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Addio Vilanova, Mondonico: “Ho vissuto quell’incubo, la partita più difficile”

Come l'ex allenatore del Barcellona morto venerdì, il Baffo di Rivolta nel 2011, quando guidava l'AlbinoLeffe, fu colpito da un tumore: "Fortunatamente sono riuscito a battere l'avversario più duro. Ora mi godo la vita, la cosa più importante di tutte"

La drammatica vicenda di Tito Vilanova ha scosso l’intero mondo del calcio, e non solo.

L’ex allenatore del Barcellona è morto venerdì pomeriggio (i funerali si svolgeranno lunedì pomeriggio), a 45 anni, per i problemi generati dal cancro alla ghiandola parotide che lo aveva colpito dal 2011.

Una storia per certi versi simile a quella di Emiliano Mondonico, ma con un finale diverso.

Il Baffo di Rivolta d’Adda nel 2011, quando guidava l’AlbinoLeffe, fu colpito da un tumore all’addome che lo costrinse ad abbandonare la panchina seriana. Dopo due operazioni, però, fortunatamente un anno dopo annunciò di aver sconfitto il suo avversario più ostico.

Momenti delicati per il Mondo, rivissuti in queste ore con la morte di Vilanova: “E’ sempre un dolore venir a sapere della morte di qualcuno. Lo è ancora di più se ad andarsene è una persona che faceva il tuo stesso mestiere – le parole a Bergamonews di un Mondonico ancora scosso – e che purtroppo ha perso la sua partita più importante, quella della vita”.

Una sfida invece vinta dall’ex allenatore, tra le altre, dell’Atalanta: “Ho messo subito in parallelo la storia di Vilanova con la mia. Speravo davvero che dopo la seconda operazione anche lui, come me, avesse sconfitto per sempre quel brutto male. Invece venerdì ho saputo della morte, ed è stato tremendo per me. La sua vicenda ci fa capire ancora una volta che la vita non guarda chi sei o quale mestiere fai, e che di fronte alla morte siamo tutti uguali”.

Mondonico ora sta bene, ma è molto più attento alla propria salute: “Ogni tre mesi mi sottopongo a controlli specifici. Dopo essere guarito mi sono reso conto che la salute è la cosa più importante nella vita e che non va mai sottovalutata. Questa è una partita da non prendere alla leggera, non si può assolutamente perdere e nemmeno pareggiare”.

Attualmente senza panchina, Mondonico ora è opinionista in Rai: “Il mio futuro chi lo sa. Non sono ancora un presidente per decidere il futuro degli allenatori. Mi piacerebbe tornare ad allenare o comunque nel mondo del calcio, ma questo non spetta a me deciderlo. E non ne faccio un assillo, perchè intanto mi godo la vita: ho capito che è questa la cosa più importante”.

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