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Rod Stewart live: una forza della natura in quattro cd e 58 canzoni

Live 1976-1998 Tonight’s The Night: un cofanetto imperdibile, suggerisce Brother Giober, per chi ama Rod Stewart, musicista eclettico e un po' pazzo che dal vivo dà il meglio e che ha alle spalle una carriera fatta di accattivanti brani originali e cover proposte magistralmente.

Giudizio:

* era meglio risparmiare i soldi e andare al cinema

** se non ho proprio altro da ascoltare…

*** in fin dei conti, poteva essere peggio

**** da tempo non sentivo niente del genere

***** aiuto! Non mi esce più dalla testa

 

 

ARTISTA: Rod Stewart

TITOLO: Live 1976-1998 Tonight’s The Night

GIUDIZIO: ****

Rod Stewart è uno dei miei artisti preferiti. Uno di quelli di cui, almeno sino agli anni ’80, compravo i dischi senza aver letto una recensione, né ascoltato in anteprima alcun brano. Poi dagli anni ’90 in poi la mia passione si è un po’ affievolita, complice una serie di lavori senza capo né coda e soprattutto, poi, di alcuni cd di cover di classici della musica americana francamente insopportabili.

Dal vivo è sempre stato una forza della natura: l’ho visto un paio di volte e, in particolare, ho ancor vivo nella memoria il ricordo di una performance all’Arena di Verona e di un’altra in Piazza della Loggia a Brescia. Sono stati due tra i concerti più divertenti cui abbia mai assistito.

Quello che mi piace di lui e l’approccio diretto al rock, senza fronzoli, essenziali, proprio dei Rolling Stones e di poche altre band del pianeta. E adoro anche le sue ballate, quelle un po’ strappalacrime, quelle che quando ero giovane chiamavo “strappamutande” e che ora, se non altro per pudore vista l’età, devo etichettare certo in altro modo.

E resto ammirato ogni volta che tratta, alla sua maniera, il soul e il blues e mi esalto quando sale sul palco con una band di 15 elementi e una sezione di fiati, con l’ entusiasmo di un esordiente che traspare da ogni espressione del suo viso.

Al netto della sua vita privata, dei suoi matrimoni, dei suoi divorzi, degli yachts, degli eccessi, per me Rod Stewart è uno dei migliori.

Quindi, quando circa un mese fa ITunes ha messo in vendita questo cofanetto di 4 cd me lo sono scaricato subito. Vero che la maggior parte delle canzoni è straconosciuta, ma vi sono anche alcun cover molto interessanti che rappresentano delle vere e proprie soprese.

Dicevo 4 cd che portano le registrazioni di concerti diversi: il primo di una performance a Leicester del 1976 con Carmine Appice alla batteria, Jim Cregan, Gary Grainger e Billy Peek alle chitarre.

Dopo aver sciolto i Faces, la band formata con Jeff Beck e autrice di una manciata di buoni album, Rod Stewart ha iniziato una carriera solista inanellando dapprima una serie di album azzeccati, come Gasoline Alley, Every Picture Tells a Story, in particolare.

Il sound di questo primo cd, dei quattro, è aspro, molto diretto, ma i musicisti sono di prim’ordine e quindi alla fine tutto suona straordinariamente preciso: trascinante è Three Time a Looser, bellissima è You Were it Well. Un momento di pace è garantito da Tonight’s the Night, ballatona strappalacrime ma per nulla banale (chiedetelo a Brian Adams che ha tentato, senza riuscirci, di farle per una vita); uno po’ scontata è The Wild side of Live, cosi come Sweet Little Rock ‘n’ Roller.

Il classico I Don’t Want to Talk About It colpisce e probabilmente ancora oggi è in grado di abbattere ogni cuore solitario. Maggie May è la solita ballata in grado di far riacquistare il buon umore a chiunque ne abbia bisogno, mentre Get Back dei Beatles non mi ha mai convinto, anche se la versione proposta, liberata da ogni orpello originale, è restituita alla sua natura rock.

C’è spazio per una rilettura di Sailing, non uno dei brani da me preferiti del repertorio di Rod. La canzone, accolta dal boato della folla, è interpretata con il solito trasporto emozionale del nostro.

