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Una mostra da leggere I taccuini di Sem Galimberti alla biblioteca Tiraboschi

Fino al 7 maggio alla Biblioteca Tiraboschi di Bergamo sarà possibile ammirare un'originale mostra di taccuini d'autore annotati, illustrati e lavorati a collage dal docente d'arte e artista Sem Galimberti: realizzati nell'arco di 30 anni contengono note di viaggio, disegni dal vero, progetti artistici, bozzetti, pensieri e riflessioni.

Un’originale mostra di taccuini d’autore, imperdibile per chi ama la carta, i viaggi e i libri d’artista, è allestita al secondo piano della Biblioteca Tiraboschi fino al 7 maggio. Si tratta di quaderni, diari, libretti d’appunti, editi a chilometro zero, in quanto costruiti e impaginati in casa da Valeria Rossi e annotati, illustrati, lavorati a collage dal docente d’arte e artista Sem Galimberti.

Realizzati nell’arco di trent’anni, i taccuini – le cui copertine hanno l’appeal del pezzo unico – contengono note di viaggio, disegni dal vero, progetti artistici, bozzetti, pensieri e riflessioni che hanno accompagnato Galimberti nei suoi viaggi in giro per il mondo ma anche dentro e intorno al nostro territorio.

“Sono delle specie di zibaldoni che portano traccia di esperienze vissute fin dagli anni Ottanta – spiega l’autore – e che portano il timbro ‘Hortus Conclusus’ perché il mio studio è situato nell’orto di città che è circondato da condomini”.

I titoli documentano itinerari e soggiorni lontani, come “Mama Afrika”, “Diario del Kosovo”, “Transiberian incipit”, “Brincar para crescer” relativo all’esperienza didattica nelle isole di Capo Verde, ma anche riflessioni e variazioni più domestiche o locali come “Le stagioni del mio orto” o un mini dizionario di gaì, l’antico gergo dei pastori la cui vivace concretezza è fissata da Galimberti in tondi pittorici di efficace sintesi grafica.

E’ una mostra godibile e divertente, perché i taccuini si maneggiano, si sfogliano, si soppesano, producono rumori e odori di carta, di colle e pigmenti, sono libri-oggetto che invitano a un’esperienza fisica oltre che mentale. C’è anche un aspetto ludico, di liberi accostamenti verbo-visivi e manipolazione dei materiali, che chiama in causa l’idea di arte totale, gli infiniti rapporti tra segno e poesia, tra linguaggio verbale, senso e non senso.

Sono taccuini da leggere ma anche solo da guardare e da toccare, che si evolvono ora secondo un progetto più coeso ora seguendo l’ordine anarchico degli accadimenti quotidiani, inglobando nello stesso piano del foglio inquietudini esistenziali e cronache dal mondo, tra impasti di tempere, calligrafie di china e ritagli di giornale.

Il motto dell’artista e intellettuale bergamasco è da sempre “quello che non ho disegnato non l’ho visto” e le incessanti scritture, accensioni cromatiche e tracciati grafici delle sue pagine testimoniano di un’inesausta passione per la scoperta di nuovi orizzonti e per la resistenza della memoria.

La mostra è visibile da martedì a venerdì dalle 16 alle 19 e il sabato dalle 16 alle 18. Sarà presente l’artista. Stefania Burnelli 

Commenti

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  1. Scritto da selene

    26 aprile biblioteca aperta.al secondo piano ,indicava il foglio posto all’ingresso e ai piedi della scala,ma sul tavolo preposto per presentazioni delle opere un timido biglietto per giustificare la mancanza temporanea del materiale ! Abbiamo comunque ammirato lo stabile pieno di luce e di quiete.