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Guerra, patron della Robur: “Coraggio, usiamo la crisi per inventare novità”

Benito Guerra, classe 1939, presidente della Robur, a margine della conferenza “L’ultima frontiera dell’efficienza energetica nel riscaldamento” al Kilometro Rosso, afferma: “Esportiamo il 70% dei nostri prodotti. Il segreto: formazione, coraggio, competenza e nuovi prodotti. Solamente così si affrontano le sfide dei nuovi mercati”.

A 17 anni il padre Dante lo aiutò a fondare la sua azienda: la Robur, che in latino significa “forza”. Robur è anche il nome in botanica di una quercia. Che Benito Guerra, classe 1939, sia una quercia con una forza innata non c’è dubbio. A margine della conferenza “L’ultima frontiera dell’efficienza energetica nel riscaldamento” al Kilometro Rosso, un’occasione per approfondire le Strategie e piani di azione nazionali e regionali e le opportunità e applicazioni del riscaldamento “verde”, Guerra confida che non teme il futuro né la crisi.

Lei diche che bisogna avere coraggio. Lo direbbe anche a un giovane che non ha lavoro e che fatica a mettersi in proprio?

“Sì. Anzi proprio ai giovani bisogna dire di credere nelle loro capacità e di lanciarsi. Sia ben chiaro: serve coraggio ma anche fiducia nelle proprie forze, sapersi adattare e credere nel proprio progetto”.

Qual è il progetto che cerca di realizzare la Robur?

“Ci stiamo muovendo dinamicamentenella ricerca, sviluppo e diffusione di prodotti sicuri, ecologici, a basso consumo energetico, attraverso la consapevole responsabilità di tutti i collaboratori. E’ importantissimo il lavoro di squadra, condividere il progetto con la stessa passione avendo ben chiaro il traguardo comune”.

Non è difficile immaginare che Guerra riesca a trasmettere questa passione ai 204 dipendenti della Robur divisi tra la sede di Zingonia e le due filiali in Germania e negli Stati Uniti. Anche se la mente della Robur resta in Bergamasca, a Zingonia si studiano (investendo il 7% del fatturato che nel 2013 è stato di 26 milioni di euro), si sviluppano e producono soluzioni di riscaldamento ad alta efficienza e basso impatto ambientale.

“Oggi offriamo una soluzione tra le più avanzate per riscaldare gli ambienti, ottimizzando al meglio, rispetto a qualsiasi altra tecnologia, le risorse energetiche e integrando perfettamente i concetti di efficienza, economia ed ecologia” spiega Guerra.

Ma con la crisi dell’edilizia non soffrite?

“No. Abbiamo saputo proporre al mercato soluzioni nuove, innovative, che puntano al risparmio energetico e alla miglior valorizzazione del metano. C’è anche una mission etica nel nostro modo di fare impresa che è: non sprecare le risorse che la natura ci offre e proporre modelli non inquinanti per tutelare la salute delle persone”.

Che detta così sembra una proposta da condividere con tutti per uscire dalla crisi.

“Questa crisi è un’occasione che ci sfida a ripensare modelli superati o deleteri per la società, inventando nuovi percorsi. Pensiamo all’edilizia, oggi si comprende che non si può continuare a costruire edifici consumando suolo, ma non per questo si deve investire per recuperare l’esistente dando una nuova vita ecologica agli edifici esistenti. E se pensiamo a quanti edifici necessitano di ristrutturazioni o manutenzioni la sfida diventa un’opportunità di crescita e di sviluppo da una parte e dall’altra svolge una missione di riqualificare e rendere più salubri, sicuri e meno dispendiosi gli edifici”.

La sfida è valida solo per l’Italia?

“No, non credo proprio. Il 70% del fatturato di Robur proviene dall’export. Infatti, negli ultimi anni abbiamo stretto solidi rapporti commerciali sia con Paesi europei che extraeuropei e il consolidamento sul mercato italiano e l’estendersi dell’offerta su quello internazionale fa prevedere per gli anni futuri un sensibile incremento del fatturato”.

E come si affrontano i mercati esteri?

“Con competenza e prodotti innovativi. Ora però serve coraggio per spezzare la catena di negatività che ci lega. Gli sbagli del passato ci devono servire da lezione. Non dobbiamo sprecare l’opportunità di ripensarci che ci è stata data”.

Commenti

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  1. Scritto da Non col vento

    E qualche leggina regionale fatta dal celeste amico