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Primo Maggio a Bergamo: corteo e discorsi, con Antonio Focillo (Uil)

Le parole d’ordine, quest’anno, sono “Lavoro, Europa, Solidarietà”: con queste priorità Cgil, Cisl e Uil saranno in piazza giovedì Primo Maggio a Bergamo. Dal palco, il messaggio da mandare sarà quello della “lotta alla disoccupazione che deve diventare l’obiettivo principale dei Governi europei”.

Le parole d’ordine, quest’anno, sono “Lavoro, Europa, Solidarietà”: con queste priorità Cgil, Cisl e Uil saranno in piazza giovedì Primo Maggio a Bergamo.

Dal palco, il messaggio da mandare sarà quello della “lotta alla disoccupazione che deve diventare l’obiettivo principale dei Governi europei”.

Dunque alle 9.30 nel piazzale Marconi (stazione), è previsto il raduno dei partecipanti.

Il corteo si muoverà alle 10 e percorrerà le vie del centro di Bergamo.

Alle 11.30, dal palco di Piazza Vittorio Veneto, prenderà la parola Luigi Bresciani, segretario generale provinciale della Cgil, per conto anche di Cisl e Uil di Bergamo.

L’intervento conclusivo sarà affidato, poi, a Antonio Foccillo, segretario nazionale Uil, a nome di tutte e tre le sigle.

“La crisi economica più lunga dal Dopoguerra ha scosso in profondità l’Europa e la società italiana” scrivono in una nota unitaria Cgil, Cisl e Uil di Bergamo.

“Mancanza di lavoro e indebolimento dei sistemi nazionali di protezione sociale mettono in discussione la coesione sociale e la stabilità del sistema di welfare. Svincolarsi dal pensiero unico neoliberista imperante in Europa è il passaggio obbligato per iniziare a riparare l’enorme disastro sociale: prima bisogna rilanciare la crescita. Quando l’economia torna a generare lavoro, il risanamento dei conti pubblici è più facile: lo dimostra ciò che è stato fatto da Obama negli USA. Il risanamento dei conti deriva dalla crescita, non il contrario. Serve una forte manovra di investimenti pubblici anti recessione in Europa ed in Italia. La disoccupazione in Italia ha raggiunto livelli intollerabili: il 13%. Un giovane su due non ha lavoro".

In provincia di Bergamo ci sono 37.000 persone in cerca di lavoro. È il dato peggiore degli ultimi quarantacinque anni.

La lotta alla precarietà è un altro obiettivo di Cgil, Cisl e Uil: "La discontinuità dei rapporti di lavoro è tra le prime cause di abbassamento della produttività del sistema. Siamo favorevoli a che il contratto a termine diventi la forma di assunzione alternativa ai vari contratti di collaborazione, a progetto, associati in partecipazione, false partite Iva, ma siamo contrari alla eccessiva reiterazione dei contratti a termine senza causale che disincentiva la stabilizzazione dei lavoratori. Occorre, inoltre, privilegiare una maggiore qualificazione del lavoro, in particolare occorre rivedere le modifiche sull’apprendistato ripristinando i contenuti formativi. L’Europa e l’Italia devono aprire una nuova stagione di innovazione: dalla green economy all’investimento in formazione, ricerca e sviluppo. L’economia riparte solo se ci sono investimenti e se salari e pensioni crescono".

Sul territorio Cgil, Cisl e Uil hanno fatto un’intesa con Confindustria Bergamo per la promozione di iniziative a sostegno della produttività e della nuova occupazione soprattutto giovanile, della formazione continua, del welfare e per un sistema di verifica della regolarità contributiva e retributiva: "È il nostro contributo sul territorio per il superamento della crisi e per favorire lo sviluppo del sistema manifatturiero locale”.

Commenti

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  1. Scritto da Claudio

    Ho partecipato alla manifestazione e sono rimasto stupito e indignato dalla insignificanza e brevità dei discorsi: IO ERO A META’ MANIFESTAZIONE, SONO ARRIVATO SOTTO IL PALCO IL TEMPO DI ASCOLTARE LE ULTIME PAROLE, ERANO LE 11.40 ….E TUTTI A CASA!!!!!! ………che i sindacati non abbiano più nulla da dire????? In un momento così difficile per i lavoratori, è vergognoso!!!!!!! (N.B! sono tesserato da 30 anni).

    1. Scritto da lotty

      Mi dispiace, io sono tesserata da più anni dei tuoi. Forse, come scritto nell’articolo, pio XII è riuscito nell’intento di oscurare la festa del lavoro e a scapito dei lavoratori. Ora non rimane che rivolgersi a san giuseppe!?

  2. Scritto da gio

    Ma andatevene tutti a …….
    Un disoccupato

  3. Scritto da federica

    il 68 e i privilegi ottenuti appartengono a quell’epoca dove l’occidente era padrone del mondo e delle sue risorse: la pacchia è finita, vai a parlare oggi, di 68 e di quello statuto dei lavoratori agli europei che allora stavano congelati oltre cortina, o ai cinesi che si accontentavano di Mao e riso, al miliardo di indiani o all’Africa che adesso emigra e vuole un posto di lavoro europeo. svegliati! quel mondo che hai in testa è la fiaba di quando eri bambino.

    1. Scritto da mario59

      Federica…quei miliardi di persone da lei citati, se non venissero a loro volta sfruttati..sarebbero consumatori con i quali scambiare beni di consumo..ma purtroppo non sono loro a conquistare diritti per avvicinarsi all’occidente, al contrario è l’occidente che perde quelli conquistati nei decenni scorsi..tutto ciò a vantaggio di pochi sfruttatori, sia occidentali che dei paesi da lei citati.
      Pochi ricchi sempre più ricchi e molti poveri sempre più poveri..questa è la politica attuale

  4. Scritto da alex

    Con la nuova riforma del lavoro di Renzi non cambiera’ nulla se non in peggio.La politica nazionale guarda all’Europa anziche’ alla Nazione Italia. Senza il “posto fisso” tra pochi anni arriveremo a cifre inimmaginabili di disoccupazione.I sindacati non hanno fatto nulla x combattere la precarieta’ voluta da CEE e lobby internazionali.Fosse passata la legge biagi ai tempi del 68′ probabilmente sarebbe scoppiata una rivoluzione nelle piazze italiane. Sindacati e politica non stanno facendo nulla

    1. Scritto da Carlo Pezzotta

      Davvero pensi che tocchi solo al sindacato cambiare la situazione? Non è che troppi poveri al mattino escono di casa dimenticando la testa sul cuscino? Se non saranno i poveri a ribellarsi, nulla cambierà. Le rivoluzioni, quelle vere e mi viene in mente quella francese, l’hanno fatta i poveri, si daccordo, bisogna trovare un robespierre……….

      1. Scritto da mario59

        La quoto al 100% signor Carlo.

    2. Scritto da Arets

      Credo che lei abbia ragione! O comunque sono d’accordo con lei.