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Ciclista investito al rondò: i consigli dell’Aribi per rotatorie più sicure

Claudia Ratti, presidente del'A.ri.bi., l'associazione per i ciclisti, interviene dopo l'incidente avvenuto martedì tra Bergamo e Seriate dove è rimasto gravemente ferito il maestro Dal Lago, investito mentre transitava in bicicletta al rondò della fiera di via Lunga.

Claudia Ratti, presidente del’A.ri.bi., l’associazione per i ciclisti, interviene dopo l’incidente avvenuto martedì tra Bergamo e Seriate dove è rimasto gravemente ferito il maestro Dal Lago, investito mentre transitava in bicicletta al rondò della fiera di via Lunga.

Spettabile Redazione,

mi permetto di scrivere alla vostra testata giornalistica per richiamare l’attenzione sul gravissimo incidente avvenuto ieri 29 Aprile a Seriate, nei pressi della rotatoria, ad un ciclista, il maestro dal Lago.

Purtroppo le soluzioni viabilistiche non sempre tengono conto degli utenti più deboli della strada e accade ancora troppo spesso che pedoni e ciclisti appaiano nella cronaca dei giornali come vittime della strada.

A.ri.bi caldeggia ogni Amministratore, specialmente chi si occupa di viabilità, i Sindaci, i tecnici comunali che fanno riferimento a quello specifico ambito a verificare di persona, mettendosi in sella alla propria bicicletta i percorsi e gli attraversamenti.

Solo così si potranno rendere conto che in taluni casi risulta davvero troppo rischioso a pedoni e ciclisti optare per la scelta di avvalersi delle proprie gambe a favore dell’ambiente. Nello specifico caso osserviamo che risulta davvero difficile oltre che raro, incappare in automobilisti che rallentano e favoriscano il transito agli utenti più deboli.

La rotatoria già non è “cycle-friendly” (perché troppo ampia e trafficata) costituisce un ostacolo importante sul collegamento ciclabile e necessita di adeguamenti.

In uno Stato in cui la cultura della mobilità ciclistica non è ancora radicata, gli automobilisti non rispettano il diritto di precedenza delle biciclette, a meno che questo non sia messo in evidenza in modo chiaro e ben visibile.

Le rotatorie hanno dei punti di forza ma perchè siano anche "cycle-friendly" possono essere solo di due tipi:

Le rotatorie a una corsia con traffico misto sono gli incroci più sicuri per i ciclisti, se l’intensità del traffico è moderata, e non necessitano di interventi particolari a favore delle biciclette.

Le rotatorie con piste ciclabili in sede propria separate e con diritto di precedenza consentono ai ciclisti un transito comodo e senza interruzioni su rotatorie grandi e trafficate.

Per rendere una rotatoria più sicura e semplice da attraversare per i ciclisti si possono prendere in considerazione le seguenti opzioni, in particolare quando si tratta di collegamenti locali importanti della rete ciclistica.

Trasformare una rotatoria a due corsie in una rotatoria a una sola corsia, per traffico misto o con una pista ciclabile in sede propria separata. Se l’intensità del traffico è troppo elevata occorre implementare interventi per ridurre il traffico, farlo deviare o moderarlo in tutta la zona.

Restringere la corsia della rotatoria a un massimo di 6 m. In questo modo si riducono i punti di scontro potenziali perché i veicoli a motore e le biciclette devono procedere in fila indiana. □ Togliere una corsia agli ingressi o alle uscite. Questa soluzione può essere realizzata sostituendo una corsia per il traffico con una corsia dedicata agli autobus, possibilmente utilizzabile anche dalle biciclette.

Installare dossi anti-velocità attraverso le corsie di entrata e uscita.

Inserire una pista ciclabile su corsia riservata circolare (o una corsia preferenziale per le biciclette) nella rotatoria, a una certa distanza dal bordo esterno. In questo modo si aumenta la sicurezza e la visibilità dei ciclisti creando uno spazio ben visibile per le biciclette e attirando l’attenzione degli automobilisti sulla loro presenza. I ciclisti sono portati a procedere lontano dal bordo esterno, così le auto che escono dalla rotatoria possono sorpassare le biciclette dal lato esterno. I ciclisti si avvicinano al bordo solo quando devono uscire.

Aggiungere isole spartitraffico per entrate e uscite più sicure. Una sottile striscia di separazione protegge i ciclisti dalla svolta a destra delle auto in entrata. Questa opzione può essere utile sulle corsie di entrata (appena prima della rotatoria) e sulla rotatoria stessa (sotto forma di una piccola svolta continua lievemente curva appena prima della corsia di uscita).

L’auspicio è che le pagine di questo quotidiano e di tutti i quotidiani italiani, si impoveriscano di queste tristi notizie e fioriscano invece spazi dedicati ad Amministrazioni virtuose che magari prendono a modello le soluzioni viabilistiche atte a favorire la ciclabilità e la pedonalizzazione di un maggior numero di zone.

Al contempo A.ri.bi auspica che anche i ciclisti siano sempre più consapevoli di essere UTENTI DEBOLI DELLA STRADA e adottino tutte le misure di sicurezza ( biciclette manutentate, abbigliamento chiaro, casco ecc..), rispettino le norme in vigore (fari, giubbino catarifrangente,catarifrangenti, campanello) e rispettino soprattutto il CODICE DELLA STRADA per tutelare la propria incolumità.

Ringraziamo per l’ospitalità sulla pagina e siamo vicini alla Famiglia del Signor Dal Lago confidando nella sua ripresa.

