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La Santa Sede stende il primo rapporto all’Onu sui preti pedofili

Una tappa storica: dopo l'attacco da parte dell'Onu, la Santa Sede ha steso un rapporto per le Nazioni Unite dimostrando che fa sul serio sul fronte della lotta contro la pedofilia nel clero.

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di Piergiuseppe Accornero

La Santa Sede fa sul serio sul fronte della lotta contro la pedofilia nel clero. È quanto emerge dalla due giorni di confronto serrato al palazzo dell’Onu a Ginevra. Queste le cifre del periodo 2004-2013: sono stati ridotti allo stato laicale 848 preti pedofili; 2.572 i sacerdoti abusatori sono stati sanzionati con misure meno drastiche; 3.420 sono stati denunciati alla Congregazione per la dottrina della fede. Sono dati ufficiali forniti dal nunzio Silvano Tomasi, osservatore permanente presso le Nazioni Unite di Ginevra, nell’audizione davanti al comitato sulla Convenzione contro la tortura. Dopo aver esposto il primo rapporto della Santa Sede sulla tortura, ha risposto alle domande degli esperti Onu.

3.420 CASI ANALIZZATI DA ROMA

Su 413 mila sacerdoti nel mondo i casi denunciati alla Dottrina della fede nel 2004-2013, «basati su accuse credibili di abuso sessuale di un sacerdote su un minore di 18 anni, sono stati: 713 nel 2004, 184 nel 2005, 218 nel 2006, 216 nel 2007, 191 nel 2008, 196 nel 2009, 464 nel 2010, 402 nel 2011, 418 nel 2012, 401 nel 2013,. In totale 3.420». Si tratta di casi che si sono verificati «negli anni Cinquanta-Ottanta del secolo scorso».

848 RIDOTTI ALLO STATO LAICALE

Nel 2004-2013 i sacerdoti ridotti allo stato laicale sono stati: «89 nel 2004, 84 nel 2005, 114 nel 2006, 84 nel 2007, 68 nel 2008, 69 nel 2009, 84 nel 2010, 143 nel 2011, 70 nel 2012, 43 nel 2013. Quanto a casi risolti con altre misure, «come l’imposizione di una vita di preghiera e penitenza, e l’applicazione di misure penali o altre misure disciplinari», i dati sono stati 2.572: 641 nel 2004, 100 nel 2005, 104 nel 2006, 132 nel 2007, 123 nel 2008, 127 nel 2009, 380 nel 2010, 259 nel 2011, 348 nel 2012, 358 nel 2013». Nel febbraio 2014 Tomasi riferì al comitato Onu per l’applicazione della Convenzione sui diritti del fanciullo, che nel 2011-2012 Benedetto XVI aveva ridotto allo stato laicale 384 sacerdoti pedofili.

RISPONDONO ANCHE ALLA GIUSTIZIA PENALE

I pedofili ovviamente devono rispondere anche – se indagati e processati – alla giustizia civile e penale del proprio Paese poiché non sono cittadini o dipendenti vaticani ma dei singoli Paesi. Ancora Tomasi: «Non so quanti di questi preti sono stati denunciati alle autorità civili, ma da quello che capisco molti o la maggior parte di loro sono stati sanzionati anche in base al sistema penale. Non ho dati su su quanti casi sono stati denunciati dalle autorità ecclesiastiche alle corti civili ma la politica è che quando c’è una accusa credibile essa deve essere riportata alle autorità civili in modo che si possa procedere sia sul piano canonico e sia su quello civile nello Stato».

