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Primo Maggio, i Sindacati: “L’Europa sia una risorsa per rilanciare il lavoro”

Lavoro, Europa e Solidarietà sono i tre grandi temi che Cgil, Cisl e Uil porteranno in piazza giovedì 1 maggio, in occasione della Festa dei Lavoratori: in particolare dai tre segretari provinciali è arrivato l’invito a agganciare finanziamenti europei per far ripartire produzione ed occupazione.

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Lavoro, Europa e Solidarietà sono i tre grandi temi che Cgil, Cisl e Uil porteranno in piazza giovedì 1 maggio, in occasione della Festa dei Lavoratori: la manifestazione si svolgerà con le modalità classiche, con assemblamento alle 9.30 in Piazzale Marconi davanti alla stazione, partenza alle 10 lungo le vie del centro (viale Papa Giovanni XXIII, via Tiraboschi, Zambonate, piazza Pontida, via XX settembre e piazza Vittorio Veneto) e interventi conclusivi dalle 11.30 affidati al segretario della Cgil di Bergamo Luigi Bresciani, per la parte provinciale, e Antonio Foccillo, segretario confederale della Uil, per la parte nazionale.

Il tema del lavoro è ovviamente quello prioritario e i dati snocciolati dal segretario della Cgil bergamasca Luigi Bresciani sono da brivido: disoccupazione al 13% in Italia, dove un giovane su due non ha un lavoro. Non se la passa meglio nemmeno la provincia di Bergamo che registra i dati peggiori degli ultimi 45 anni: 37mila persone in cerca di lavoro, disoccupazione al 7,4% che sale al 16% se si considera la fascia d’età dai 18 ai 29 anni.

Numeri sui quali anche il segretario provinciale della Cisl Ferdinando Piccinini ha espresso tutta la propria preoccupazione: “Il sindacato incrocia tante storie di famiglie che non ce la fanno più. Se non si torna ad investire sul lavoro a tutti i livelli le prospettive che abbiamo davanti sono drammatiche. Poniamo questa sfida in un giorno di festa”.

“Questi numeri – ha aggiunto Bresciani – sono il risultato di scellerate politiche di austerità che hanno contribuito in larga parte alla crisi. Si è registrata una contrazione del Pil del 9% che in Italia si era verificata solamente in occasione della Grande Guerra. I dati sul lavoro sono tutti triplicati se confrontati con quelli del 2008. La ripresa in termini di produzione che si sta verificando non vede crescere di pari passo anche l’occupazione e non sta toccando l’edilizia. Inoltre a Bergamo continua la deindustrializzazione delle Valli. Il commercio e la grande distribuzione stanno soffrendo il calo dei consumi”.

Bresciani ha poi giudicato positivamente gli 80 euro di bonus Irpef che da maggio saranno in busta paga per volontà del governo Renzi mentre ancora tanta strada è da fare sui contratti e sulla precarietà.

Il tema “nuovo” proposto dai sindacati per questo Primo Maggio è l’Europa: un’Europa da guardare come una risorsa, un’Europa che deve cambiare ed essere più solidale, innovativa e deve cambiare le politiche economiche. “Deve essere una risorsa per le politiche industriali di una Regione come la nostra – ha concluso Bresciani – Intercettare finanziamenti per investire nell’alta gamma e in settori innovativi è la strada per uscire dalla crisi. Guai a dare credito a chi spinge per uscire dall’Euro”.

L’allarme di Marco Cicerone, segretario della Uil bergamasca, riguarda gli ammortizzatori sociali: “Abbiamo usato tutti gli strumenti possibili ma oltre 10 milioni di famiglie sono povere con redditi al di sotto degli 8mila euro. Mancano occasioni di lavoro, i posti fisici in cui inserire personale. Ci aspettiamo che molta gente partecipi alla manifestazione, anche per rafforzare il tema della Solidarietà che proponiamo”.

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Commenti

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  1. Scritto da basta

    Fortuna che sono loro al governo…altrimenti farebbero scoppiare la guerra civile.

  2. Scritto da Mario

    povera italia che fine ingloriosa, i Nostri Avi se tornassero sulla terra ci prenderebbero Tutti a Legnate, siamo in mano a Dei Parassiti

  3. Scritto da Tontolotti

    L’Europa ha risorsa? Ma se ci sta facendo fallire? C’erano più fabbriche aperte quando non c’era l’Europa.
    Difficile capirlo, tontolotti. Anche di fronte all’evidenza non volete capirlo?

    1. Scritto da mario59

      Non è certo questa Europa dei banchieri quella che va nella direzione del bene comune… ma non è nemmeno la strada dell’isolamento quella da seguire…serve un’ Europa unita, con una politica forte e sociale (non come adesso a favore di pochi)…con regole chiare e uguali per tutti i membri…Nel mondo attuale della globalizzazione, l’Italia da sola fallirebbe in 3 giorni.

      1. Scritto da Sese

        Infatti i paesi europei che stanno meglio (Germania a parte) sono tutti fuori dal’euro…Chissà perchè!