La Presidente di A.ri.bi Claudia Ratti

Commenti

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  1. Scritto da Bob Geldof

    ci voleva un morto per capire che la rotatoria della fiera è pericolosa e inadeguata? e lo è volutamente: perchè non si è realizzato un marciapiede intorno ad essa dalla parte del parcheggio della fiera e non analogamente non c’è neppure tra la rotatoria e la ciclabile di Seriate. Ogni volta che c’è una manifestazione chi arriva a piedi deve accedere all’ente fiera in mezzo alla strada oppure scavalcare il guard rail per entrare nel aprcheggio. E’ assurdo!!!

    1. Scritto da vade retro

      e verranno a dirle che – scusi la tragica ironia ma è già successo n volte – il pericolo sono i ciclisti…

  2. Scritto da pierluigi

    Si dovrebbe anche insegnare ai ciclisti il cds,infatti le precedenze che devono dare ai rondò non le danno mai.Il 98% di loro non si ferma agli incroci,ai semafori rossi e viaggiano sulle strade a loro vietate.Usano bici prive dei requisiti per la circ.stradale ma pretendono tutto dagli altri utenti della strada.Non sono”deboli”coloro che sono arrogantk e prepotenti.

    1. Scritto da Carlo Pezzotta

      E’ vero ciò che dici. Io mi sposto sopratutto in bici e l’arroganza e la prepotenza degli automobilisti però, non ha pari. Nessun automoblilista ti da la precedenza quando questa è obbligatoria e sopratutto nessun automobilista usa le frecce. Hai ragione sui ciclisti, ma i ciclisti non ammazzano nessuno, gli automobilisti si.

  3. Scritto da Fabio

    Farei i marciapiedi che tra l’altro sono poco frequentati , più stretti e aggiungerei una striscia di 60/80centimetri per le biciclette Questo vale per le strade non per le rotatorie

  4. Scritto da Allora

    educare dalle scuole! tutto è inutile se non si ha la possibilità e capacità di controllare il territorio.Ad ogni incidente corrisponde una scuola guida…controllare come insegnano… Campagne televisive martellanti su codici e comportamento in orari da famiglie…di sera ciclisti obbligati ad indossare giubbetto catarifrangente…altro?

  5. Scritto da ivan

    sono d’accordo con l’aribi ma noi ciclisti crediamo che le rotatorie servano per impedire agli automobilisti di rallentare la velocità quindi di viaggiare con più sicurezza non è stato cosi a seriate per conto l’infortunato lo conosco.

  6. Scritto da daniela

    La signora ha assolutamente ragione. Alle Crocette (Briantea altezza Mozzo-Curno) i Comuni hanno recentemente fatto una pista ciclabile in prossimità del rondò che ci permette di attraversare in tutta sicurezza. Tutt’altra cosa rispetto a prima ( a parte gli avventori del bar che ci parcheggiano le loro moto, li mortacci!)

  7. Scritto da giuseppe mazza

    Però bisogna educare fortemente anche i ciclisti; quante volte si incontrano, magari su statali strette (vedi per es. la statale 42), e loro viaggiano tranquillamente affiancati? e se per caso suoni si lamentano pure? per non parlare di quando sono in gruppo.
    Ecco, ci vuole educazione al codice della strada da tutte due le parti!!!

  8. Scritto da Carlo Pezzotta

    Il mio di consiglio invece, è quello di dare delle sonore “stangate” a tutti quelli che travolgono ciclisti e pedoni.

    1. Scritto da wiw

      CONCORDO.

  9. Scritto da Zampini

    Tentorio non avrà fatto nulla, ma almeno non ha messo quegli inutili stralci di pista ciclabile sopra ai marciapiedi, utilizzati da nessuno perchè si preferisce andare tra le auto che rallentare per i pedoni.
    Meglio far nulla che una cosa che crea ancor più disagio, facciamoci una ragione del fatto che per la maggior parte della città non c’è spazio per le piste ciclabili, strade e marciapiedi son già stretti ora.

    1. Scritto da mica vero

      Mica vero. La pista ciclabile sopra il marciapiede della via parallela a Broseta (quella che passa a fianco della vecchia Coop, per capirci) è molto usata da biciclette. La faccio sovente a piedi e ne sono testimone.

    2. Scritto da nico

      …lo spazio è poco d’accordo e perchè a rimetterci devono essere sempre ciclisti e/o pedoni? e quelli denominati inutili stralci in molti casi sono utili lo stesso (certo per chi non corre e magari suona il campanello per farsi sentire…) …l’alternativa non deve essere tra inutili (incompleti, pericolosi, tortuosi) smozziconi di piste e il nulla ma tra il nulla e piste progettate con criterio e adegutamente sostenute con un idea complessiva di mobilità alternativa.

  10. Scritto da nok

    è così difficile?
    http://www.firenzeinbici.net/public/rotCicl_Padova.jpg

  11. Scritto da Paola

    d’accordo con nico, amministrazione PESSIMA sotto questo punto di vista. oltre al raccordo sulla via lunga con la pista di seriate stiamo ancora aspettando quello tra la ciclabile che va a loreto e quella dell’ospedale nuovo.per non parlare di tutti i punti pericolosissimi per pedoni e ciclisti, vedi ponte ferroviario di via don bosco, via bonomelli, via corridoni, via carducci…

  12. Scritto da nico

    + bici – ceci : 2righe2 per dire che l’amministrazione tentorio dal punto di vista della ciclabilità e della mobiltà alternativa in genere è stata un disastro? Piano del Traffico scandaloso e scelte coerenti solo per favorire le quattroruote. Aggiungere una fotografia o un disegno per illustrare le soluzioni proposte agevolerebbe chi è interessato all’argomento… Auguri al ciclista investito.