Il secondo cd riferisce di due distinti concerti tenuti, il primo a Londra, ed, il secondo, a Los Angeles. La band è pressoché la medesima, fatte salve le aggiunte di Kevin Savigar e di Phil Kenzie al sassofono. Un’ulteriore variazione è quella che si riferisce alla platea: rispetto alla performance di Leicester appare qui evidente il trovarsi in arene di ben altre dimensioni, complice anche una più rumorosa presenza del pubblico.

Il cd in questione rappresenta ancor di più, rispetto al precedente, il ritorno ad un suono più torrenziale, pregno di rock e di blues. Le versioni sono essenziali, trascinanti: spicca in particolare Born Loose, con un apporto del nuovo arrivato Phil Kenzie determinante ed è potente (If Loving You is Wrong) I Don’t Wanna be Right (bella dichiarazione… nelle favole), con un assolo devastante di chitarra nel centro del brano, una base pianistica perfetta e il solito sax a sottolineare i passaggi di maggior pathos.

Divertente è il medley Twistin’ the Night Away/Every Picture tells a Story, bollente è Passion, una canzone che non ho mai amato ma che dal vivo rende gran bene, così come Hot Legs, dove Rod duetta con Tina Turner, a chiusura del cd.

Il terzo cd è quello del periodo dance e che racchiude un certo numero di cover, in alcuni casi delle vere e proprie sorprese. Si tratta in particolare delle registrazioni di due diversi concerti, il primo registrato a San Diego nel 1984 e il secondo a Meadowlands nel 1989. Il primo brano è Tonight I’m Yours, in una versione più grezza rispetto all’originale ma riuscita. Il tutto è ridotto a una questione di ritmo ma funziona.

Tra le cover: Sitting on the dock of the Bay , capolavoro assoluto del grande Otis Redding, è riproposta in versione molto fedele all’originale, mentre Hungry Heart del Boss non mi dispiace affatto, è meno allegra rispetto all’originale ma riuscita. Rock Me Baby è un po’ troppo arrangiata, mentre Try a Little Tenderness è il solito capolavoro cui Rod Stewart, con la sua interpretazione, rende il giusto omaggio.

Da Ya Think I’m Sexy uscì negli anni 80 in risposta alla moda della disco music, inaugurando il genere disco rock, scelta per un momento condivisa con alcuni altri gruppi nel periodo come i Rolling Stones (Miss You) e i Kiss (I was made to loving you). La versione è trascinante al pari dell’originale benché dal vivo Rod non abbia il sostegno dell’elettronica ben presente invece nella versione in studio.

Il quarto, ed ultimo, cd raccoglie l’ultimo periodo considerato, dal ’91 al ’98, quello in cui sono presenti alcune cover tratte dal repertorio soul cui il nostro è solito riferirsi e parte con il capolavoro di Tom Waits, Downtown Train, resa con la solita maestria interpretativa. La canzone però è quello che è, ossia una grande canzone, per cui il rischio può essere solo quello di rovinarla. Ma non è questo il caso.

This old Heart of Mine è leggermente più lenta del solito e forse un po’ meno trascinante ma resta una bella canzone, così come Sweet soul Music è l’omaggio usuale alla musica nera americana che pochi sanno rendere come Rod Stewart, dotato come è di una voce dal timbro black. Having a Party, di Sam Cooke è un altro classico del soul ed è proposto con la giusta dose di divertimento, che permette di mantenere quella leggerezza che l’originale possedeva. People Get Ready è il classico di Curtis Mayfield, portata a successo dagli Impressions: la versione è memorabile con una chitarra ed un coro gospel da far accapponare la pelle.

C’era una volta una canzone di Van Morrison, bellissima, romantica, di quelle che se sei messo male con il cuore e le ascolti non ti rialzi più. Ho sempre pensato che nessuno sarebbe stato in grado di farne una versione bella come l’originale e invece quella del vecchio Rod le è almeno pari. Cantata benissimo, con il giusto trasporto, la resa è eccezionale. Have I Told You Lately resta una delle 5 canzoni che porterei su di un’isola deserta. Grande brano ed eccelsa interpretazione.

Quattro cd, cinquantotto canzoni, quasi tutte belle e riproposte in versione scintillante. La spesa non è poca ma qui è racchiusa una parte (importante) della musica che amiamo. Da comprare senza alcun dubbio.

