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Pasquale Locatelli dal carcere spagnolo chiede il rito abbreviato

Ha chiesto il rito abbreviato e probabilmente lo otterrà, e con questo anche lo sconto di un terzo sulla eventuale pena finale Mario di Madrid, al secolo Pasquale Claudio Locatelli, 61 anni, di Almenno San Bartolomeo ritenuto uno dei più grossi narcotrafficanti nel panorama internazionale. Forse non sarà a Bergamo per il processo.

Ha chiesto il rito abbreviato e probabilmente lo otterrà, e con questo anche lo sconto di un terzo sulla eventuale pena finale Mario di Madrid, al secolo Pasquale Claudio Locatelli, 61 anni, di Almenno San Bartolomeo ritenuto uno dei più grossi narcotrafficanti nel panorama internazionale, in grado di movimentare tonnellate di hascisc e cocaina, a cui Roberto Saviano nel suo "ZeroZeroZero" ha dedicato uno dei capitoli più esplicativi del mondo della cocaina.

Mercoledì davanti al giudice dell’udienza preliminare di Bergamo Tino Palestra, l’avvocato di Mario di Madrid Vito Felici ha formalizzato la richiesta di giudizio abbreviato.

Locatelli si trova in carcere in Spagna, a Cadice, dal 2010, comunque chiederà il giudizio abbreviato rinunciando a comparire in aula. Così il palazzo di giustizia di via Borfuro non verrebbe blindato, come era stato paventato qualche mese fa, vista la caratura criminale dell’imputato.

Il narcotrafficante è finito nei guai dopo che più di 900 chili di hashish sono stati trovati in via Rosolino Pilo a Bergamo, in un box nella disponibilità di un ex carabiniere del Ros, Gianfranco Benigni. 

Secondo l’accusa sostenuta dal pm Maria Cristina Rota nel gennaio del 2008 Benigni noleggia un furgone e parte alla volta di Madrid dove ha appuntamento con Locatelli che gli affida 600 chili di hascisc da portare in Italia, cellulari “puliti” con utenze spagnole.

A far da staffetta per il viaggio ci sarebbe stato il fratello della convivente di Mario di Madrid, Dario Ferraro, fratello della convivente di Locatelli, su una Seat Leon, invece su un’altra vettura ci sono un uomo e una donna francesi.

I 600 chili di hashish vengono stoccati nel garage di via Rosolino Pilo, a Bergamo, ma con sorpresa: infattio la droga non è di buona qualità, perciò Locatelli, secondo gli inquirenti, ordina di integrarla con 300 chili acquistati dal clan campano dei Mazzarella.  Alla fine, però, la partita non verrà piazzata e una “soffiata” permetterà agli investigatori di trovare la droga nel box e di risalire a Pasquale Locatelli.

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