BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Pillole di Grande Guerra 4 Conflitto civile americano tra armi e strategie errate

Il primo conflitto moderno, almeno dal punto di vista tecnologico, fu la guerra civile americana: lo spaventoso potenziale delle armi fece la differenza e la difesa iniziò a prevalere sull'attacco. Questo fu il primo segnale che dal passato giunse ai generali del 1914, evidentemente piuttosto distratti.

di Marco Cimmino 

Il primo conflitto moderno, almeno dal punto di vista tecnologico, fu la guerra civile americana. Tanto per cominciare, non fu la guerra di una campagna: non durò, cioè, come le guerre del passato, per il breve volgere di una stagione, risolvendosi con una battaglia decisiva, in cui un esercito annientasse l’altro.

Il Nord e il Sud combatterono ferocemente per quattro anni, perdendo centinaia di migliaia di uomini ed affrontando problemi logistici, strategici e psicologici mai presentatisi prima. Nel 1861, quando la guerra scoppiò, esistevano già le armi a retrocarica e a canna rigata, come i temibili cannoni Dahlgren e Parrott: nel corso del conflitto, fecero la loro comparsa le mitragliatrici manuali Gatling, le carabine a ripetizione Spencer, le corazzate e perfino un antenato dei moderni sottomarini. Senza contare che il generale R. Lee, geniale comandante in capo dell’armata sudista, cominciò ad utilizzare un elemento fisso, utile alla manovra, che avrebbe avuto enorme importanza nella Grande Guerra: la trincea.

I risultati di questa iniezione di tecnologia nell’arte della guerra furono immediatamente visibili: in un certo senso, il semplice valore non bastò più a determinare una vittoria campale. Bisognava fare i conti con lo spaventoso potenziale di queste nuove armi. Se, in epoca napoleonica, uno scontro spesso si risolveva con una carica alla baionetta o con gli squadroni di cavalleria, cinquant’anni dopo, il volume di fuoco di un reparto di fanteria trincerato, dotato di armi a ripetizione e a canna rigata, rese del tutto impossibile questa tattica: i moderni fucili cominciavano a colpire i nemici ad una distanza di sette-ottocento metri, rispetto al centinaio di metri di un fucile napoleonico, con una precisione ed una velocità di tiro che avrebbe annullato qualunque impeto.

Ne fecero le spese le eroiche colonne grigie confederate, che, in decine di battaglie, andarono mille volte all’assalto di posizioni avversarie, subendo perdite insostenibili. La difesa stava gradatamente prevalendo sull’attacco: questo è il primo segnale che, dal passato, giunse ai generali del 1914, evidentemente, piuttosto distratti.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.