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Al Festival della cultura il sociologo Zygmunt Bauman racconta le ‘vite di scarto’

Venerdì 9 maggio al Festival della cultura, Lectio Magistralis di Zigmunt Bauman, il sociologo della modernità liquida, al Centro Congressi Giovanni XXIII.

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Il Festival della Cultura apre la giornata di venerdì 9 maggio con la sezione dedicata agli incontri scegliendo un tema di grande impatto: Michela Marzano, filosofa e scrittrice, affronterà infatti il travolgente sentimento dell’amore nell’appuntamento in programma venerdì 9 maggio alle 18 al Teatro alle Grazie di Bergamo.

L’intervista sarà condotta da Vittorio Bo, membro del comitato artistico del Festival e si inoltrerà nella difficoltà di definire i confini di questo sentimento, che sembra un moto irrazionale, ma che allo stesso tempo non può definirsi antitesi del pensiero. L’amore ispira le azioni dell’uomo, spinge a interrogarsi ed è una continua sfida per il pensiero razionale. 

In serata venerdì 9 maggio Lectio Magistralis di Zigmunt Bauman, il sociologo della modernità liquida, , ore 21 al Centro Congressi Giovanni XXIII. Alla mattina, incontro chiuso con gli studenti dell’Università di Bergamo. ”.

Zygmunt Bauman, per riconoscimento unanime uno dei più autorevoli interpreti della “condizione postmoderna”, sarà a Bergamo, ospite della prossima edizione del Festival Internazionale della Cultura , venerdì 9 maggio.

Lectio Magistralis di Zigmunt Bauman, il sociologo della modernità liquida, venerdì 9 maggio, ore 21 al Centro Congressi Giovanni XXIII. Alla mattina, incontro con gli studenti dell’Università di Bergamo.

Nella mattinata, il celebre sociologo condurrà insieme alla collega Aleksandra Kania un seminario con un gruppo di studenti dell’Università, nella sede di Sant’Agostino.

Alle 20.45, invece, nella Sala Oggioni del Centro Congressi Giovanni XXIII, l’autore di “Modernità liquida” e de “La solitudine del cittadino globale” terrà una lectio magistralis sullo stesso tema che ha ispirato il titolo di questa edizione del festival, Le frontiere del mondo e le speranze degli uomini.

Nato a Poznań, in Polonia, nel 1925, Zygmunt Bauman vive però da molti anni in Inghilterra, a Leeds.

Analizzando le tendenze della società contemporanea, egli è giunto alla conclusione che, in nome del progresso economico, essa finisca fatalmente per produrre un numero crescente di “vite di scarto”: «Questi effetti perversi della modernità raggiungono oggi anche gli angoli più remoti del nostro pianeta, rendono antiquati i modi tradizionali di guadagnarsi da vivere, e privano coloro che li praticavano di qualsiasi concreta possibilità di vita».

Si spiega così il fenomeno dell’emigrazione di un numero ingente di esseri umani dal Sud del mondo, nel tentativo – spesso pagato a caro prezzo – di raggiungere almeno le periferie delle metropoli occidentali. Se il nostro tempo è caratterizzato da questa e da altre drammatiche contraddizioni, Bauman invita tuttavia a non rinunciare a sperare: «La società umana – egli sostiene – è diversa dal branco di animali perché qualcuno può sostenervi; è diversa perché è in grado di convivere con degli invalidi, tanto che storicamente la società umana potrebbe dirsi nata insieme con la compassione e l’aver cura; qualità soltanto umane. La preoccupazione è tutta qui: portare questa compassione e questa sollecitudine sul piano planetario».

www.bergamofestival.it

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