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La ‘Ndrangheta al Nord, Misiani: “La politica lombarda faccia sforzi”

Il tesoriere del Pd durante il dibattito sulle penetrazioni mafiose in Lombardia: "Fino a poco tempo fa nessuno ammetteva l'esistenza di questo problema, la denuncia di Saviano ha smosso le acque. Serve un'alleanza tra politica, magistratura, forze dell'ordine e cittadini".

La ‘Ndrangheta al Nord, un problema spesso sottovalutato ma ultimamente venuto a galla con sempre maggiore insistenza, soprattutto in Lombardia. Di questo si è parlato venerdì nel dibattito organizzato dal Pd al Circolo Minardi di via Santa Caterina, a Bergamo, durante il quale sono intervenuti il cadidato consigliere del Pd Alberto Vergalli, il referente legalità della Cisl lombarda Francesco Breviario, il magistrato del Tribunale di Milano Giuseppe Gennari, il giornalista del Corriere della Sera Armando Di Landro e l’onorevole del Pd Antonio Misiani, che ha voluto sottolineare come "fino al 2010, si tentava di negare l’esistenza del problema delle infiltrazioni mafiose in tutto il Nord e, in particolare, nella Lombardia. Poi, con la denuncia di Saviano (che ai tempi fu anche attaccato dalla Lega Nord), le acque si sono piano piano smosse e un anno dopo le accuse fatte dal giornalista campano contro il Carroccio sono spuntate le prime indagini. Del resto, la mafia al Nord c’è sin dall’inizio degli anni ’50. I primi sequestri risalgono alla metà degli anni ’70, mentre l’affermazione del business della droga è cresciuta a dismisura a partire dal 1980".

Sempre secondo Misiani "oggi il nemico numero uno dell’Italia non è Cosa Nostra ma la ‘Ndrangheta. E la Lombardia è una delle zone più grigie del Paese: dopo Sicilia, Campania e Calabria, la nostra è la regione che ha più infiltrati. Dobbiamo interrogarci tutti, perché troppo spesso le notizie che parlano di mafie al Nord prima vanno sui giornali, e poi finiscono irrimediabilmente nel dimenticatoio. Questo ci deve spaventare – continua il tesoriere del Pd – perché le organizzazioni malavitose sul nostro territorio stanno crescendo sempre di più e una prova, l’ennesima, ci è stata fornita dai tanti appalti di Expo 2015 in cui sono finite le loro mani".

Cosa si può fare per risolvere il problema? "Serve uno sforzo da parte di tutti, a partire da chi fa politica. Serve un’alleanza tra politica, magistratura, forze dell’ordine e cittadini. Perché solo partendo dal basso, dal locale, si possono compiere i grandi passi di cui abbiamo bisogno. Ecco cosa dobbiamo fare: serve una maggiore trasparenza degli appalti, una denuncia sempre maggiore degli infiltrati mafiosi, il riutilizzo dei beni sequestrati e, soprattutto, la cultura della legalità, uno strumento preziosissimo – conclude Misiani – che va insegnato nelle scuole".

Commenti

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  1. Scritto da bg-luigi

    ma misiani non è forse un politico lombardo? che il pd cominci a dare il buon esempio non solo critiche come al solito…

    1. Scritto da Leo

      Stando all’opposizione si fa quel che si può , le cose le fa chi è maggioranza , ti era sfuggito ?

  2. Scritto da Memento

    Ricordiamo il Sindaco di Valmadrera, centro del Lecchese, Marco Rusconi, arrestato per rapporti con la ndrangheta.

    1. Scritto da enrico

      E di che partito era?

  3. Scritto da Cri

    Avete presente il telefilm “le mani dentro la citta ” sono presi da fatti veri ,non ci vuole immaginazione dare un nome vero dei protagonisti

  4. Scritto da Gino

    Il Pd ne parla… Maroni fa i fatti !!

    1. Scritto da Ossignur !

      Quali ? Vuoi che ti ricordi perchè lega e pdl son dovuti scappare precipitosamente dal pirellone dando luogo ad elezioni anticipate ?

  5. Scritto da alex

    Un invito a tutti i politici: quando si parla di mafia nei dibattici con il pubblico, sarebbe interessante che tutti gli schieramenti partecipassero. Anzi ancora meglio se organizzati dai maggiori partiti, sindacati e associazioni come Libera, insieme. Un bell’ esempio di coesione e forza contro le mafie presenti sul territorio.

  6. Scritto da alex

    Saviano fu atfaccato dalla LegaNord perche’ accusata di non fare nulla. Uno dei maggiori sequestri di beni alla camorra fu fatto grazie ad allora ministro Maroni: 700 milioni (i carabinieri parlarono di oltre 2 milioni) al clan dei casalesi (aprile 2010). Il sequestro fu fatto grazie alle nuove norme del pacchetto sicurezza introdotte dalla Lega che colpiscono i beni lasciati agli eredi dei mafiosi. Fu il prefetto di milano a dire che “la mafia non esiste”… Non la Lega ..

    1. Scritto da Come no !

      Come al solito ti ricordi male , Saviano aveva parlato di ‘ndrangheta in lombardia e maroni si era offeso . Credo che la realtà abbia dimostrato inequivocabilmente chi aveva ragione !!!!!

    2. Scritto da Irene Bruscolo

      Veramente Saviano fu attaccato perché disse (da Fazio) che in Lombardia la ‘ndrangheta INTERLOQUIVA con il potere e quindi interloquiva anche con la Lega, che in Lombardia era spesso al potere, appunto. Il verbo usato non significava che la Lega in generale desse corda alla mafia, ma con un poco di coda di paglia fu interpretato così, con reazioni eccessive, e con il vizio tutto italiano (anche leghista!) di prendere qualunque osservazione come attacco personale.

      1. Scritto da alex

        Forse Maroni l’aveva presa sul personale ma il sig.Saviano oltre a parlare di infiltrazion mafiosei nei salotti dei politici avrebbe dovuto parlare anche di cio’ che Maroni (quindi la Lega) stava facendo contro la mafia appunto.
        Ha fatto bene poi Maroni a fare l’elenco di tutte le operazionii fatte grazie al suo ministero contro le mafie. Saviano, allora espose la cosa in maniera provocatoria ed incompleta.

        1. Scritto da Geppo

          E Belsito nel frattempo?

          1. Scritto da alex

            F.Belsito espulso dal partito 12apr. 2012, arrestato dalla GDF il 24 aprile per appropriazione indebita, riciclaggio, truffa e false fatturazioni (ordinanza Procura di Milano). Il 24 ottobre 2013 torna a piede libero. Attualmente indagato dalle procure di milano, napoli e reggio calabria.