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Una mostra fotografica sui segreti più profondi nell’Africa subsahariana

Il racconto di viaggio in Togo, Ghana, Mali, Burkina Faso e Benin nelle fotografie di Enzo Priore dal 10 al 25 maggio al Museo Storico di Bergamo.

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Trenta fotografie scattate dal fotografo viaggiatore salernitano Enzo Priore in Togo, Ghana, Mali, Burkina Faso e Benin saranno in mostra da sabato 10 fino al 25 maggio al Museo storico di Bergamo.

I paesi visitati da Enzo Priore, veri e propri gioielli dell’Africa subsahariana, sono un variopinto mosaico di popoli, etnie, culture, paesaggi e tradizioni, ai quali il viaggiatore si avvicina con la consapevolezza ed il rispetto di chi si accinge ad immergersi nel passato più remoto del genere umano, in un contesto, quello africano, dove sono conservati sepolti i segreti più profondi dell’origine della nostra specie. La mostra, realizzata dalla Fine Art & Events di Riccardo Melzi (www.fineartandevents.com) con la collaborazione della Fondazione Bergamo nella Storia, si inserisce all’interno del programma “Il Viaggio e il Suo racconto” in cui il Museo Storico di Bergamo propone alla cittadinanza bergamasca e non solo la possibilità di partecipare a tre laboratori dedicati al racconto del viaggio, a partire da quello di questa domenica 11 maggio sulla fotografia (iscrizioni aperte).

Seguiranno i laboratori dedicati alla scrittura (sabato 17 e domenica 18 maggio) e al carnet di viaggio (sabato 24 e domenica 25 maggio).

Nato viaggiatore e, grazie a questa passione, diventato fotografo, Enzo Priore spiega il motivo per cui è rimasto affascinato dai paesi dell’Africa sub sahariana: “Ho visitato questi paesi dell’Africa occidentale in un arco temporale di sette anni, tra il 2008 e il 2014. “Quest’area dell’Africa mi appassiona particolarmente perché mi ha dato la possibilità di conoscere culture e tradizioni tanto antiche quanto diverse tra loro. E’ un’Africa dura, che impegna il viaggiatore sia nella logistica del viaggio sia nel contatto con le popolazioni: a volte è difficile trovare ospitalità nei villaggi più isolati e spesso si è sopraffatti dalle persone e dai bambini, che vedono nel raro viaggiatore un’opportunità per soddisfare la loro curiosità ma anche per avere qualche moneta o qualche piccolo cadeau.

La storia dell’Africa occidentale è un sovrapporsi di regni, di imperi, di etnie e di lingue; di colonialismo europeo e di sfruttamento delle risorse naturali. E’ stata un grande crocevia di strade commerciali: da quella del sale, che si spingeva fino nel deserto del Mali, a quella della tratta degli schiavi, che terminava sulle sponde dell’Oceano Atlantico.

L’Africa tutta, ma in particolare quella occidentale, è anche ricca di arte: famose sono le maschere, le statue, i feticci, i bronzi.

Nei miei viaggi ho avuto l’opportunità di studiare l’arte africana e di imparare a riconoscere le sottili differenze che esistono tra le varie espressioni artistiche appartenenti alle differenti etnie. Con questo lavoro ho voluto presentare un particolare e caratteristico aspetto di ognuno dei cinque paesi da me visitati”.

La mostra è aperta dal 10 al 25 maggio al Museo Storico di Bergamo, Piazza Mercato del Fieno, 6/A – Chiostrino del Pozzo. Apertura: lun – ven 9.30 – 13.00 / 14.30 – 18.00, Sabato e festivi 9.30 – 19.00

Benin, il Vudù: Il Benin è la culla del vudù ma è anche il luogo dal quale, per quasi tre secoli, partiva la tratta degli schiavi. Qui nacque il regno Dahomey, i cui re perpetrarono enormi massacri nei confronti dei popoli confinanti, riducendo in schiavitù milioni di persone che venivano poi vendute ai mercanti europei. Ogni anno, il 10 gennaio, in Benin vengono celebrati i culti ancestrali. In particolare, in questo giorno nella città di Ouidah, si tiene il festival vudù.

Burkina Faso, tipiche abitazioni di Focouban e Tiébélé: Il Burkina Faso è forse il paese più povero dell’Africa occidentale e le poche strade che lo attraversano lo testimoniano. 

Il Burkina Faso è anche il centro nevralgico del cinema africano e nella sua capitale, Ouagadougou, si tiene il Fespaco, il festival cinematografico più importante dell’Africa.

Ghana, festa Akwasidae di Kumasi: Nel Ghana si sviluppò anticamente uno dei regni più importanti dell’Africa occidentale: il Regno Ashanti. Gli Ashanti furono i grandi signori dell’oro e divennero uno dei regni più floridi grazie al commercio di questo prezioso metallo. Nel calendario degli Ashanti alcune giornate sono chiamate Akwasidae e corrispondono all’inizio del mese secondo il calendario tradizionale.

Mali, la vita sui fiumi: Il Mali è sicuramente il paese più conosciuto tra quelli dell’Africa occidentale. Nel passato fu la terra degli imperi del Ghana, del Mali e del Songhai e sue città furono un importante polo culturale e commerciale del mondo arabo, tra tutte la città di Timbuktu. Nella falesia di Bandiagara vive il popolo Dogon il quale, oltre a professare una religione animista dalle origini remotissime, possedeva anticamente conoscenze di astronomia molto avanzate: i Dogon sapevano dell’esistenza della stella compagna di Sirio secoli prima della sua effettiva scoperta nel 1844.

Togo, le case Tata e la costa atlantica: Schiacciato tra il Ghana ad ovest ed il Benin ad est, il Togo è un territorio stretto e lungo che dai monti Atakora a nord si affaccia sull’oceano atlantico. Il nord è abitato dall’etnia Tamberma, una popolazione stanziata nella catena dell’Atakora. Per ragioni di difesa i Tamberma costruirono le proprie abitazioni a forma di fortezza; questo stile architettonico ha permesso loro di sfuggire nei secoli a tutti gli influssi esterni ed anche alle invasioni dei popoli confinanti, principalmente ai negrieri del vicino regno del Dahomey.

Il fotografo: Enzo Priore, nato a Polla (Salerno) nel 1964, tecnico delle telecomunicazioni, vive e lavora a Roma. Sin da ragazzo si appassiona ai viaggi, divorando moltissimi libri sulla materia; nel 1989 parte per la Cina e da quel momento viaggia continuamente in Asia, alternando viaggi nell’Africa Saheliana. La passione per la fotografia nasce come esigenza documentaristica, ma si trasforma presto in reportage.

I laboratori sono a numero chiuso per consentire la massima interazione tra docente e studenti. La quota di iscrizione è di 40 euro per ognuno dei seminari o di 100 euro per l’intero ciclo. I laboratori sono organizzati dal Museo Storico di Bergamo in collaborazione con la Scuola del viaggio (www.scuoladelviaggio.it),

Le iscrizioni, fino ad esaurimento dei posti, si ricevono alla Fondazione Bergamo nella Storia 035/247116 info@bergamoestoria.it

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