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Pillole di Grande Guerra 5 Conflitto russo-giapponese fu il vero prologo

I segni premonitori di un conflitto di vaste proporzioni e combattuto con armi e strategie rivoluzionarie rispetto al passato furono molti, dalla guerra tra francesi e prussiani al conflitto russo-giapponese: segnali che nessuno pareva voler avvertire.

di Marco Cimmino

Segnali ancora meno equivocabili giunsero ai generali del 1914 dalle guerre che seguirono quella civile americana: guerre e guerricciole in cui la potenza di fuoco delle nuove armi rifulse, con la sua terribile efficienza.

La guerra del 1870, tra Francesi e Prussiani, dimostrò abbondantemente come il metodo fosse destinato a prevalere sull’impeto: a Sedan l’impressione del meticoloso lavorio di formiche dei tedeschi fu tale da riverberare perfino sulle pagine de “La Dèbacle”.

Alla fine del secolo, furono le milizie boere di Smuts e di Botha a dimostrare come il tempo degli schieramenti da parata fosse finito per sempre: i tiratori scelti del Transvaal decimarono le disciplinatissime truppe di sua maestà britannica, finchè non arrivò Baden-Powell con i suoi campi di concentramento, a decidere le sorti della guerra.

La prova ulteriore e definitiva di quanto le nuove armi potessero mutare le sorti ed i modi delle guerre fu data dal conflitto russo-giapponese: intorno a Port Arthur, nella battaglia di Mukden e, soprattutto, a Tsushima, mitragliatrici e torpedini, mine ed artiglierie ebbero un palcoscenico straordinario. I Russi si credevano immensamente superiori: Kuropatkin sulla terra e Rožestvenskij sul mare non avrebbero mai pensato di andare incontro a due disfatte. A Mukden, i Russi persero circa 120.000 uomini. La flotta del Baltico, con un lunghissimo periplo, arrivò in Indocina. Qui, nello stretto di Corea, li attendeva l’ammiraglio Togo, con i suoi cannoni armati a balistite (mentre quelli russi usavano ancora polvere nera), i cui proiettili da 305 millimetri perforarono le corazze delle navi di linea zariste come fossero fatte di burro: ne affondò più del sessanta per cento.

Era la prima volta che un nemico di colore sconfiggeva dei bianchi in una vera guerra: in Europa, però, nessuno ci fece gran caso. La Manciuria era tanto remota da sembrare poco più che una leggenda: lo Zar aveva altri uomini, altre navi. Invece, da quella guerra combattuta tanto lontano dal Vecchio Continente ci sarebbe stato moltissimo da imparare: una guerra contro il clima, contro il fango, combattuta nelle trincee, con le navi bloccate dai campi minati, con gli shrapnel e con le mitragliatrici pesanti, il filo spinato, i moderni esplosivi balistici.

Quello fu il vero prologo credibile della Grande Guerra: ma nessuno pareva voler avvertire questi segnali e, nelle grandi manovre, gli eserciti dell’Intesa e quelli della Triplice Alleanza continuavano a simulare campagne ottocentesche, con le batterie a cavallo che arrivavano al galoppo e le divise dai colori sgargianti. Eppure, la Grande Guerra aveva già cominciato a fare capolino in Europa: i Balcani, al tempo della pace di Portsmouth, nel 1905, erano già una polveriera.

La ritirata russa a Mukden

Commenti

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  1. Scritto da Mariano

    Le mitraglie? sarà! Quot homines…Per me la WW I fu guerra di movimento. La trincea riguardò un minimo segmento, cruentissimo, del perimetro di opposizione: 600 km tra Fiandre, Ardenne e Venezie. La guerra fu di grandi manovre tattiche sui Masuri, a Tannenberg, nei Balcani, in Africa. Ma strategiche furono le immense manovre avvolgenti del blocco navale, dei Soviet, degli Usa, che eliminarono i Tedeschi dalle colonie e gli Imperi Russo, Austriaco, Ottomano e Cinese dalla Storia.

    1. Scritto da Marco Cimmino

      …Gli Usa furono un dato sensibile militarmente solo dall’estate del 1918: prima erano quattro gatti. I Tedeschi persero solo Tsingtao (ad opera dei Giapponesi): le altre colonie furono loro tolte a Versailles. Insomma: lei che film ha visto? Guardi che qui non stiamo parlando di dettagli: lei mette insieme acqua ed olio e dice di avere ottenuto la grappa. A me fa molto piacere confrontarmi con i lettori, ma bisogna che abbiano una minima idea di quello di cui si sta parlando…cordialmente.

    2. Scritto da Marco Cimmino

      Caro Mariano, quanta carne al fuoco, e quanto entusiasmo! Ma parliamo di scienza. Le grandi manovre sono strategiche, non tattiche. I Masuri e Tannenberg sono due nomi per la stessa battaglia. In Africa si combatteva a livello di battaglioni o al massimo di reggimenti. Il blocco navale non manovrava un bel nulla. I soviet avevano altre gatte da pelare che pensare alla guerra: infatti trattarono la resa immediatamente, e si arrivò a Brest-Litovsk. continua….

      1. Scritto da Mariano

        Che un blocco navale non manovri un bel nulla lo dice per scienza o esperienza? Che dica in Africa si combattesse a livello di battaglioni o di reggimenti e non invece a livello di imperi coloniali mi lascia perplesso. I soviet furono la più grande manovra vinta dai tedeschi solo che Lenin invece di entrare in un’alleanza russo-tedesca come quella tra Alessandro I di Russia e Federico Guglielmo III di Prussia di fattoli espulse dal grande serbatoio russo di uomini e risorse. E persero!

      2. Scritto da Mariano

        I soviet eliminarono dall’est gli imperi centrali. Quattro gatti gli Usa con un continente intero come area di influenza le dominioe e chiave di due oceani? che gattoni! Altro che solo Tsingtao: da subito persero tutte le colonie come possibili fonti di uomini e di risorse; Versailles sanzionò il dato. Che Masuri e Tannemberg siano due o una battaglia è ininfluente ai fini dell’assioma della guerra statica da lei affermato.

        1. Scritto da Marco Cimmino

          Suvvia, Mariano: non insista: anche su di un manualetto da quindici euro può trovare le risposte alle sue affermazioni. Io sono uno storico, non uno che abbia tempo da perdere. Se vuole colmare seriamente le lacune che evidenzia, venga al festival di Gorizia: lì troverà i migliori esperti mondiali. http://www.estoria.it L’aspetto…e, per favore, non replichi con altre sparate a casaccio, perchè non posso davvero risponderle.

          1. Scritto da Mariano

            Non ci credevo, ma è vero! Sulla guerra in trincea, su quella lunga carneficina di milioni di giovani europei massacrati nelle più orribili maniere, nel fango, nella putrefazione dei compagni, voi, gli storici, ci fate un Festival, a Gorizia! Ho letto che quest’anno c’è anche il festival del goulash e il festival vegetariano! Anche per i gulag, i campi di sterminio, l’Inquisizione, fate Festival? E quella, per lei, è la sede dove potrei “seriamente” colmare mie lacune storiche?!

          2. Scritto da Mariano

            E’ con queste argomentazione che va a congresso a Gorizia? Buon viaggio! ps. anche da simili risposte si rende evidente come gli storici non fanno la Storia ma se la raccontano compiaciutamente nei rispettivi manuali da quindici euro o giù per lì:

  2. Scritto da ambro82

    Complimenti, bellissima idea parlare di storia! Continuate cosi!!!