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Al Museo del falegname va in scena la “magia” dell’albero fotogallery

Fino al 7 giugno una mostra voluta dagli imprenditori del settore. Previste anche installazioni in via Torquato Tasso a Bergamo.

Catturare la CO2 in eccesso, liquefarla e stoccarla è l’obiettivo di avveniristici impianti di cui si sta parlando molto negli ultimi tempi, con pro e contro da valutare. Ma gli alberi, sostanzialmente gratis, da milioni di anni continuano a tenersi stretta la CO2, il cui eccesso in atmosfera è ritenuto responsabile dell’innalzamento della temperatura globale, anche una volta tagliati e trasformati in sedie, tavoli, letti, ma anche in muri e tetti e perfino in truciolare. Continuano a trattenere CO2 dando una mano al mantenimento della stabilità climatica. Hanno accompagnato l’uomo da sempre e continuano a fornire nuove risposte ai problemi di oggi.

E’ su questa idea semplice ed evocativa che si basa la mostra “La magia dell’albero”, inaugurata al Museo del Falegname di Almenno San Bartolomeo, rivolta essenzialmente alle scuole, che propone un percorso alla scoperta delle piante del nostro territorio, grazie alla disponibilità del vivaio di Curno dell’azienda regionale Ersaf , specializzato nella tutela delle risorse genetiche dei boschi lombardi, e a sei installazioni, collocate in vari spazi del museo, che presentano in tutti i dettagli le caratteristiche dei principali alberi dei nostri boschi con l’obiettivo di promuovere l’utilizzo del legno in quanto materia rinnovabile ed ecosostenibile, favorire una rinnovata attenzione alle foreste e valorizzare le realtà produttive del territorio.

Un piccolo corridoio vegetale porta alla grande installazione al pian terreno: un albero con radici ben in evidenza, che sottrae all’ambiente le ormai famose molecole di CO2, rilasciando invece ossigeno. E’questa la “magia”, così scontata che quasi non la consideriamo. Si calcola che un albero ad alto fusto in un clima temperato situato in città possa catturare tra i 10 e i 20 chili di CO2 all’anno, dentro un ciclo di accrescimento che mediamente raggiunge il suo massimo in un range temporale che raggiunge il suo massimo fra i 20 e i 40 anni.

Diverso il discorso per un alto fusto in un contesto naturale dove ci si può aspettare una crescita meno stentata ed un potenziale di assorbimento compreso fra i 20 e i 45 chilogrammi di CO2 all’anno in un range temporale compreso fra i 20 e i 30 anni. Valori che diminuiscono quando l’albero rallenta la crescita. Ecco perché l’ideale è un’attenta gestione del patrimonio forestale con il taglio delle piante più anziane, da utilizzare per strutture, mobili o suppellettili, e il ripristino di giovani fusti, in grado di dare nuovo slancio all’assorbimento di CO2.

Il percorso al museo è completato da minilaboratori scientifici per i ragazzi delle elementari e medie per cogliere tutte le caratteristiche di questa preziosa materia (è già previsto l’arrivo di una quindicina di 15 scuole) e toccare letteralmente con mano pregi e qualità del legno. Giochi ed esperienze mettono in luce la porosità, la durezza, l’igroscopicità, la capacità isolante e le diverse tipologie e utilizzi del legno.

La mostra di quest’anno fa parte del progetto pluriennale “Il legno dalla natura alle cose” che la Fondazione Museo del falegname Tino Sana ha lanciato nel 2013 per valorizzare il legno come materia prima ecosostenibile, velocemente rinnovabile e in grado di favorire l’equilibrio dell’effetto serra.

Affiancano il Museo Confindustria Bergamo, Federlegno Arredo, l’Ersaf (Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste) e l’Associazione Forestale Italiana.

Ma la volontà è anche quella di stimolare un pubblico più vasto, grazie a cinque installazioni che verranno posizionate in città, in via Torquato Tasso, dal 16 al 31 maggio: si tratta di realizzazioni in legno che rappresentano oggetti di uso comune, ma in versione extralarge: una tazzina (o meglio tazzona) di 120 centimetri realizzata in legno truciolare, per illustrare le possibili lavorazioni del legno meno pregiato, un enorme occhiale in multistrato marino che schiaccia l’occhio al design, un bottone con ago in massello di cirmolo, simbolo delle possibili lavorazioni in ambito industriale, una squadra con matita di 2 metri per 2 in composizione di multistrati di pino e larice, simbolo dell’utilizzo del legno in strutture architettoniche, e infine una silhouettes dell’omino del calcio balilla, un omaggio agli imminenti mondiali di calcio, emblema della passione.

“La civiltà del legno – spiega Guido Sana – non è qualcosa che riguarda il passato, ma accompagna l’uomo di oggi e tocca aspetti diversi e importanti come l’ecologia, il design, l’economia, la tecnologia, la passione, tutti elementi che abbiamo voluto mettere in luce con le iniziative di quest’anno e che noi imprese del settore vogliamo diffondere il più possibile”.

Il programma prevede anche un incontro con gli studenti che stanno frequentando il corso della Provincia per operatori del legno, questa sera alle 20,30, occasione anche per inaugurare l’aula di informatica e i nuovi laboratori realizzati grazie alla Fondazione del Museo, diretta emanazione dell’azienda Tino Sana, e al sostegno di aziende del settore), una passeggiata con partenza dal teatro Donizetti per illustrare le installazioni (il 16 maggio alle 20,30), una serata per le imprese del settore alla Biblioteca Caversazzi con il coinvolgimento artistico di Rosalba Piccinni dal titolo “The WODDY night show” (il 21 maggio alle 20), due giornate open house durante le quali le aziende testimonial apriranno le porte per raccontare la propria storia (il 24 e il 31 maggio con inizio alle 10, ingresso su invito), una conversazione al museo (il 28 maggio alle 20,30), e infine la grande festa finale al museo con giochi e laboratori per i più piccoli (il 7 giugno con inizio alle 15).

Tutte le iniziative sono state pensate dal Comitato organizzativo composto da Guido Sana (Tino Sana), Andrea Sartirani (Sartirani Legnami), Cristina Losa (Losa Legnami), Marco Gambirasio (Le Soprano), Ugo Locatelli, operatore del settore e guida volontaria del museo, Osvaldo Belotti (Arte Arreda), Mauro Guazzato (Tino Sana), Natalia Rota Nodari e Roberto Locatelli, architetti del Comitato Scientifico del Museo, e Armando Battaglia, boscaiolo in pensione.

“Dare continuità a queste iniziative è difficile e stimolante – ha sottolineato durante l’inaugurazione Piero Paganoni, presidente del Gruppo Legno di Confindustria Bergamo – e il progetto di quest’anno mi sembra particolarmente innovativo anche in questo senso”.

Ecco le aziende partecipanti all’edizione 2014: Acerbis International, Baleri Abitare, Bertoli Valentino, Capoferri Serramenti, Ceroni& Partners, Deart, E.P. Porte, Falegnameria Adda, Fratelli Mager, Falegnameria FC, Fadigati F.lli, Fas Pendezza, Ferri Mobili, Filippi Legnami, Foppapedretti, Forplast, Gamba Serramenti, Gamba Imballaggi, Imex, Le Soprano, Legnami Zanella, Locatelli Design, Losa Legnami, Maxcolor, Minelli, Mobilificio Fattorini, Soc. Legnami Paganoni, Riva, Sartirani Legnami, Tino Sana, Valsecchi, Wood Friend.

Rossana Pecchi

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