NEGLI USA RISARCIMENTI MILIARDARI

Quanto ai risarcimenti, emblematico il caso statunitense, ben sapendo che Oltreatlantico gli avvocati sono un’agguerrita casta perennemente a caccia di pingui risarcimenti: «L’ammontare totale pagato da diocesi e ordini religiosi per gli accordi con le vittime tra il 1950 e ora è stato approssimativamente di 2,5 miliardi di dollari, l’ammontare per le terapie a favore delle vittime 78 milioni di dollari, altri costi 47 milioni di dollari, inclusi i pagamenti per inchieste sulle accuse, costi medici o altri sostegni alle vittime, costi per i processi, trasferte e assistenza di emergenza, terapia, sostegno alle famiglie, servizio di monitoraggio, assicurazioni e altri costi sostenuti dalla Conferenza episcopale. Una grossa parte va agli avvocati… ma questa è un’altra questione».

L’EX NUNZIO APOSTOLICO

Mons. Tomasi risponde anche sull’arcivescovo polacco Jozef Wesolowski, ex nunzio apostolico in Repubblica domenicana accusato dalle Pocure domenicana e polacca di abusi sessuali su minori, e richiamato in agosto a Roma per essere sottoposto a doppio processo, canonico e penale in quanto cittadino vaticano: «Se le accuse saranno credibili, sarà giudicato in base alle norme vigenti in Vaticano. Il ritardo nel procedimento è dovuto al fatto che alcuni documenti richiesti dal Vaticano a Santo Domingo non sono ancora stati forniti». La Pontificia Commissione per la tutela dei minori istituita da Francesco il 22 marzo non tratterà casi singoli ma si occuperà di prevenzione della pedofilia.

UNA PIAGA MONDIALE

Tomasi afferma che «gli abusi sessuali sui bambini sono una piaga di livello mondiale, che è stata affrontata dalla Chiesa nell’ultimo decennio in modo sistematico, costruttivo ed efficace». Si rifiutato di rispondere alle domande dei relatori, la statunitense Felice D. Gaer e il georgiano George Tugushi, perché volutamente confondono pedofilia e tortura. Si tratta di due Convenzioni assolutamente diverse: la pedofilia rientra in quella per la tutela del fanciullo del 1989, la tortura rientra nella Convenzione del 1984. Il presidente, il cileno Claudio Grossman, sottolinea che «il Comitato non ignora il grande sforzo contro la tortura fatto dalla Chiesa e il contributo del Cristianesimo alla promozione dei diritti umani». A chi contesta la posizione della Chiesa sull’aborto, Tomasi risponde che la Chiesa «non obbliga» nessuno al rispetto delle sue convinzioni e aggiunge: «La Santa Sede condanna la tortura, inclusa quella inflitta a coloro che sono torturati o uccisi prima di nascere».

TRASPARENZA FINANZIARIA

La Santa Sede fa un passo avanti anche sulla trasparenza finanziaria. Il presidente del Governatorato, cardinale Giuseppe Bertello, ha firmato un’ordinanza nella quale indica i soggetti internazionali destinatari del congelamento di beni. Si tratta di soggetti accusati di terrorismo, soprattutto dell’estremismo islamico. La «lista nera» rientra negli accordi internazionali per la trasparenza. Nell’ottobre 2013 è stata varata una legge per rispondere ai livelli internazionali di trasparenza, richiesti dal Comitato Moneyval. La comunicazione di Bertello fornisce anche una lista di persone ed enti che non sono più destinatari del congelamento dei beni, o perché sono stati cancellati dalle liste internazionali o perché sono morti, come Osama Bin Laden «morto in Pakistan nel maggio 2011».

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Commenti

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  1. Scritto da Vito

    Al’ oratorio i preti ci ammonivano dicendo che Dio vedeva sempre e tutto ciò’ che facevamo da bambini e da adolescenti. Ma non ho mai capito se valesse anche per loro…

  2. Scritto da lotty

    “Non c’è l’obbligo dei vescovi a denunciare all’autorità giudiziaria i sacerdoti che commettono abusi sessuali sui minori. Per rispetto alla privacy delle vittime(?!). L’obbligo morale è ben più forte dell’obbligo giuridico(?!). Sono stati promossi prelati che coprirono atti di pedofilia!