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Donna “crocifissa” in campagna: a Firenze torna l’incubo del mostro

Il ritrovamento del corpo senza vita di una donna a Ugnano, nella periferia di Firenze, completamente nuda, con i polsi legati a un palo come se fosse stata crocifissa non è il primo caso nella zona raccontano alcuni abitanti della zona. Negli ultimi 12 mesi ci sono state altre 3 aggressioni e un anno fa, a marzo, sotto lo stesso ponte era stata trovata senza vita una prostituta.

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Torna l’incubo del mostro a Firenze. Il ritrovamento del corpo senza vita di una donna a Ugnano, nella periferia di Firenze, completamente nuda, con i polsi legati a un palo come se fosse stata crocifissa non è il primo caso nella zona raccontano alcuni abitanti della zona. Negli ultimi 12 mesi ci sono state altre 3 aggressioni e un anno fa, a marzo, sotto lo stesso ponte era stata trovata senza vita una prostituta.

L’ipotesi che gli investigatori stanno seguendo è quella di un maniaco che avrebbe dapprima spogliato la donna, poi l’avrebbe seviziata dopo averla legata a un palo per poi abbandonarla e lasciarla morire. A dar credito a questa ipotesi le ecchimosi sulle braccia lasciate dallo scotch che tenevano legata la donna al palo e testimonierebbero inoltre il tentativo disperato di quest’ultima di liberarsi.

Quest’ennesimo tragico ritrovamento ha fatto tornare alla mente di tanti il mostro di Firenze. Per quanto l’autore o gli autori della serie di omicidi avvenuti tra il 1968 e il 1985 riguardava le coppie di giovani che si appartavano nella campagna fiorentina in cerca di intimità, la scelta dei luoghi, del periodo dell’anno, la modalità di ‘esecuzione’ e il giorni della settimana sembrano voler proprio ricordare i compagni di merende. Il presunto maniaco agisce sempre nei fine settimana, sceglie sempre la stessa zona, sevizia sempre le sue vittime e mette a segno i suoi omicidi sempre in primavera.

Mario Vanni e Giancarlo Lotti , i famosi "compagni di merende" che insieme a Pietro Pacciani vennero inizialmente identificati come autori materiali degli omicidi, agivano sempre allo stesso modo, nello stesso luogo, solo d’estate e solo durante i fine settimana o nei giorni prefestivi. E’ giusto ricordare che Vanni, Lotti e Pacciani vennero identificati come autori materiali dei 4 duplici omidici e che Pacciani, condannato in primo grado, è stato successivamente assolto in appello ma è morto prima di essere sottoposto a un nuovo processo a seguito dell’annullamento del 1996 della sentenza di assoluzione da parte della Cassazione.

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