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Sulle cattive strade: Casale e Scanzi ricordano De Andrè

Venerdì 9 maggio al Creberg Teatro spettacolo di e con Giulio Casale e Andrea Scanzi: musica e ricordi di Fabrizio de Andrè, un cantautore scomodo.

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Le cattive strade. Venerdì 9 maggio alle 21 sul palco del Creberg Teatro di via Presolana approdano Andrea Scanzi e Giulio Casale con lo spettacolo, che è anche un incontro con il pubblico, per ripercorrere la carriera del cantautore genovese Fabrizio De Andrè, tra ricordi e musica.

Scanzi, giornalista, autore teatrale e scrittore, racconta gli snodi del percorso artistico del poeta e cantautore ligure.

Alla sua narrazione si alternano gli intermezzi musicali del cantautore e attore Giulio Casale, capace di personalizzare con rispetto, personalità ed eclettismo il repertorio di Faber.

L’incontro racconta anche il De André meno noto, non desidera canonizzare o – peggio ancora – santificare l’artista. Al contrario, Le Cattive strade intende raccontare, senza agiografie ma con passione, le continue rivoluzioni e le poderose intuizioni (anche musicali) di un intellettuale inquieto. Scomodo. Irripetibile.

Lo spettacolo comprende la proiezione di filmati originali di Fabrizio De André: audio, foto rare, ed esecuzioni dal vivo in acustico e anche su base. Da ‘Geordie’ a Brassens, dal ‘Suonatore Jones’ alla ‘Canzone del Maggio’, da ‘Se ti tagliassero a pezzetti’ fino ad ‘Anime Salve’, senza dimenticare la produzione dialettale e l’apporto fondamentale dei tanti collaboratori avvicendatisi accanto a lui.

“Di Fabrizio De Andrè si parla tanto. Forse troppo – dice Andrea Scanzi – Un talento inquieto, spigoloso, quasi mai facile. Un uomo bruciato dal desiderio quasi inconscio, e talora da lui stesso mal sopportato, di inseguire e concretizzare rivoluzioni continue. Nessun desiderio di raccontare un santino; molta voglia di restituire gli snodi di un artista vero.

Tra i più grandi del Novecento italiano”. “De Andrè è stato uno tra i più importanti cantautori del secolo scorso – continua Giulio Casale – Ognuno di noi che provi a fare oggi il suo mestiere, gli deve almeno un pezzo della propria chitarra, del proprio cercare e spesso non trovare una voce, e un tono, altrettanto autorevole, impeccabile. Questo basti a darci il senso di restituzione, per il tanto ricevuto. Fuor di retorica, ma proprio solo di pancia, e di cuore.”

Info e biglietti su www.crebergteatrobergamo.it e www.ticketone.it

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