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La Fondazione MIA ipoteca la vocazione contadina della Bassa Bergamasca

Un contratto ventennale per ipotecare la vocazione contadina della Bassa Bergamasca dopo l'arrivo di BreBeMi. Il documento è stato stipulato dalla Fondazione Misericordia Maggiore e Probi contadini di Fara Olivana a cento anni di distanza dalla prima stretta di mano tra le due istituzioni. Una firma storica, inseguita a lungo negli ultimi anni, per riprogettare agronomico-paesaggistica di ben 4 mila 687 pertiche bergamasche.

Un contratto ventennale per ipotecare la vocazione contadina della Bassa Bergamasca dopo l’arrivo di BreBeMi. Il documento è stato stipulato dalla Fondazione Misericordia Maggiore e Probi contadini di Fara Olivana a cento anni di distanza dalla prima stretta di mano tra le due istituzioni. Una firma storica, inseguita a lungo negli ultimi anni, per riprogettare agronomico-paesaggistica di ben 4 mila 687 pertiche bergamasche. All’affitto di 240 mila euro all’anno si aggiungono 5 milioni e 362 mila euro di opere complementari per la realizzazione di un impianto fotovoltaico, un centro di stoccaggio per rifiuti zootecnici, la costruzione di un impianto di biometano. Si tratta di un impegno economico importante per le oltre quindi famiglie che lavorano i terreni della zona.

“In questi anni la MIA si è impegnata a sostenere il rinovamento organizzativo delle aziende agricole che insistono sui suoi fondi – spiega Giuseppe Pezzoni, presidente della Fondazione MIA -. Con la sottoscrizione del contrato con i Probi contadini un importantissimi tassello di questa strategia trova piena atuazione: nello spirito di Expo 2015, che è stato anche lo spirito che ha mosso la MIA nei secoli, si rinnova un legame che. Valorizzando la produzione agricola locale e l’impresa verde, dà nuova opportunità di reddito a famiglie tradizionalmente insediate in quell’area, oggetto di grandi trasformazioni per l’arrivo di Brebemi e Tav, garantendo uno sviluppo eco compatibile e rispettoso di ambiente e persone”.

Commenti

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  1. Scritto da Matteo

    è lodevole l’impegno della Mia, sarebbe bello che anche altre fondazioni bergamasche facessero lo stesso, come per esempio gli Istituti Educativi, ma non si può avere tutto, purtroppo.

  2. Scritto da Gaziantep

    No, non c’entra nulla con la chiesa. E’ per caso che il CDA è gonfio di preti….

  3. Scritto da Carlo

    …ma questi super uomini cattolici come fanno a coniugare l’essere sindaco con l’essere presidente di una fondazione e chissà quante altre cariche??il poltronificio della chiesa non ha limiti eh?

    1. Scritto da Eugenio

      Ma lei lo sa che la Mia non c’entra nulla con la chiesa? A me risulta invece un legame stretto con la giunta che si alterna alla guida della città con la Mia nelle nomine che la riguardano. Evviva un vincolo vero del territorio con la sua naturale vocazione. Non ho ancora visto vincoli veri per Grumello con il suo Parco Agricolo virtuale…

      1. Scritto da Carlo

        Ma non dica cavolate…è piena di preti mancati e preti veri…