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Papa Giovanni Santo I bergamaschi: “Facciamolo conoscere ai giovani” fotogallery video

L'impegno dei pellegrini bergamaschi di ritorno da Roma: far conoscere e riscoprire la figura del Santo Giovanni XXIII, proclamato domenica 27 aprile in una piazza San Pietro gremita.

Da un viaggio si torna con un’esperienza in più, da un pellegrinaggio con un impegno. Quello dei bergamaschi presenti a Roma per la canonizzazione di Papa Roncalli è far riscoprire la figura di San Giovanni XXIII. E’ un impegno preso in piazza San Pietro domenica 27 aprile dove hanno assistito all’elevazione agli altari di Papa Roncalli e Papa Wojtyla. Due pontefici, due santi, due figure straordinarie che hanno segnato la storia della Chiesa e del mondo nella seconda metà del Novecento.

“Eravamo abituati a Papa Pacelli che era una principe, austero, distante poi arrivò Papa Giovanni, il nostro Papa Giuanì, che parlava schietto, ti scrutava con quello sguardo attento e vispo, e aveva un sorriso dolcissimo, insomma: era il nostro. Un Santo. Adesso tutti a celebrare Wojtyla, ma senza il nostro Papa Giovanni non ci sarebbe la Chiesa di oggi e nemmeno Giovanni Paolo II” riflette ad alta voce Maria Luisa Mistri.

Osservando sui maxi schermi lungo i Fori Imperiali i filmati con il discorso della luna, l’apertura del Concilio Vaticano II, le visite ai bambini in ospedale, ai carcerati e ancora il viaggio in treno da Roma a Loreto e Assisi sono molti i bergamaschi che hanno compreso quanto poco conoscano le nuove generazioni il loro venerato San Giovanni XXIII. Eppure in piazza San Pietro prima della celebrazione eucaristica della seconda domenica di Pasqua, quando sono stati letti alcuni passaggi dei messaggio di Papa Roncalli si è compresa la freschezza, l’immediatezza profonda di uno dei più grandi pontefici della Chiesa. Un uomo di umili origini, ma dal cuore immenso. “Il suo giornale dell’anima resta la testimonianza di una fede alimentata quotidianamente, permeata di carità, forgiata nella speranza” aveva sottolineato il vescovo Francesco nella Messa della vigilia della canonizzazione in San Giovanni in Laterano.

“Ma quanti hanno letto il giornale dell’anima? O le sue encicliche? – chiede Maria Bianchi, 81 anni di Bergamo –. E’ stato un Papa immenso, ma siamo noi bergamaschi che non abbiamo saputo valorizzare la sua eredità, che non è solo di Bergamo, ma di tutta la Chiesa”. La riscoperta della figura di Papa Roncalli è testimoniata dalle decine di interviste e richieste di materiale che sono state sottoposte alla Fondazione Giovanni XXIII negli ultimi mesi. “Recentemente si è accesa un’attenzione sulla figura di papa Roncalli – ammette don Ezio Bolis, direttore della Fondazione – un’attenzione che non è solo mediatica, ma chiede di scendere in profondità per conoscere questo Pontefice straordinario per il Concilio che ha avviato, oltre che aver inaugurato un nuovo corso della Chiesa”.

Il confronto tra gli “eserciti” pacifici dei pellegrini polacchi e bergamaschi scesi a Roma per la canonizzazione è impari, sia per quantità, sia per la media di età. “I nostri ragazzi e giovani non conoscono il nostro Papa, dobbiamo impegnarci a farlo conoscere di più. Una conoscenza che permetta di scoprirlo, amarlo e venerarlo” afferma Rita di Calcinate.

“Io veramente conosco meglio la figura di Giovanni XXIII – confida Mattia Mazzoleni, 13 anni studente del seminario vescovile – . Forse perché il nostro seminario è intitolato a Papa Roncalli, e oggi questo fatto che diventi santo mi inorgoglisce da una parte perché lui che è diventato Papa ha studiato nella mia stessa scuola. E dall’altra mi spaventa un po’, perché è un paragone e un punto di riferimento altissimo”.

“A me piacerebbe diventare prete e farlo bene, come ha fatto Papa Giovanni – aggiunge Gabriele Rota Sperti, 11 anni di Pedrengo – o come ha fatto Papa Francesco. Non aspiravano a diventare successori di Pietro, ma chiedevano solamente di essere pescatori”. Ma anche gli studenti del Seminario sono convinti: “Andrebbe studiata la figura di Papa Giovanni XXIII, un grande uomo, un prete esemplare nella sua semplicità e un pastore unico”.

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Commenti

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  1. Scritto da nik

    …un evento storico per la provincia di bergamo di portata mondiale e fuori dalle nostre chiese neanche un ritratto del nostro santo in tutte le chiese della provincie doveva esserci e la curia doveva provvedere !!!!!! probabilmente attendevano qualche donazione …loro non vogliono mai usare i propri soldi anche se le casse sono piene !!!!!!!!!! molto disgustato

  2. Scritto da Persech

    Più che ai giovani, andrebbe fatto conoscere a tutti i manovratori incapaci della macchina pubblica, che condizionano e rovinano famiglie di cittadini, appoggiati e giustificati da una burocrazia demenziale ed ignobile!

    1. Scritto da Carlo Pezzotta

      Posso aggiungere anche chi evade le tasse, approfittando della burocrazia e va tutte le domeniche in chiesa a comunicarsi?
      Posso agghiungere anche i poveracci che escono di casa il mattino, dimenticando la testa sul cuscino, che poi sono quelli che continuano a consegnarci questa classe politica?

  3. Scritto da Francesco Di Lorenzo

    Facciamolo conoscere, Papa Giovanni agli avvocati e ai magistrati di questa città quando alcuni di essi, si comportano da veri e propri avvoltoi senza dignità distruggono famiglie soltanto per il Dio Danaro.