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Giobbe e crisi economica Percorso tra fede e arte della Fondazione Creberg fotogallery

Evento espositivo itinerante, dal 3 maggio al 28 giugno 2015, promosso e realizzato dalla Fondazione Credito Bergamasco: "Giobbe. La notte e il suo sole" di Francesco Betti. Le sedi della mostra itinerante sono Romano di Lombardia, Serina, Atelier del Tadini a Lovere, Grumello del Monte, Verona e Pitigliano.

Giobbe. La notte e il suo sole – una mostra realizzata dalla Fondazione Credito Bergamasco, con opere di Francesco Betti – ripercorre la vicenda biblica di Giobbe che attraverso situazioni drammatiche di privazioni, dolore e sofferenza giunge alla serenità. La Fondazione Credito Bergamasco presenta una mostra itinerante che toccherà, durante il suo tragitto, quattro tappe diverse nella provincia di Bergamo: il Museo d’Arte e Cultura Sacra a Romano di Lombardia, il Convento SS. Trinità di Serina, l’Atelier del Tadini di Lovere e la Chiesa del Buon Consiglio di Grumello del Monte. La mostra proseguirà poi – in collaborazione con il Banco Popolare – a Verona presso la Chiesa di San Pietro in Archivolto e a Pitigliano (GR) al Museo Diocesano presso lo storico Palazzo Orsini. La formula è già stata collaudata in passate iniziative di successo, dalla Genesi di Mario Paschetta alla Via Vitæ di Angelo Celsi a Panis Vitæ di Doriano Scazzosi. Il meccanismo è il medesimo e procede dall’idea di affermare una nuova forma di mecenatismo. La Fondazione Credito Bergamasco ha coinvolto, in questa occasione, Francesco Betti, pittore bergamasco nato nel 1980. Un artista capace di un’attenta analisi psicologica dei personaggi raffigurati e in grado di trasmettere la drammaticità delle vicende di Giobbe.

Attraverso tredici grandi tavole realizzate con tecnica mista su tela, caratterizzate da linee nette e marcate, l’artista trasforma la parabola biblica di Giobbe in una metafora della vita dell’uomo. Tutte le opere sono state dipinte per l’occasione. Il format sarà condiviso dalla Fondazione Creberg con quattro istituzioni culturali diverse, appartenenti al suo territorio e con le quali ha avviato da anni percorsi di collaborazione. Un modo per immaginare una nuova forma di mecenatismo, condivisa.

Significativa poi la prosecuzione dell’evento in luoghi suggestivi del Nord (Verona) e del Centro Italia (Pitigliano) grazie all’impegno di strutture territoriali del Banco Popolare. Il catalogo della mostra – che inaugurerà al Museo d’Arte e Cultura Sacra di Romano di Lombardia il 3 maggio prossimo alla presenza del Vescovo di Bergamo mons. Francesco Beschi – include testi dei curatori, monsignor Tarcisio Tironi (presidente del MACS e Parroco in Romano di Lombardia) e dott. Angelo Piazzoli (segretario generale del Credito Bergamasco e della Fondazione Creberg).

SEDI E DATE DELLA MOSTRA

“Giobbe. La notte e il suo sole”

ITINERARIO BERGAMASCO

Romano di Lombardia

Museo di Arte e Cultura Sacra – Sala Alberti

3 maggio – 20 luglio 2014

Sabato, domenica e festivi: dalle ore 9.30 alle ore 12.00 dalle ore 16.00 alle ore 19.00

Serina

Convento SS. Trinità

26 luglio – 24 agosto 2014

Lovere Atelier del Tadini

20 settembre – 12 ottobre 2014

Grumello del Monte

Chiesa del Buon Consiglio

18 ottobre – 16 novembre 2014

ALTRO ITINERARIO

Verona Chiesa di San Pietro in Archivolto Via Duomo 29 novembre 2014 – 11 gennaio 2015

Pitigliano Museo Diocesano – Palazzo Orsini

1 aprile – 28 giugno 2015

Ingresso libero

Catalogo in distribuzione gratuita

Organizzazione Fondazione Credito Bergamasco (Bergamo)

Curatori Angelo Piazzoli – Tarcisio Tironi

"LA NOTTE E IL SUO SOLE" – ANGELO PIAZZOLI 

Angelo Piazzoli Segretario Generale del Credito Bergamasco e della Fondazione Creberg Curatore dell’esposizione “Giobbe. La notte e il suo sole”: “La notte e il suo sole Fatica, prove, privazioni, tentazioni, tormento, lutto, dolore, sofferenza; la vicenda di Giobbe evoca, a prima vista, situazioni drammatiche, strettamente connesse alla natura dell’uomo e al suo percorso terreno. Nel periodo di difficoltà che stiamo vivendo, risulta immediata l’associazione tra il crescendo di vicende negative che il personaggio biblico è chiamato a sperimentare e la crisi che stiamo soffrendo e dalla quale sembra, a volte, impossibile uscire. Eppure dalla crisi si esce; l’itinerario di Giobbe – per quanto profondamente tormentato e, in molti momenti, disperato – si conclude nella serenità, ancor più preziosa dopo annose tribolazioni, costituita da una vita rinnovata nel segno della libertà, della prosperità, degli affetti, della progenie e del futuro".

