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Una vineria a Lovere nel futuro di don Andrea, fratello di Alessio Boni

Dopo aver riconsegnato la tonaca e aver lasciato la guida della comunità Zoar nella parrocchia di Sant'Antonio a Grone, Andrea Boni sta lavorando alla sua nuova vita: insieme ad una socia gestirà una vineria a Lovere.

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Dopo aver riconsegnato la tonaca e aver lasciato la guida della comunità Zoar nella parrocchia di Sant’Antonio a Grone, sui colli di San Fermo, Andrea Boni, fratello dell’attore Alessio, è già in pista per quella che sarà la sua nuova vita: a Lovere, in via Cavallotti 2, gestirà, insieme alla socia Linda Ghilardi, una vineria.

Trentasette anni, nato a Sarnico, Andrea Boni è stato prima curato a Curno e poi parroco nella fraternità Zoar sui colli di San Fermo dal 2006 al marzo del 2014 quando, con una sincera e commovente lettera apparsa sul sito della comunità, aveva spiegato le sue ragioni: nessun abbandono ma una riconsegna, paragonata al salto rivoluzionario di Dick Fosbury alle Olimpiadi di Città del Messico ’68.

Avrò una casetta nuova – scriveva – un lavoro bizzarro, un orizzonte altro. La parte gemella di me vivrà con un Andrea meno sacrale, ma forse più sacro perchè proverrò dalla strada, dal lago, dalla passione”: è dalle sponde del lago, infatti, che ripartirà la nuova vita di Andrea Boni, in una “casetta nuova” che sta già prendendo forma, grazie al suo lavoro e a quello degli operai, negli ex locali dei Vigili urbani. 

Della vita da don, Andrea Boni si porta in eredità il nome di quella che è stata la sua fraternità per 8 anni, “Zoar”, “piccolezza” in ebraico, trasferito ora alla società che gestirà la vineria di Lovere: la Officine Zoar snc, iscritta alla Camera di Commercio di Bergamo il 30 gennaio con un capitale sociale di mille euro ma ancora inattiva.

“Quando tutto sembra appianato, quando le cose iniziano ad ingranare, quando si sono prese le misure, quando…tac…un frangente, e non puoi più saltare come prima. L’esperienza di Fraternità Zoar – sul Monte di Grone – chiude i battenti”: e tra poco se ne aprirà una nuova, quella del locale che in paese dicono si chiamerà “Fi che foi”.

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Commenti

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  1. Scritto da morena malavasi

    Ciao ti auguro un buon inizio per una nuova esperienza sono morena di Correggio un abbraccio! !!!

  2. Scritto da claudio patelli

    Quanta amarezza! Al di la di di tutti i salti mortali e non di cui ti vuoi sentire protagonista, non posso nascondermi di sentirmi anche io semplicemente tradito.

  3. Scritto da LINO

    solo una cosa va detta per una splendida persona..In bocca al lupo per questa nuova esperienza Andrea dal tuo amico di sempre Lino

  4. Scritto da lotty

    Chissà invece cosa farà l’altro prete don Raccagni dopo aver lasciato la chiesa che non ha ascoltato le sue denunce per le molestie subite in seminario. Spero che anche per lui sia aprano delle opportunità, lo merita per il coraggio dimostrato.

  5. Scritto da roberta

    Dal vinsanto al vinello

  6. Scritto da Sére

    “Chi ha tempo, non aspetti tempo”, così recita un vecchio adagio. L’ha fatto suo il dott. Andrea Boni (conosciuto su queste pagine appena 15gg. fa, quando “con un salto” si dimetteva da prete). Se è vero quel che qui si legge, l’ha fatto talmente suo (il detto), che s’era pure portato avanti, creando una società commerciale tre mesi prima del “salto” (era in allenamento?), e avendo pure una socia: la Linda Ghilardi (sua cugina?). Che dire? Forse era buono il commento di “James”. Boh???

    1. Scritto da Vito

      Mi pare, ma mi posso sbagliare che soprattutto nella ns. Diocesi , le alte gerarchie ecclesiastiche , ancora con abiti talari, possano tranquillamente insegnare economia e finanza…

    2. Scritto da Sergio

      Commento sagace e dalla sapiente ironia! Condivido!