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Un fondo per le donne fa rivivere l’umanità di Eleonora Cantamessa fotogallery

La Fondazione della Comunità bergamasca ha presentato un nuovo fondo finalizzato al sostegno di progetti per le donne che vivono condizioni di disagio. L’iniziativa è dedicata a Eleonora Cantamessa, la dottoressa tragicamente scomparsa a Chiuduno lo scorso 8 settembre, dopo che si era fermata a soccorrere un indiano che era rimasto coinvolto in una rissa.

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L’umanità di Eleonora Cantamessa rivive attraverso l’istituzione di un fondo finalizzato al sostegno di progetti per le donne che vivono condizioni di disagio. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione della Comunità bergamasca e dalla famiglia di Eleonora, è dedicata alla dottoressa, tragicamente scomparsa a Chiuduno lo scorso 8 settembre dopo che si era fermata a soccorrere un indiano che era rimasto coinvolto in una rissa.

Il presidente della Fondazione della Comunità bergamasca Carlo Vimercati spiega: “Il fondo è uno strumento erogativo che permette di dare continuità alle donazioni in favore del Terzo settore e del mondo del volontariato. Dedicato alla dottoressa Cantamessa, questo particolare fondo è finalizzato al sostegno di iniziative di utilità sociale promosse da organizzazioni senza fini di lucro bergamasche che operano in favore di donne in stato di disagio, come donne maltrattate, ragazze madri, ex prostitute e vittime di sfruttamento. A seconda delle risorse su cui si potrà contare, annualmente o ogni 2 anni, verrà indetto un bando rivolto alle associazioni impegnate a fianco delle donne, valorizzando l’impegno e la sensibilità del territorio, la stessa sensibilità di Eleonora Cantamessa: è noto, infatti, che lei, spesso, si fermava nel suo studio per prestare le cure anche alle donne che non potevano permettersi economicamente una visita ginecologica. Questo strumento vuole essere un modo per ricordare questa nostra grande concittadina, continuando la sua attenzione per i più deboli”.

Si tratta di una proposta ispirata da umanità e solidarietà verso gli altri, specialmente per chi soffre, le qualità che hanno sempre animato Eleonora. A spiegarlo è mamma Mariella, che ricorda la figlia con la voce rotta dalla commozione: “La mia Eleonora c’è sempre, è presente in ogni luogo dove vado: non mi ha mai lasciato ed è sempre qui, accanto a me. Sento la sua presenza, mi parla e io dò voce a quello che lei stessa dice. Non c’è la sua presenza fisica ma, anche a casa, spiritualmente c’è”.

Quindi, dopo aver lasciato libera una sedia accanto a se per Eleonora, prosegue: “L’istituzione del fondo è un’iniziativa molto positiva, emozionante e coinvolgente, che dà la possibilità di promuovere quello che Eleonora faceva quando era ancora in vita. Anche lei ne sarebbe molto contenta, ne sono sicura. Senz’altro direbbe: ‘brava mamma, bravo papà, avete fatto bene: state facendo una cosa molto importante’. Il dolore per la perdita di nostra figlia resta sempre molto grande, ma una proposta come questa, almeno in parte, contribuisce a lenirlo. Un dolore molto intenso che, in quel terribile giorno, è stato ancor più forte nel vedere il luogo in cui mia figlia era morta trasformarsi in un campo di battaglia: non riuscivamo a capire se mia figlia fosse ancora viva o se fosse morta, dov’era. In quei tragici momenti c’è stato solo gran trambusto e praticamente nessuno ci ha dato un abbraccio. Non mi interessa sapere a quanto tempo verrà condannato la persona che ha ucciso Eleonora, anche se la giustizia terrena farà il suo corso, come è giusto che sia, altrimenti ognuno farebbe quello che vuole. Essendo un ragazzo giovane, spero che possa riscattarsi, capire quello che ha fatto e magari fare del bene. Forse non aveva capito che mia figlia stava aiutando un uomo che non conosceva: più che con lui, ce l’ho con lo Stato che non garantisce la sicurezza ai propri cittadini, perchè è impensabile che una rissa possa protrarsi dal pomeriggio alla sera, da Casazza a Chiuduno”.

L’apertura del fondo si inserisce in un insieme di iniziative di solidarietà cui la famiglia Cantamessa sta partecipando. Il padre, Silvano, dichiara: “Nei mesi prima di morire, Eleonora avrebbe voluto molto partecipare attivamente a una missione in Africa anche se, poi, non era più riuscita in quanto avrebbe dovuto assentarsi dal lavoro per un periodo di tempo troppo lungo. Qualcosa di lei, però, andrà comunque in Malawi per aiutare le persone in difficoltà: abbiamo scelto di donare, tramite padre Mario Pacifici, di Entratico, tutto il suo materiale medico, dall’ecografo ai ferri e allo sterilizzatore a un ospedale in quel paese, dove verrà posta una fotografia di nostra figlia”.

Il fratello di Eleonora, Francesco Luigi evidenzia: “Penso che l’apertura del fondo declini in maniera ottimale la continuità nel presente e nel futuro dell’operato che mia sorella faceva in vita. Era sempre attenta al dolore e al bisogno degli altri. Io ed Eleonora eravamo molto legati e la sua scomparsa ha cambiato la vita a tutti noi. Il dolore è molto e vorremmo che lo Stato garantisse sicurezza ai propri cittadini, perchè è impensabile che persone perbene possano morire così”.

Una tragica vicenda, che lascia una significativa testimonianza a tutte le persone che hanno conosciuto Eleonora e la sua storia, ma anche una memoria da coltivare. La sua insegnate delle scuole elementari, Simira Borromeo la ricorda con molto affetto: “Era un’alunna molto diligente, sveglia e attenta: era una perfezionista, che non amava vedere le correzioni sul proprio quaderno”, mentre Silvia Lanzani, consigliere della Fondazione della Comunità bergamasca, che ha lavorato quale filo conduttore della rete nata alla base dell’istituzione del fondo, dichiara: “Sono commossa ed emozionata, perchè anch’io sono figlia di un medico che ha sempre seguito con dedizione i pazienti e, in quanto donna, l’emozione per aver contribuito al ricordo di questa grande concittadina, è ancora più forte”. Dello stesso avviso il sindaco di Trescore Balneario, Alberto Finazzi, il paese di Eleonora: “L’istituzione del fondo è un modo concreto per ricordare negli anni la nostra cara Eleonora, per tenere sempre vivo il suo esempio e la sua testimonianza”.

Per avere ulteriori informazioni è possibile consultare il sito internet www.fondazionebergamo.it

Per compiere donazioni i dati sono: Fondazione della Comunità bergamasca Onlus Banca prossima – Iban: IT43 J 03359 01600 100000015269.

Paolo Ghisleni

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