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“Trincee”, occasione giusta per visitare i luoghi della Grande Guerra

Questa volta devo suggerirvi un Fuoriporta davvero fuori dell’ordinario: innanzitutto, perché si tratta di una viaggetto di 360 chilometri e, quindi, decisamente sovradimensionato rispetto al solito. E, in secondo luogo, perché è una gita che si può fare una tantum solamente: tra il 22 ed il 25 di questo mese. Mi rivolgo ai moltissimi appassionati di storia e, segnatamente, di Grande Guerra, che leggono Bergamonews.

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Questa  volta  devo suggerirvi  un Fuoriporta  davvero  fuori  dell’ordinario:  innanzitutto,  perché  si tratta  di una viaggetto  di 360 chilometri  e, quindi,  decisamente  sovradimensionato  rispetto  al solito. E, in secondo luogo, perché è una gita che si può fare una tantum solamente: tra il 22 ed il 25  di  questo  mese.  Mi rivolgo  ai  moltissimi  appassionati  di  storia  e,  segnatamente,  di  Grande Guerra,  che  leggono  Bergamonews,  ma  anche  al  semplice  curioso  o  alle  persone  che  non abbiano mai visitato Gorizia, Aquileia o Caporetto, e che vogliano cogliere un’occasione davvero speciale  per  farlo.  Nel  bel  capoluogo  isontino,  infatti,  tra  giovedì 22  e  domenica  25 maggio,  si daranno appuntamento  molti  tra  i  massimi  studiosi  di  storia  della  prima  guerra  mondiale,  per partecipare alla decima edizione di “èStoria”, il Festival Internazionale della Storia, che non è una specie  di  gara  canora  in  cui  si  celebrino  le  stragi,  come  ha  pensato  qualche  furbone  di  mia conoscenza, sibbene una manifestazione annuale di studi storici ai più alti livelli. Quest’anno, il titolo  di “èStoria”  è,  significativamente, “Trincee”  e  l’intero  festival  è  dedicato  allo  scoppio  della Grande  Guerra,  in  cui  Gorizia  ebbe  un  ruolo  essenziale.  Ci  saranno  convegni,  conferenze, concerti,  proiezioni,  visite  guidate  ai  luoghi  delle  battaglie  sul  fronte  carsico­isontino:  Uto  Ughi suonerà sul Monte Santo, a sera, Quirino Principe leggerà Juenger, John Hemingway guiderà il pubblico  nei  luoghi  di  “A  farewell  to  arms”.  Decine  e  decine  di  appuntamenti  affronteranno  le tematiche legate alla prima guerra mondiale da ogni punto di vista: dal ruolo della diplomazia a quello  delle  donne,  dal  “Materialschlacht”  alla  psicologia  di  guerra,  dal  mito  alla  religione  alla tecnologia. Quattro giorni, insomma, davvero pieni di stimoli e ricchissimi di occasioni per chi si interessi, sia a livello professionale che amatoriale, alla storia del primo conflitto mondiale. Perciò, se  la  cosa  vi  alletta,  non  dovete  fare  altro  che  muovervi  per  tempo,  perché  Gorizia  ha  solo quarantamila  abitanti  e,  l’anno  scorso,  gli  spettatori  del  festival  sono  stati  quarantacinquemila: dovete  prenotare  alberghi,  bed  &  breakfast  ed  iniziative  per  tempo,  se  non  volete  rimanere  a terra. Tutte le informazioni utili sul calendario, i protagonisti e le varie manifestazioni di “èStoria” 2014 sono disponibili sul sito www.estoria.it: credetemi, ne vale la pena…

Marco Cimmino

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Commenti

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  1. Scritto da giobatta

    nel discorso di commiato al termine della scuola elementare il maestro ci disse che la storia non e’ solo battaglie, date, armi, ma soprattutto una tragedia fatta di dolore e sangue. durante le vacanze in montagna ho mostrato ai figli le trincee, i forti ed i sacrari dei caduti, perche’ sapessero e meditassero