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Stop crisi dell’edilizia Imprese bergamasche alla conquista del Qatar

Se il settore delle costruzioni è in crisi in Italia, le imprese legate al mondo dell'edilizia non si fermano e cercano sbocchi all'estero. Quattro aziende bergamasche e una valtellinese si sono unite per una missione in Qatar in occasione dell'11° Project Qatar, il salone internazionale del comparto edilizia: Crs Impianti Srl di Gorle, Falegnameria Aresi di Treviglio, MetallTech Srl di Seriate, Standgreen Srl di Mornico.

Il settore delle costruzioni è in crisi? Le istituzioni latitano? Quattro imprese bergamasche e una valtellinese si sono unite e si sono organizzate per una missione in Qatar, in occasione dell’11° Project Qatar, il salone internazionale del comparto edilizia che si svolge a Doha dal 12 al 15 maggio.

Una missione commerciale?

“Qualcosa di più, lo abbiamo chiamato Progetto Doha con l’obiettivo non solo di mostrare l’eccellenza di queste aziende, ma cogliere anche opportunità di lavoro” afferma Enrico Espinosa, ingegnere e titolare di E3 Group (nella foto), una società che affianca le aziende nell’innovazione, modernizzando processi, prodotti e organizzazioni, oltre a trovare nuovi sbocchi di mercato.

“Ho raccolto le esigenze di alcuni imprenditori che operano a Doha e ho valutato una quarantina di aziende, dopo una scrematura ho raccolto la partecipazione di cinque aziende. Non abbiamo interpellato le istituzioni, perché i loro tempi ed esigenze avrebbero potuto far slittare il tutto. Non per questo siamo pronti a collaborare. Anzi. A Doha siamo in stretto contatto con la Camera di Commercio Italo-Qatarina e Confindustria”. Le aziende non avranno uno stand in fiera, ma incontri già fissati con alcune aziende del posto che si svolgeranno nella sede della Camera di commercio Italo-Qatarina. 

Le società che partecipano al progetto sono: Crs Impianti Srl di Gorle, Falegnameria Aresi di Treviglio; Standgreen Srl di Mornico al Serio, MetallTech Srl di Seriate e Vetro G. Srl di Cosio Valtellinese, in provincia di Sondrio. Per alcune sarà un debutto nel Golfo Persico, mentre per la Falegnameria Aresi – fondata nel 1947, conta una quindicina di dipendenti e nel 2013 ha fatturato circa 4 milioni di euro – si tratta di una conferma dopo le numerose commesse già realizzate a Doha.

“L’export conta circa il 50% della nostra produzione – afferma Giancarlo Aresi, direttore dell’azienda di cui il padre Roberto è titolare –. In Qatar abbiamo già realizzato serramenti in legno o in legno e alluminio per diverse costruzioni. I clienti sono esigenti, ma apprezzano quell’artigianalità e quella flessibilità manuale che è tipica delle aziende italiane”. “Il nostro Made in Italy viene spesso relegato alla moda, ma nel mondo la tecnica dei lavoratori italiani è riconosciuta proprio per il loro valore aggiunto, la loro professionalità” aggiunge Gino Zambaiti, amministratore delegato della Crs Impianti di Gorle che conta un centinaio di dipendenti e nel 2013 ha fatturato 14 milioni di euro. L’export per la Crs Impianti è destinato a crescere fino al 25-30% per il 2015, dopo un’importante commessa realizzata in Ghana.

“È il sistema paese che non segue le aziende legate al mondo delle costruzioni, in un momento in cui l’edilizia è profondamente in crisi – sottolinea Stefano Civettini, titolare della Crs Impianti –. All’estero viene riconosciuto il nostro lavoro, i pagamenti sono puntali e gli ordini non mancano. Missioni mirate come queste non posso che far bene ad aziende come le nostre che vantano un’alta professionalità e investono in ricerca ed innovazione”.

Controsoffitti e rivestimenti di facciata sono uno dei punti di forza della MetallTech di Seriate, specializzata nelle realizzazione di lamiere stirate utilizzate per importanti edifici di grandi architetti. Basti pensare che l’azienda ha realizzato la copertura del nuovo padiglione di arte islamica al Louvre a Parigi.

"Abbiamo ordini per clienti da tutto il Nord Europa: Danimarca, Svezia, Norvegia, Germania" spiega Agata Zajac, responsabile del mercato estero della MetallTech. Per questa azienda che conta meno di 15 dipendenti, il faffturato del 2013 è stato di oltre tre milioni di euro, di cui più del 30% proprio per l’estero.

Apprezzate all’estero per le loro realizzazioni sono anche le maestranze della StandGreen di Mornico al Serio. "Lavoriamo per la Gran Bretagna e la Svizzera in particolare per i nostri allestimenti scenografici – conferma Cesare Cantù, uno dei soci titolari della Standgreen – dove le nostre realizzazioni vengono riconosciute per la loro qualità, elogiandole proprio perché rispecchiano un certo gusto che è la vera anima del Made in Italy".

Seppure non di grandissime dimesioni – anche la StandGreen conta una quindicina di dipendenti – il fatturato ha superato i 4 milioni e 200 mila euro nel 2013, ma sono le commesse e gli ordini che stupiscono di queste piccole imprese. Tra i vantaggi che trovano all’estero, oltre al lavoro, annoverano tutti la puntualità nei pagamenti che non hanno i tempi dilatati come in Italia, il rispetto rigoroso del contratto, e l’apprezzamento delle proprie realizzazioni. Ora si parte, per queste imprese bergamasche il Qatar, che nel 2022 ospiterà i campionati mondiali di calcio, rappresenta uno dei Paesi da conquistare. 

Commenti

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  1. Scritto da Mauro

    Siete delle grandi aziende io sono artigiano dal 1986 piccola azienda nel campo delle tinteggiature e finiture d interni cosa posso fare per un esperienza in quelle zone grazie