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Strategia positiva: la plastica targata Bg risponde alla crisi fotogallery

Le aziende bergamasche del settore plastica stanno emergendo positivamente dalla crisi. Un’ulteriore conferma viene anche dalla ricerca condotta da UBI Banca e Banca Popolare di Bergamo, in collaborazione con Cesap e Confindustria Bergamo. Al vertice del gruppo plastica di Confindustria Giuseppe Bergamelli sostituisce Fabio Bosatelli.

Le aziende bergamasche del settore plastica stanno emergendo positivamente dalla crisi. Un’ulteriore conferma viene anche dalla ricerca condotta da UBI Banca e Banca Popolare di Bergamo, in collaborazione con Cesap e Confindustria Bergamo, su un campione rappresentativo dell’intera filiera che nella nostra provincia conta circa 200 imprese, con un fatturato complessivo di 1,4 miliardi di euro e oltre 5.500 occupati.

Dall’indagine emerge infatti una forte volontà di reazione, evidenziata dalle strategie indicate dal sondaggio qualitativo, che indica da parte delle aziende bergamasche una volontà più che doppia rispetto ai dati del censimento nazionali di accedere ai nuovi mercati, di aumentare la gamma dei prodotti e servizi e di incrementare le relazioni fra le imprese.

“Confindustria Bergamo, in particolare il comparto materie plastiche, e CESAP – ha evidenziato durante l’incontro di presentazione dei dati il presidente uscente del Gruppo Materie Plastiche e Gomma, Fabio Bosatelli (Gewiss), a cui è subentrato per il rinnovo delle cariche Giuseppe Bergamelli (Gewiss) – hanno collaborato con interesse alla realizzazione di questo studio che conferma l’importanza del comparto e la sua vocazione all’esportazione, mai venuta meno anche nei momenti di peggiore crisi. Tutti i cluster nei quali è stato suddiviso il settore indicano una tendenza positiva in termini di fatturato, marginalità ed equilibrio finanziario per il prossimo triennio. Certamente la conferma di questi risultati passerà attraverso il mantenimento e il miglioramento della competitività aziendale, grazie ad investimenti costanti nell’area ricerca ed innovazione e sarà quindi importante rafforzare il confronto con il mondo finanziario che potrà sostenere con efficacia questo processo”.

Fabio Bosatelli ha però anche sottolineato come la competitività aziendale sia determinata pure da fattori esterni, come i costi produttivi, primo fra tutti quello dell’energia, che pesano non poco sui conti ma ormai vengono dati quasi come dati di fatto, immodificabili. Anche per Luca Gotti, direttore territoriale di Bergamo Città e Valle Brembana della Banca Popolare di Bergamo, i segnali di ripresa sono importanti e “grazie al dialogo continuo fra banche e imprese, al reciproco ascolto e confronto potranno essere individuate e sostenute le idee vincenti”.

Restano, però, come evidenziato nello studio, anche diverse criticità, fra cui, principalmente, i costi di produzione troppo elevati e la perdita di potere negoziale nei confronti di clienti e fornitori, legati, anche alle contenute dimensioni. Lo studio, che ha riguardato 41 aziende, ha evidenziato che le imprese hanno nella qualità dei prodotti e nella flessibilità dei processi produttivi i principali punti di forza, puntano sull’ampliamento della gamma prodotti e sull’accesso a nuovi mercati per rafforzare la posizione competitiva e vedono le principali minacce nei costi di produzione elevati e nello scarso utilizzo della capacità produttiva. Infine gli oneri amministrativi e burocratici rappresentano il principale ostacolo alla competitività.

La seconda parte dell’analisi è stata focalizzata su un’indagine prospettica della capacità dei cluster di imprese di creare valore per i propri soci. In base alle stime, quest’anno solo il cluster delle imprese che producono per soffiaggio ed estrusione dovrebbe creare valore in virtù del fatto che, in aggregato, il ritorno sul capitale investito (ROI) di questo cluster supera il costo del capitale investito. Per il cluster dello stampaggio il ROI dovrebbe superare il costo del capitale investito nel prossimo anno, mentre per gli altri due cluster (granuli/compound e commercializzazione) nel 2016.

Tuttavia gli effetti positivi della ripresa possono essere moltiplicati se le attività volte a rafforzare la posizione competitiva delle imprese si intensificano soprattutto nell’area dell’innovazione e dell’ottimizzazione del capitale investito. Nella tavola rotonda Franco Acerbis (Acerbis Italia) ha insistito sull’importanza di produrre con il proprio marchio, senza avere paura di affrontare i mercati internazionali.

“La qualità è uno degli elementi fondamentali della nostra produzione – ha sottolineato Laura Cattaneo (Plastik Textile ) – c’è una costante attenzione alla qualità totale, passata dalla logica del puro controllo all’ideazione e alla ricerca”. Per l’amministratore delegato del Cesap Claudio Celata fondamentali sono la conoscenza dei materiali e la formazione in un settore altamente tecnologico.

Rossana Pecchi

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