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Da Uribe a Constant Quando una banana diventa discriminazione

Quello successo domenica a Bergamo è solo l'ultimo di una lunga lista di tristi casi che hanno visto le banane diventare simboli di razzismo. Il primo risale al 1982 quando il "Diamante nero" del Cagliari fu vittima della follia dei veronesi.

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Ci sono i piedi a banana, che ogni tanto ci strappano un sorriso e ci ricordano che, in fondo, il calcio resta sempre un gioco, e le banane vere e proprie, che ogni tanto diventano loro malgrado testimonial di gesti folli e incomprensibili. Negli stadi, e sul campo in particolare, preferiremmo vedere solo i primi, meglio se con le maglie delle squadre avversarie, anche se negli ultimi periodi sono proprio le banane le tristissime protagoniste di fatti di cronaca che portano le firme di personaggi che l’appellativo di tifosi proprio non lo meritano. L’ultimo caso, purtroppo, a Bergamo: al 25′ della ripresa di Atalanta-Milan, con gli animi surriscaldati da un paio di colpi proibiti che si sono appena scambiati Raimondi e Mexes, dagli spalti piovono due banane. Che siano indirizzate al difensore francese (che non ha comunque perso l’occasione per provocare i tifosi in tribuna) o a Constant è tutto da verificare, ma questo non cancella il gesto carico d’infamia e ignoranza che mette una volta di più in cattiva luce la Bergamo pallonara che, effettivamente, di altra cattiva pubblicità non ne aveva particolare bisogno.

Quello accaduto al Comunale non è il primo episodio di tale gravità che si verifica nel mondo del calcio italiano. Il primo caso risale addirittura al 1982, quando durante un Hellas Verona-Cagliari i tifosi gialloblù pensarono bene di farsi due risate lanciando delle banane a Julio Cesar Uribe, peruviano considerato ai tempi un grande talento.

Nel 2009 vittima di un episodio razzista simile fu invece Mario Balotelli, accolto con un lancio di banane a Roma durante un ritiro con la nazionale azzurra Under 18, mentre tre anni prima un tifosi italiano si presentò allo stadio di Hannover per Italia-Ghana travestito da banana gigante. Inutile aggiungere che fu bloccato, costretto a cambiarsi e poi allontanato dalle forze dell’ordine.

Di stupidità e idiozia sono ricchi anche i campionati esteri, come si è potuto vedere pochi giorni fa con il caso-Dani Alves, diventato poi uno straordinario trailer antirazzismo. Nel marzo 2011 furono offerte in modo molto poco amichevole delle banane anche ai calciatori del Brasile durante un’amichevole tra la nazionale verdeoro e la Scozia. Solo una settimana prima lo stesso "dono" fu fatto a Roberto Carlos, allora giocatore dell’Azhni: un tifoso dello Zenit di Sanpietroburgo gli porse dal cancello che divide gli spalti dal campo una banana sbucciata per metà, scatenando l’indignazione del terzino ex Real Madrid che lasciò il campo infuriato.

A volte, invece, le banane vengono sostituite dalla noccioline, altro alimento particolarmente caro alle scimmie. Nel 2005 fu Samuel Eto’o il bersaglio scelto dalla stupidità di un gruppo di sostenitori del Real Saragozza che, ogni volta che l’ex interista toccava la palla, lanciava in campo delle noccioline. Eto’o cercò di lasciare il campo mai i compagni del Barcellona lo convinsero a restare. Fu la mossa giusta: alla fine il camerunense segnò il gol decisivo ed esultò imitanto una scimmia, spiegando poi ai giornalisti: "Hanno pagato per vedere una sciammia? Benissimo, eccola".

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Commenti

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  1. Scritto da gigi

    propongo ai giocatori di tenere in campo areoplanini di carta con la scritta “Daspo in arrivo” da lanciare verso il settore ortofrutticolo. La banana e’ buona e fa bene, il Daspo invece e’ duro da digerire…

  2. Scritto da voltaire

    Prima di portare le famiglie allo stadio,si dovrebbero portare certi tifosi allo zoo sperando che gli animali non si offendano.
    Spero che il lanciatore non abbia figli, mi chiedo che tipo di insegnamento possa trasmettere.

  3. Scritto da Basta andare allo stadio

    Quando il bergamasco Calderoli vice presidente del senato da dell’orango al ministro dell’Integrazione
    Kiengie..di che cosa ci meravigliamo se poi uno scemo getta una banana all’indirizzo di un giocatore nero?Mi vergogno di essere bergamasco e probabilmente non andrò piu’ allo stadio dopo 40 anni di abbonamento.

    1. Scritto da Luca

      Il paragone centra come I cavoli a merenda…Ma lei ha mai sentito un napoketano,romano che si vergogna per quello ceh fanno I suoi concittadini? Ognuno è responsabile di quello che dice e fa,,ovunque sia nato..Se poi lei la vuole mettere in politica..si vergogni per altro.

    2. Scritto da Valter

      I giocatori sono pagati fior di soldi per giocare e divertirsi giocando e quindi è’ meglio che le polemiche le lascino a chi fa’ politica e non a chi gioca e poi la politica deve stare fuori dagli stadi e la gent e come lei non deve mischiare le due cose solo perché non è’ leghista

    3. Scritto da pinocchio

      non ci credo neanche se ti vedo…e lo sai anche tu che tanto ci rivai quindi evitiamo le solite bananità…

  4. Scritto da vacario

    In Spagna il lanciatore di banane è stato identificato nel giro di 24 ore e immediatamente gli è stato notificato provvedimento di interdizione perpetua a partecipare a manifestazioni sportive.
    Staremo a vedere

    1. Scritto da Mister Bean

      Condivido, ma qui da noi le cose le fanno diventare difficili e ridicole:
      mi aspetto infatti che vengano vietate le banane negli stadi.

  5. Scritto da micio

    nell’era della tecnologia e’ mai possibile che quell’idiota non possa essere individuato e poi come giusto che sia gli si fabccia pagare multa o danni oltre che non fargli mettere piu’ piede in uno stadio ? la questione non e’ il razzismo perche poi si strumentalizza ma oggi una banana , ieri le monete o accendini, domani chissa!!

  6. Scritto da nino cortesi

    La mamma degli stupidi è sempre incinta.

    1. Scritto da pAcky

      appunto!