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Il Festival della Cultura ricorda un giovane “Sergente Roncalli”

Mercoledì 14 maggio tre appuntamenti: Don Bolis racconta il "Sergente Roncalli". Selene Biffi ci spiega come usare le tecnologie e al mattino un film per gli studenti.

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Fino al 26 maggio tutti i giorni incontri, film, musica, libri e molto altro, è tornato il Festival della Cultura.

Ecco cosa ci propone mercoledì 14 maggio

Alle 9.30 presso il Teatro delle Grazie proiezione-incontro di "Italy amore mio" –

Alle 18.15, presso la Libreria Articolo 21 incontro con Selene Biffi, "Usiamo le tecnologie per un mondo migliore"

Alle 21 al Centro Congressi Papa Giovanni XXIII, "Sergente Roncalli. Dal buio della guerra una luce di pace": incontro con don Ezio Bolis.

Il Festival della Cultura non poteva non rendere omaggio a questa figura così importante per Bergamo. La relazione “Sergente Roncalli. Dal Buio della Guerra una luce di pace”, si avvale di immagini rare e artisticamente rielaborate da Antonio Chiesa che ritraggono Roncalli negli anni della Prima Guerra mondiale.

A partire dai Diari di guerra del sergente Roncalli, Don Ezio Bolis, direttore della Fondazione Papa Giovanni XXIII, individua alcune linee di pensiero che, nate negli anni del primo conflitto mondiale, troveranno pieno sviluppo nel pontificato.

L’esperienza della Grande Guerra, a cui il giovane Roncalli ha partecipato come “sergente di sanità” e cappellano militare nell’ospedale di Bergamo, ha segnato profondamente il suo spirito e il metodo pastorale di approccio alle anime, lasciando ampie tracce nei suoi scritti. L’incontro ha lo scopo di evidenziare questa relazione, avvalendosi delle parole stesse di Roncalli provenienti dai suoi scritti e discorsi. L’impegno per la pace e la ferma condanna di ogni guerra, sbocciati nell’Enciclica Pacem in Terris, sono infatti maturati attraverso un lungo cammino iniziato dalla drammatica esperienza della Grande Guerra.

«I dolori dell’Europa sono grandi: tante giovani vite sacrificate, tanti interessi individuali, domestici, civili, nazionali, sociali compromessi e mandati in rovina, tutte le conseguenze di una guerra che è sempre un flagello anche se è guerra vittoriosa, compongono un cumulo di affanni, spremono lacrime e lacrime, così come dal cozzo degli eserciti e dei popoli scaturisce un fiume di sangue» (Discorso sul Sacro Cuore del 11.06.1915). La condanna della guerra è netta, ma ciò non implica il disprezzo dei genuini sentimenti verso la Patria, la quale merita il sacrificio per i grandi valori della libertà e della giustizia.

Le parole di Roncalli raccontano l’emozione di trovarsi davanti alla morte di tanti giovani e alla sofferenza dell’umanità, ma anche l’esperienza del contatto con persone di varia provenienza, cultura e religione: protestanti, atei, massoni, musulmani.

Un incontro con mondi diversi, ai quali il futuro Papa si apre promettendo di presentarsi a tutti non «con il flagello in mano», ma con molta dolcezza, comprensione e rispetto della libertà, ispirandosi all’esempio di Gesù

Uno dei confini più difficili da abbattere è quello tra culture diverse: il Festival della Cultura affronta questo tema scegliendo il linguaggio cinematografico.

Il film “Italy Amore Mio” parla di diversità, integrazione e pari opportunità e sarà proiettato mercoledì 14 maggio alle 9.30 al Teatro delle Grazie per gli studenti delle scuole superiori. Alla proiezione saranno presenti il regista Ettore Pasculli e Daniele Rosa, direttore comunicazione Gruppo Bayer in Italia, realtà che ha sostenuto la realizzazione del film e che da qualche anno promuove progetti innovativi legati all’attualità e a temi di rilevanza sociale.

Anche le nuove tecnologie che hanno cambiato il mondo, ridimensionando le distanze e i rapporti sociali entrano negli interessi de Il Festival della Cultura che affronta questo tema con Selene Biffi, mercoledì 14 maggio, alle 18.15 alla Libreria Articolo 21-Legami di Bergamo, nell’incontro “Usiamo le tecnologie per un mondo migliore”; a condurre le fila dell’intervista sarà David Moretti, direttore creativo della rivista Wired.

Selene Biffi, classe 1982, ha lavorato per l’Onu a Kabul, dedicandosi al progetto della realizzazione di un sussidiario per le scuole afghane nelle regioni rurali, è fondatrice e presidente di Youth Action for Change e ideatrice di Plain Ink, un’organizzazione no-profit per la promozione dell’alfabetizzazione e dello sviluppo locale in India e Afghanistan attraverso fumetti e altri interventi gratuiti.

www.bergamofestival.it

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