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Il Gleno apre e cambia nome: d’ora in avanti è Carisma

La Fondazione Casa di Ricovero S. Maria Ausiliatrice Onlus da oggi ha un nuovo CA.RI.S.M.A. L’istituzione cittadina, costituita ufficialmente con il Reale Decreto del 5 agosto 1811, vanta oltre due secoli di storia caratterizzati da un impegno costante nel prendersi cura, con rispetto e passione, di chi affronta l’ultimo periodo della propria vita, a volte anche nella sofferenza e nel disagio.

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La Fondazione Casa di Ricovero S. Maria Ausiliatrice Onlus da oggi ha un nuovo CA.RI.S.M.A. L’istituzione cittadina, costituita ufficialmente con il Reale Decreto del 5 agosto 1811, vanta oltre due secoli di storia caratterizzati da un impegno costante nel prendersi cura, con rispetto e passione, di chi affronta l’ultimo periodo della propria vita, a volte anche nella sofferenza e nel disagio. L’acronimo CA.RI.S.M.A., coniato così come il nuovo logo della Fondazione Casa di Ricovero S. Maria Ausiliatrice Onlus dall’art director Enrico Baleri, è l’esempio calzante del rinnovamento che si è attuato in questi ultimi 3 anni, ovvero dal 12 aprile 2011, giorno in cui è stata posata la prima pietra per la realizzazione delle nuove residenze per anziani. Il nuovo logo deriva dalla lettura attenta dell’iconografia della Madonna, a cui l’istituzione cittadina è dedicata, che ci appare con una corona composta da dodici stelle a sei punte.

Le stelle luminose vengono quindi raccolte in una corona circolare di colore blu, un colore che rimanda al cielo e quindi al Divino, tonalità di riferimento anche per la segnaletica e parte degli arredi che caratterizzano le nuove residenze. Le nuove residenze per anziani verranno inaugurate il prossimo sabato 3 maggio, giorno in cui si sveleranno alla collettività i nuovi e confortevoli ambienti, frutto di intensi lavori. Tre anni durante i quali la Fondazione si è impegnata fortemente nel trovare le soluzioni più idonee, atte a migliorare la qualità della vita e l’assistenza delle persone ospitate secondo i più innovativi principi di accoglienza dell’anziano e delle fragilità. «Per noi il 3 maggio sarà una data importante – ha dichiarato il presidente della Fondazione CA.RI.S.M.A Onlus Miro Radici – in cui si completerà un percorso rilevante iniziato tre anni fa. Vista l’importante ricorrenza abbiamo pensato anche di darci una veste grafica diversa attraverso il nuovo logo, rimanendo però ancorati alla tradizione e al significato del nostro nome, che poggia su valori cardine legati al Divino e alla Vergine Maria». Uno sforzo economico importante, quantificabile in circa 50 milioni di euro, due terzi dei quali finanziati dalla Fondazione CA.RI.S.M.A., mentre un terzo è stato donato da Italcementi SpA e dalla Fondazione Azzanelli Cedrelli Celati E Per La Salute Dei Fanciulli. Quest’ultime si sono così fatte carico della realizzazione di una delle nuove residenze denominata “ Polo geriatrico riabilitativo della città di Bergamo”. Nel complesso i lavori sono stati realizzati puntando al perfezionamento degli spazi comuni, così da ottimizzare le interazioni tra gli ospiti e i visitatori della struttura, puntando al miglioramento delle condizioni di vita dei primi e favorendo al contempo l’accoglienza di parenti e conoscenti che vengono a far loro visita. Grande attenzione è stata posta anche nelle camera di degenza, tutte dotate di sistemi per le manovre assistenziali, impianti di ossigenoterapia e impianti vuoto per uso medicale. I 360 posti letto della nuova struttura, suddivisi in tre residenze in classe energetica A da 120 posti letto ciascuna, sono così suddivisi: 60 stanze singole e 150 stanze doppie per un volume complessivo dell’edificazione di 100.000 m³.

Particolarmente curati anche gli spazi verdi, con la realizzazione di percorsi dedicati all’interno del giardino principale per consentire agli ospiti della struttura di camminare all’aria aperta in tutta sicurezza. I lavori sono stati eseguiti mantenendo la piena operatività della casa di ricovero, riducendo ai minimi termini i disagi dei pazienti che, nel frattempo, hanno continuato a vivere nelle strutture preesistenti, dove rimarranno ancora per i prossimi due mesi in attesa dell’espletamento delle procedure di accreditamento e di agibilità da parte degli organi competenti. Nel corso della conferenza stampa sono stati presentati anche due libri, che ripercorrono la storia della Fondazione Casa di Ricovero S. Maria Ausiliatrice Onlus. Il primo di questi libri porta la firma della Dott.ssa Juanita Schiavini Trezzi, professoressa presso il dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Bergamo, e s’intitola: "Archivi per la storia dell’assistenza a Bergamo. Casa di Ricovero – Casa d’industria – ricovero di Mendicità Inventario 1811-1959". Trattasi di un libro-inventario di tutti i fascicoli, volumi e registri di cui si compone l’archivio storico della Casa di Ricovero Santa Maria Ausiliatrice, della Casa d’Industria e del Ricovero di Mendicità, le tre istituzioni che tra 800 e 900 hanno costituito l’asse portante dell’assistenza pubblica bergamasca alle categorie degli anziani e degli invalidi. Il secondo libro, dal titolo "Tendere la mano ai bisognosi – Luoghi, vicende, personaggi della Casa di Ricovero dal XIX al XX secolo" è invece frutto del lavoro dell’Ateneo Scienze Lettere e Arti di Bergamo, rappresentato dal presidente Maria Mencaroni Zoppetti. Il volume ripercorre la storia della casa di cura cittadina e ricostruisce le dinamiche che dettero origine alla nascita dell’istituto assistenziale in epoca moderna, in modo da comprendere i legami con la società che l’aveva generato. Nel presente volume, al livello attuale dell’analisi dei documenti, si è stabilito di concentrare l’attenzione su alcuni ambiti fondamentali: i luoghi, le vicende, i personaggi che hanno fatto la storia della Casa di Ricovero. Pubblicazioni frutto di indagini e lunghe ricerche tra passato e presente, mentre la Fondazione CA.RI.S.M.A. Onlus guarda con ottimismo ed orgoglio al prossimo futuro, convinta nel proseguire sulla strada intrapresa.

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Commenti

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  1. Scritto da lotty

    Condivido il suo commento e aggiungo che è anche illegale perchè non rispetta la laicità dello stato. Però i politici stanno tutti zitti per paura di essere impopolari e perdere voti.

  2. Scritto da Non col vento

    E’ veramente penoso, arrogante e improprio attribuire una denominazione religiosa ad un’istituzione laica, cui hanno contribuito cittadini di ogni orientamento e già di diritto pubblico. Segno dell’ingerenza, dell’arroganza e del servilismo di una classe politica capace di omaggiare la madonna pellegrina, piuttosto che rispettare il pluralismo delle credenze .

    1. Scritto da Giosuè

      A quando “Ponte Pietro” e “Paolo d’Argon” anziché “Ponte San Pietro” e “San Paolo d’Argon”???

      1. Scritto da lotty

        Se nel passato la chiesa l’ha fatta da padrona influenzando perfino la scelta dei nomi di paesi ora le cose sono cambiate almeno in parte. Aver sbagliato non è una buona ragione per continuare a farlo.