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Marco, morto sotto la croce Il ricordo degli amici: “Ci mancherai angioletto” fotogallery

Sabato sera la veglia per Marco Gusmini con 1500 amici del ventenne e della famiglia. Numerosi i post pubblicati sulla pagina Facebook in sua memoria, firmati da persone di tutta Italia. Messaggi di cordoglio, ma anche di polemica sulle cause dell'incidente. Oggi i funerali

“Riposa in pace angioletto, mi mancherai”. E’ solo uno dei tanti messaggi scritti su una pagina Facebook dedicata dagli amici a Marco Gusmini, il ventenne di Lovere morto schiacciato, giovedì pomeriggio, sotto l’enorme croce che si è spezzata a Cevo, in Val Camonica, dove si trovava insieme ai compagni dell’oratorio si per una gita. I funerali saranno celebrati oggi, domenica 27, alle 15 nella basilica di Santa Maria in Valvendra.  

Una tragedia che ha colpito tutti i loveresi che sabato sera si sono radunati in una processione e in una veglia che ha coinvolto 1.500 persone.

Tanti, tantissimi anche i post pubblicati sulla pagina Facebook realizzata poche ore dopo la disgrazia, firmati da persone di tutta Italia.

C’è chi lascia un messaggio di cordoglio, come Emanuele: “Sentite condoglianze alla famiglia e profonda vicinanza a loro e alla comunità di Lovere per la perdita di questo splendido, stupendo ragazzo che amava profondamente il suo oratorio e la vita al suo interno! Riposa in pace adesso sei nell’abbraccio del Padre e del Beato Giovanni Paolo”. O come Gabriella: “Non so chi sei, non ti ho mai conosciuto. Mi hanno colpita le parole delle persone che ti hanno voluto bene. Veglia sui tuoi genitori e i tuoi amici che ti hanno voluto tanto bene su questa terra. Ciao Marco”.

Ma c’è anche chi polemizza sulle cause del drammatico incidente costato la vista al giovane di Lovere: “Quella croce non mi e ‘mai piaciuta. Sei quintali in cima a un sostegno in legno ricurvo, anche se tirantato. Quella statua avrà influito sulla struttura portante come se pensasse 60 quintali. Dispiace di cuore che è caduta al momento sbagliato”.

Nel frattempo proseguono le indagini da parte della procura di Brescia, che ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo. L’area in cui è avvenuta la tragedia è stata posta sotto sequestro, con transenne e nastri impediscono di avvicinarsi alla scultura, e due carabinieri della compagnia di Breno vigilano giorno e notte.

L’obiettivo è individuare i responsabili dell’incidente, stabilire chi doveva garantire che la croce restasse in condizioni ottimali, chi aveva l’incarico di effettuare i lavori di manutenzione, e se questi sono stati eseguiti regolarmente e con la cadenza necessaria a garantire la stabilità della scultura. 

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