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Sciopero all’ospedale per 400 lavoratori nei servizi di pulizia

La mobilitazione contro la disdetta dell’accordo integrativo provinciale per i circa 400 dipendenti presenti negli appalti di Bergamo, venerdì 9 maggio lo sciopero davanti all'ingresso all'ospedale Papa Giovanni XXIII.

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Per i lavoratori di Markas Service Srl venerdì 9 maggio, sarà una giornata di sciopero: si riuniranno in un presidio davanti all’ingresso dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo (dalle 9 alle 12) dove la società detiene l’appalto col maggior numero di dipendenti, circa 300 lavoratori, impiegati nei servizi di pulizia. In Markas il 26 marzo era stato avviato uno stato di agitazione con blocco delle ore supplementari, degli straordinari, dei ‘cambio turno’ e della flessibilità (molto diffusa).

Il nodo principale che ha impedito un accordo è stato quello economico, ma, in generale, i circa 400 lavoratori degli appalti presenti nella provincia di Bergamo lamentano difficili condizioni di lavoro, una cattiva gestione dei turni e ritmi sempre più serrati imposti dall’azienda, oltre ai minori guadagni seguiti alla disdetta dell’integrativo.

La Markas, infatti, nell’agosto del 2013, aveva deciso unilateralmente la disdetta dell’accordo integrativo provinciale per tutti i suoi dipendenti presenti negli appalti orobici. “Visto il mancato accordo e sulla base del mandato avuto dalle assemblee dei lavoratori, abbiamo proclamato una giornata di sciopero con presidio per domani. Lunedì scorso abbiamo raggiunto con Markas un’intesa per la regolamentazione delle modalità di astensione dal lavoro e di garanzia dei servizi minimi” hanno riferito nei giorni scorsi Anna Bertoli per la Filcams, Stefano Allieri per la Fisascat e Giacomo Ricciardi per la UilTrasporti di Bergamo.

“Oltre alla disdetta dell’integrativo e alle condizioni di lavoro non buone, segnaliamo anche che dal mese di marzo, nonostante quanto dichiarato dall’azienda davanti al viceprefetto, Markas ha sospeso il pagamento delle maggiorazioni domenicali e dei trattamenti previsti per i lavoratori che operano in particolari reparti, come ad esempio quelli di terapia intensiva”. Con la disdetta sono stati cancellati i contenuti di un contratto in vigore dal 2003, rinnovato poi nel 2009. Il premio di risultato dell’accordo disdettato, pari a 520 euro annui per i lavoratori full-time, a cui vanno aggiunti 100 euro per il parametro della qualità, era erogato in due tranche per ciascun semestre. A queste cifre andavano anche aggiunte maggiorazioni per il lavoro festivo e indennità per i lavoratori che si occupano di sanificazione nei reparti più impegnativi. Alla fine della trattativa, la proposta aziendale prevedeva, invece, un premio di 160 euro annui.

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