"Oltre la crisi, dunque, fuori dalla crisi; al di là del buio, la luce. Ecco il senso di Giobbe. La notte e il suo sole – continua Piazzoli -. Itinerari di riflessione Il ciclo di dipinti realizzati per l’occasione da Francesco Betti si inserisce in un fortunato progetto pluriennale, ideato e prodotto dalla Fondazione Credito Bergamasco. Con Giobbe siamo giunti al quarto appuntamento, dopo Genesi, Via Vitae e Panis Vitae.

Il format è sempre il medesimo e parte dall’individuazione di un argomento di interesse generale, procede con il suo chiarimento espressivo/figurativo e si conclude con la condivisione dei risultati, tramite una mostra d’arte. Siamo partiti da Genesi, che ha rappresentato un momento qualificato per riflettere sulla Creazione, mediante le suggestive opere realizzate da Mario Paschetta. Genesi è stata esposta – tra il 2010 e il 2012 – a Bergamo, Romano di Lombardia, Alzano Lombardo, Lodi, e da ultimo a Clusone presso il Museo della Basilica. Con Via Vitae, nel corso del 2012, abbiamo affrontato la tematica della Via Crucis".

Le opere sono state commissionate ad Angelo Celsi, compresa l’imprevista conclusione del ciclo: la quindicesima stazione raffigurante la Resurrezione di Cristo. Come Genesi, Via Vitae ha riscosso molta attenzione da parte delle Comunità locali, tanto da essere ospitata in cinque location di grande suggestione e in periodi particolarmente importanti per i singoli luoghi (Romano di Lombardia presso il Museo d’Arte e Cultura Sacra durante la Quaresima e il periodo pasquale; Bergamo presso i Padri Domenicani a maggio; Clusone presso il Museo della Basilica e Oratorio dei Disciplini a giugno in contiguità con festività patronali; Schilpario nel periodo estivo; Sotto il Monte Giovanni XXIII nell’occasione delle celebrazioni ottobrine per le ricorrenze inerenti il Concilio Vaticano II).

Nella parte iniziale del 2013, Via Vitae ha concluso il suo itinerario in Canton Ticino, nella splendida Chiesa Collegiata di Bellinzona, ove è stata esposta nel periodo centrale della Quaresima; è stata infine collocata definitivamente nella Chiesa di San Giuseppe Artigiano in Seriate a seguito della donazione che la Fondazione Creberg ha operato in favore della Parrocchia di Seriate. Anche la terza mostra itinerante – Panis Vitae, con opere di Doriano Scazzosi – ha avuto esiti sorprendenti; il tema assegnato (il pane nella sua accezione materiale e nel suo valore semantico e/o escatologico) era strettamente correlato alle caratteristiche tecniche dell’artista – che si qualifica per il ricorso ad un’esplicita forma figurativa, quasi fotografica – e alla sua sensibilità umana, caratterizzata da un rilievo introspettivo e meditativo di grande profondità attraverso un viaggio che da artistico è divenuto spirituale (o viceversa)".

"La risposta delle Comunità ospitanti (Bergamo, Romano di Lombardia, Presezzo) – durante le tappe della mostra durata per buona parte del 2013 – è stata molto positiva, tanto da spronarci a procedere sulla stessa strada. Credo che la fortuna del nostro progetto nasca da una scoperta molto semplice. Gli artisti di oggi sono felici di poter contribuire a una riflessione nata intorno a un tema condiviso e percepito come urgente. Sono anche sorpresi di poter tornare a confrontarsi con un committente consapevole. Sul piano socio-culturale mi sembra importante che l’analisi di argomenti profondi e significativi possa essere tema di confronto e di comune operatività tra alcune delle più autorevoli istituzioni culturali dei nostri territori. Abbiamo infatti constatato che ogni Comunità reagisce all’evento diversamente da ogni altra, organizzando autonomi eventi collaterali di approfondimento, in un crescendo di iniziative culturali collegate che ci hanno fatto comprendere come il coinvolgimento crei passione e partecipazione. L’arte riesce davvero ad appassionare lasciando un profondo segno interiore, quando si appalesa “di qualità” e affronta con serietà i temi più profondi della vita, dell’uomo, della fede e dello spirito".

"Oltre la crisi Tempo fa – ancora agli albori della crisi che molti previsori pensavano si sarebbe risolta rapidamente – ci venne il dubbio, approfondendo la tematica, che i tempi difficili si sarebbero protratti a lungo, reputando come il contesto di grave disagio e la profondità della crisi fossero particolarmente accentuati per la civiltà occidentale, nella quale essa ha assunto una connotazione non soltanto economica ma anche sociale, etica e culturale. Questa riflessione ci ha indotto a rafforzare l’operatività della Fondazione in alcuni ambiti di competenza (salvaguardia del patrimonio storico/artistico, arte e cultura, formazione, ricerca scientifica, solidarietà sociale…) quale testimonianza della nostra passione verso i territori nei quali viviamo. Continuare a investire nella nostra cultura significa continuare a investire nel nostro futuro. Aver sollecitato un giovane artista come Francesco Betti a confrontarsi con un tema attuale e impegnativo come quello suggerito dalle vicende di Giobbe è per noi un coerente passo avanti. Significa continuare a credere che la nostra millenaria tradizione deve trovare un punto di contatto con le nuove generazioni. Solo così si può intravedere la luce, oltre il buio”.

 

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