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L’accusa della Procura: ‘Negò casa a invalida’ Il sindaco: “Nessun abuso”

Il pubblico ministero Giancarlo Mancusi ha formulato l'accusa di abuso d'ufficio per il sindaco di Gorle, Marco Filisetti, in merito all'assegnazione di un alloggio popolare ad una donna invalida di 56 anni. Il primo cittadino Filisetti replica: “L'amministrazione comunale si premurò di offrire alla donna altre soluzioni abitative che furono però da lei rifiutate”.

L’accusa è abuso d’ufficio. L’ha formulata il pm Giancarlo Mancusi nei confronti di Marco Filisetti, sindaco di Gorle che secondo l’indagine portata a termine dalla Procura della Repubblica di Bergamo, nell’aprile 2012 negò un alloggio popolare, già assegnato secondo graduatoria, ad una donna invalida di 56 anni. Il giudice per le udienze preliminari, Tino Palestra, il prossimo 2 luglio vaglierà la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pm Mancusi e dovrà decidere se rinviare a giudizio oppure prosciogliere dall’accuso il sindaco Filisetti.

I FATTI SECONDO L’ACCUSA

Nella primavera 2012 una donna invalida di 56 anni, con la figlia, risulta prima in graduatoria per l’assegnazione di unità abitativa nel complesso “Cascina Molino Sud” di Gorle. Secondo l’indagine del pm Mancusi, il sindaco Marco Filisetti, venuto a conoscenza dell’assegnazione, avrebbe convocato “un consiglio comunale urgente in seduta segreta per deliberare ordini di priorità diversi dalla precedente graduatoria, per accedere all’assegnazione dell’alloggio”.

Il 13 aprile 2012 il primo cittadino fissa il consiglio comunale per il giorno successivo a mezzogiorno, “senza rispettare il termine minimo di 24 ore per le convocazioni urgenti” si legge nella richiesta di rinvio a giudizio del pm. Il primo cittadino – sempre secondo l’accusa – avrebbe convocato i consiglieri comunali in tempi incompatibili per l’apertura degli uffici comunali, per evitare che potessero accedere agli atti e ai documenti, infine fa omettere la verbalizzazione della seduta violando il regolamento comunale.

Con una delibera priva del parere del responsabile dei servizi finanziari, il sindaco avrebbe fatto dunque cancellare la 56enne dall’anagrafe di Gorle escludendola di fatto dalla graduatoria per l’alloggio che le aspettava. Per la donna sarebbe così iniziato un calvario che la vide dividere il proprio nucleo familiare per sistemarsi in alloggi temporanei non idonei e così si affidò all’avvocato Roberto Trussardi. La 56enne sporse denuncia ed iniziarono così no le indagini del pm Mancusi.

LA DIFESA DEL SINDACO

Il sindaco Filisetti, difeso dall’avvocato Carlo Foglieni, rimarca: “sulla vicenda il Tar di Brescia si è già espresso in senso favorevole all’operato dell’amministrazione comunale di Gorle con la sentenza 680/2013, con la quale, rigettando il ricorso della 56enne, ha espressamente dichiarato legittima la delibera con cui l’amministrazione comunale di Gorle ha deciso di dare priorità per l’assegnazione degli alloggi della Cascina Molino Sud agli anziani ed ha addirittura qualificato come “atto dovuto” tale decisione: per la ristrutturazione di tali alloggi sono stati infatti utilizzati finanziamewnti regionali aventi la specifica destinazione di riqualificazione di alloggi per le persone anziane”.

Secondo il sindaco Filisetti: “in ogni caso la 56enne non fui comunque abbandonata al suo destino, ma l’amministrazione si premurò di offrirle altre soluzioni abitative che furono però da lei rifiutate. Attendiamo comunque con fiducia l’esito dell’udienza che si terrà a luglio davanti al Gup, certi come siamo che né il sindaco, né l’amministrazione comunale abbiano operato per danneggiare chicchessia”.

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