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La Parigi fin de siècle dei pittori italiani in mostra al Creberg

Il palazzo del Credito Bergamasco ospita dal 10 al 30 maggio 2014 tre mostre evento: "Italiani a Parigi – Da Severini a Savinio, da de Chirico a Campigli"; "René Paresce – Un italiano a Parigi" e, infine, "Grandi Restauri – Lorenzo Lotto e Giovan Battista Moroni".

La Parigi fin de siècle, si sa, fu un polo di richiamo senza uguali per inventori, intellettuali, scienziati, attivisti del pensiero e delle arti. Complice la belle époque, il trionfo del modello borghese liberale e laico, il mito della modernità, tra fine Ottocento e inizio Novecento vi approdarono schiere di artisti provenienti da tutta Europa e naturalmente molti italiani.

A questi ultimi sono dedicati due eventi di rilevo al Palazzo Storico del Creberg (Largo Porta Nuova, 2), visibili fino al prossimo 30 maggio.

La mostra "Italiani a Parigi, da Severini a Savinio, da De Chirico a Campigli", nell’inevitabile parzialità della selezione di opere e nomi, offre uno spaccato vario ed eterogeneo della ricchezza di stimoli e del livello qualitativo in termini di impegno e di risultati di almeno tre generazioni di artisti, da Zandomeneghi (classe 1841) a Birolli (classe 1905), e mette in fila opere dagli anni Settanta dell’800 ("Carrozza a Versailles", di Giovanni Boldini) a fine anni Cinquanta del ‘900 ("Composizione astratta" di Gino Severini). L’occasione è da non mancare, sia perché si tratta di oli, tempere, pastelli, matite non sempre accessibili – la provenienza è da collezioni private – sia perché la retrospettiva allestita al piano superiore, "René Paresce, un italiano a Parigi", punta i riflettori su uno dei protagonisti degli Italiens de Paris che è stato, nell’ultimo decennio, al centro di una significativa rivalutazione storico critica.

Figura singolare nella storia dell’arte italiana e francese tra gli anni Venti e Trenta, Renato Paresce (1886-1937) fu pittore aperto agli influssi e alle correnti dell’epoca sua, in primis la metafisica. La sua eclettica biografia – fu ricercatore, fisico, scrittore, viaggiatore, giornalista e reporter dai fronti caldi della storia – costituisce già di per sè motivo di interesse.

Paresce, madre russa e padre palermitano, coltivò per tutta la vita il talento pittorico alimentandolo con la frequentazione, a Firenze come a Parigi, del gotha delle arti e dell’impegno letterario e intellettuale, da De Amicis, a Verga, da Chagall, a Picasso, a Modigliani, a Trotzky di cui era amica la moglie, la pianista ebrea russa Ella Klatschko. Il focus su questa personalità d’eccezione, grazie al prestito di 28 opere del patrimonio del Banco Popolare, arricchisce la mostra del salone principale del Palazzo Creberg di un punto di osservazione interno sugli anni parigini degli artisti italiani, quello di un interprete vivace, anticonformista e di primordine quale fu Paresce.

Alcuni degli artisti in mostra tra les Italiens de Paris, come Boldini e Zandomeneghi, ebbero molta fortuna e furono talmente stregati dal fascino rutilante della ville lumière, con i suoi caffè, i boulevards, gli ateliers di artisti affermati e maudits, da prolungare il loro soggiorno per l’intera vita. L’esposizione dà conto di una Parigi "laboratorio totale", dove tradizione e avanguardia si fondevano e si ripudiavano con libertà straordinaria, anche all’interno di raccolti gruppi di lavoro come l’italiano Gruppo dei Sette.

All’interno di questo gruppo, sottolinea in catalogo la curatrice Paola Silvia Ubiali, " confluivano tendenze non omogenee e a volte addirittura contrastanti tra loro. Si andava dagli allucinati paradossi di Alberto Savinio al classicismo metafisico e archeologico di de Chirico a quello neo-quattrocentesco di Severini, Tozzi e Paresce, dall’arcaismo di Campigli al lirismo post-impressionista di de Pisis". Il percorso include altri connazionali le cui vicende artistiche si intrecciarono nella capitale francese, quali Ardengo Soffici, Anselmo Bucci, Gino Rossi, Alberto Magnelli, Enrico Prampolini, nonché i più giovani Fausto Pirandello, Francesco Menzio, Carlo Levi, Renato Birolli.

Nel corso della mostra, nei fine settimana, sono visibili al pubbico nella Sala Consiliare della Banca due importanti opere di cui si è ultimato il restauro, il Polittico della Parrocchia di San Bernardo in Roncola di Giovan Battista Moroni e la pala di Santo Spirito di Bergamo di Lorenzo Lotto.

Saranno presenti i maestri restauratori. Sono previste anche visite guidate gratuite alle mostre in corso sabato 17 e 24 maggio(14.30-20.30, ogni ora) e domenica 18 e 25 maggio (10.30-19.30 ogni ora).

I pregevoli cataloghi, con saggi critici e apparati biografici, sono in distribuzione gratuita.

Stefania Burnelli

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