quella bimba di sette anni, Adelaide Roncalli, di gente sui prati di Bonate Sopra ne aveva radunata, nonostante i dubbi sollevati sin da subito dalla Chiesa e la guerra nel pieno del suo svolgimento (solo un mese e mezzo dopo la Dalmine, oggi Tenaris, avrebbe subito lo spaventoso attacco che ha portato morte e distruzione): una volta sparsa la notizia i treni di mezza Italia si sono riempiti per raggiungere quella piccola località della provincia bergamasca che per diciotto giorni ha regalato guarigioni inspiegabili ai dottori.

Inutile dire che la vita della piccola Adelaide dopo quelle visioni è cambiata radicalmente. Sono infatti seguiti processi, interrogatori, dubbi, indagini, dichiarazioni e successive smentite, il tutto sotto l’occhio vigile di una commissione teologa istituita dal vescovo in persona, che alla fine ha deciso di vietare ogni forma di devozione verso una serie di apparizioni (13 in tutto, 8 con la Sacra Famiglia) che non sono mai state confermate.
Ma questo poco importa ai tantissimi pellegrini che, spinti dalla fede e alla devozione, in questi settant’anni non si sono mai chiesti se quei piccoli miracoli che hanno portato nella Bergamasca la Madonna si siano verificati davvero oppure no. Nel frattempo i venditori ambulanti si sfregano le mani: ogni anno, con le bancarelle, alle Ghiaie di Bonate si fanno degli ottimi affari.
(Foto tratte da madonnadelleghiaie.it)