Se non si vuole ascoltare tutto il disco: Maggie May

Se non ti basta ascolta anche:

Bruce Springsteen& the E-Street Band – Live 75/85

Hall and Oates – Live at the Apollo

Jimmy Barnes – Soul Deeper

Commenti

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  1. Scritto da Lorenzo

    Grazie per avermi fatto conoscere questo grande artista, ricordi dell’infanzia e dei dischi in vinile!

  2. Scritto da Diego Perini

    4 cd sono troppi, così non avete tempo di ascoltare “Hour of the Dawn”, il vostro disco per l’estate.

  3. Scritto da brixxon53

    Per B.G. non vorrei sembrare un pappagallo ma condivido totalmente il tuo pensiero e quello di Umberto, grande Rod, appassionato di bionde. Ho scaricato da i.tunes una decina di canzoni e si fanno ascoltare benissimo, come al solito andrà a finire che mi prenderò tutto. Grazie B.G. per la tua rubrica e buona musica a tutti.

  4. Scritto da brixxon53

    Ciao Umberto, io ho visto che c’è un disco degli Stoned Immaculate ma risale al 2000, non credo sia quello che dici tu. Altri dischi non sono riuscito a trovarne, puoi darci qualche indicazione? Quello mi interessa veramente, The Doors sono uno dei primi gruppi che mi hanno catturato, prima che nella mia vita irrompessero i Led Zeppelin…

  5. Scritto da Umberto 2

    P. S. X Brother Giober e Brixton 53 : Avete trovato il tributo dei Doors? Se si vi è piaciuto?

    1. Scritto da B.G.

      ciao Umberto! No, non l’ho trovato . Mi mandi il titolo per cortesia? Grazie e ciao. B.G.

      1. Scritto da umberto

        Il disco si chiama : “A psych tribute to the Doors ” . ho letto la recensione nel numero di aprile del Buscadero. Ci sono dentro gruppi a me sconosciuti come Elephant stone, The black angels, Psychic Ills, Dark horses, Camera, Dead meadow, sons of hippies…ecc ecc.Io l’ho trovato scaricato……. Ciao e buona caccia.

        1. Scritto da brixxon53

          Ok trovato su i.tunes e scaricato, sono 13 brani e non conosco nessuno dei complessi che li suonano. Stasera passo all’ascolto… Ciao Umberto grazie.

          1. Scritto da B.G.

            trovato e scaricao. Grazie Ti faccio sapere. B.G.

          2. Scritto da brixxon53

            Eccomi qua. Personalmente sono tra quelli che preferiscono le cover fedeli all’originale. In questo caso mi pare si tratti di gruppi di indie rock, quindi le distorsioni sono evidenti, in particolare per certi ritmi ossessivi, e in alcuni casi ho faticato molto a riconoscere la canzone. E’ comunque un buon disco, e credo che piacerà di più a chi non conosce i Doors, ossia le versioni originali. La mia preferita, per ora, è The End. B.G. facci sapere!!!

          3. Scritto da umberto

            Carissimo Brixton, mi dispiace che il tributo ai Doors non ti entusiasmi, il fatto è che a me piacciono le cover in cui si sente l’impronta dell’artista che le esegue. Per farti un esempio, per me tra le cover più riuscite della storia del rock ci metto ” all along the watchtower ” di Hendrix oppure “season of the witch ” di Al Kooper/M..Bllomfield , brano di Donovan. Ciao alla prossima e come dici tu, buona musica a tutti

          4. Scritto da brixxon53

            Beh che dire Umberto? Con ‘all along the watchtower’ mi stronchi, non c’è replica, ma Jimi era Jimi… Il disco in realtà non è male, ma se dovessi scegliere sentirei sempre la versione originale di ogni brano, al contrario della canzone di Dylan. Giustissima la tua osservazione sull’impronta dell’artista, probabilmente la realtà è che non apprezzo molto, in generale, l’indie rock. Ti auguro un buon week end, alla prossima e….. buona musica a tutti.

  6. Scritto da umberto

    Condivido con B.G..grande Rod Stewart, specialmente il primo periodo con Jeff Beck e sopprattutto i Faces, per me un grandissimo gruppo. I suoi dischi solisti anni 70 sono da avere, specialmente quelli menzionati da B..G., i migliori. Questo box 4 cd live non l’ ho ancora ascoltato, ero indeciso se prenderlo, avendo già il box di 4 cd “storyteller” non volevo prendermi un doppione, ma se mi avanza qualche euro dal mio “budget musica” magari un pensiero lo faccio. Ciao a tutti