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Smok-Ink, i danni del fumo Progetto tra arte e scienza alla Tenaris Dalmine fotogallery

Aperta a Casa Dalmine, all'interno di Tenaris, la mostra Smok-Ink, un innovativo progetto tra arte e scienza, in cui i polmoni dei fumatori diventano tela e le sigarette inchiostro. L'installazione è stata realizzata con il sostegno di Fondazione Humanitas.

I danni del fumo al corpo umano prendono forma sotto disegni. Disegni tracciati con un inchiostro particolare: cinque litri di inchiostro ottenuti dalla ‘spremitura’ di 4.000 sigarette. L’idea realizzata da Moreno De Turco e Mirco Pagano, creativi di TBWA\Italia e realizzata grazie al supporto artistico di Ozmo, è una installazione dal titolo Smok-Ink. Un innovativo progetto sospeso tra arte e scienza che è esposto a Casa Dalmine all’interno di Tenaris fino al 19 aprile.

Partner dell’iniziativa è Humanitas che ha fornito il materiale scientifico su cui hanno lavorato i creativi e ha sostenuto il progetto insieme a Fondazione Humanitas. Il risultato sono 60 metri quadrati di tela dipinti interamente a mano, un’infografica scientifica rivisitata in chiave artistica.

Numeri, immagini e parole si sposano e raccontano con un linguaggio molto particolare, ma di facile lettura, cosa succede ai polmoni di un fumatore. Smok-Ink (#smokink) è un’installazione che coinvolge – letteralmente – i visitatori mostrando "dall’interno" i danni prodotti dal fumo delle sigarette. Il risultato, dunque, ribalta le prospettive ed è un’esperienza che lascia il segno. Ozmo, il celebre street artist italiano, ha prestato la propria mano per realizzare la tela: «Dopo aver esplorato quasi tutti i media pittorici, questa volta userò qualcosa di molto particolare per interpretare un invito a difesa della salute». "Come fumatore per me questa è stata un’iniziativa particolare", commenta Moreno De Turco. "Parlare ai giovani in modo nuovo e credibile non è mai semplice. Ho cercato, dunque, di fare qualcosa di impattante che funzionasse prima di tutto su di me. Vedere davvero cosa faccio ogni giorno al mio corpo è stata una sfida". Mirco Pagano aggiunge: "La nostra idea è nata proprio dall’intuizione di portare le persone all’interno dei propri polmoni che sono rappresentati come una tela, per informare con un messaggio forte attraverso un mezzo ancora più forte".

Già perché la tela è stata dipinta con un inchiostro speciale, ottenuto utilizzando una macchina ad hoc, che aspira le sigarette, estraendo le sostanze nocive che si depositano nel nostro corpo. Queste sostanze sono state utilizzate come inchiostro per dipingere, da qui il nome della mostra "Smok-Ink".

"Ancora oggi il fumo è uno dei maggiori killer a livello mondiale e causa circa 70.000 morti all’anno in Italia" afferma Armando Santoro, direttore di Humanitas Cancer Center. Nonostante i divieti imposti e le numerose campagne di sensibilizzazione, il numero dei tabagisti stenta a diminuire, anzi i giovani e le donne iniziano a fumare prima. "Humanitas è da sempre impegnato in prima linea nella lotta contro il fumo, offrendo ai cittadini un Centro Antifumo in cui gli specialisti costruiscono intorno al paziente un percorso su misura. Ma dobbiamo continuare a cercare nuove strade, anche di comunicazione. L’iniziativa Smok-Ink va in questa direzione, incentivando i giovani a sconfiggere la dipendenza da nicotina, attraverso un connubio tra arte e medicina" prosegue Santoro.

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